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Cospe: «Basta ipocrisie sui migranti»

17 Settembre Set 2015 1721 17 settembre 2015
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L'organizzazione denuncia il continuo stallo sulle politiche migratorie mentre i morti crescono di giorno in giorno così come i soprusi e i respingimenti in Europa

Cospe, insieme a Concord Italia, la piattaforma italiana di collegamento alla Confederazione europea che rappresenta 1600 Ong e associazioni della società civile, ha diffuso un comunicato di denuncia del continuo stallo sulle politiche migratorie mentre i morti crescono di giorno in giorno così come i soprusi e i respingimenti dei migranti in Europa. Secondo il Cospe il prossimo vertice, annunciato per il 22 Settembre, deve condurre a decisioni cogenti, eventualmente prese anche a maggioranza, a favore della solidarietà e del rispetto dei diritti dei migranti innanzitutto.

La divisione dell'Unione è eclatante tra visioni di chiusura e controllo e timide aperture e compromessi, comunque molto selettivi e condizionati al rafforzamento della frontiera esterna. Non esistono migranti di seria A, i richiedenti asilo, e migranti di serie B, quelli per cosiddette motivazioni economiche. I migranti comunque decidono di lasciare le proprie comunità per avere maggiori opportunità di sostenere la propria famiglia. L’aspirazione ad una vita migliore è universale. E’ necessaria una risposta più ampia e articolata dell’Unione europea, mentre invece è tutta centrata sull’emergenza.

In particolare, tutta l’attenzione è ora focalizzata sulla creazione dei cosiddetti Hotspots per l'identificazione e registrazione, perché il vero interesse di tutti i paesi membri è la salvaguardia dello spazio Schengen e quindi evitare di esercitare i controlli sulle frontiere interne. La priorità non sono le vite dei migranti, ma la libertà di circolazione dentro l'Europa. Cospe annuncia che lotterà perché questi Hotspots non diventino nuovi centri di detenzione.

La creazione di questi Hotsposts andrà di pari passo con la ripartizione dei richiedenti asilo (120 mila + 40 mila), obbligatoria come richiesto da Commissione e stati membri occidentali, contro quelli orientali che si oppongono e al limite chiedono la volontarietà. Anche in questo caso non si tiene conto dei diritti dei migranti, restringendo l’accoglienza ad alcune nazionalità (solo siriani, afgani, iracheni ed eritrei), e mantenendo il divieto della loro mobilità dentro l'UE. Cospe chiede l’istituzione dello status di rifugiati unico per tutti i Paesi dell’unione, per consentire la libertà di circolazione di tutti. E che gli Hotspots siano luoghi aperti e integrati nei territori e con le società civili.

Intanto si allarga il fossato con i Paesi vicini e africani. Si decide di aumentare l'aiuto ai campi profughi e alle iniziative di sviluppo solo con un fine strumentale, affinché tutto "stia là", se possibile con regimi che garantiscano ordine e stabilità. Lo si fa chiedendo maggiori operazioni di rimpatrio, soprattutto forzate. Mentre alcuni governi europei lanciano messaggi contro i migranti musulmani e per salvaguardare la cristianità e un'Europa bianca. Numerosi segnali purtroppo rimandano a uno scontro europeo tra fascismo e democrazia. Questa è la posta in gioco più alta!

La cooperazione allo sviluppo non deve essere strumentalizzata ai fini di controllo delle migrazioni. Occorre fare un discorso di verità. Molte analisi scientifiche mostrano come la cooperazione allo sviluppo debba andare di pari passo con il riconoscimento della mobilità (si veda ad esempio il Rapporto UNDP del 2009). Non è solo con più cooperazione che si risolvono i problemi dello sviluppo e delle migrazioni. Peraltro gli studi evidenziano come a maggior sviluppo economico corrispondano più migrazioni e non meno. Le migrazioni non si ridurranno fino a che non si riduce in modo significativo il divario nelle condizioni di vita tra i paesi di partenza e di destinazione. E’ piuttosto con una cooperazione tra società civili, piccole imprese e cooperative, assieme ad opportunità di mobilità, e soprattutto con politiche commerciali e finanziarie coerenti e responsabili che favoriscono lo sviluppo delle comunità del Sud, che si potranno creare le condizioni per ridurre la necessità di migrare. Combattere la speculazione e i paradisi fiscali e finanziari, gli investimenti che rubano terra e risorse naturali, il commercio sleale e che sfrutta i lavoratori … sono queste le vere azioni, con una sana cooperazione allo sviluppo.

Cospe auspica che la fuoriuscita da questa situazione incancrenita imperniata sulla difesa dei confini non sia al ribasso. Ribadisce l'impegno per una Europa solidale, e il sostegno a tutte le iniziative che promuovono il diritto alla vita dei migranti, un lavoro dignitoso e lo sviluppo delle comunità, per una Europa democratica.

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