Climate change

Almeno sul clima l’Europa è d’accordo

18 Settembre Set 2015 1529 18 settembre 2015

Intesa raggiunta tra i ministri dell'ambiente riuniti oggi a Bruxelles. L'Europa andrà alla Conferenza sul clima di Parigi con un mandato sottoscritto dai 28 Stati membri. Tra gli obiettivi condivisi quello di contenere entro i 2 °C l’innalzamento della temperatura globale e l’impegno a ridurre le emissioni di gas serra del 40% rispetto ai livelli del 1990.

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Intesa raggiunta tra i ministri dell'ambiente riuniti oggi a Bruxelles. L'Europa andrà alla Conferenza sul clima di Parigi con un mandato sottoscritto dai 28 Stati membri. Tra gli obiettivi condivisi quello di contenere entro i 2 °C l’innalzamento della temperatura globale e l’impegno a ridurre le emissioni di gas serra del 40% rispetto ai livelli del 1990.

(Da Bruxelles). L’Europa va alla conferenza Onu di Parigi (che riunirà i rappresentanti di 192 Paesi del mondo dal 30 novembre all’11 dicembre) sul clima unita, con le idee chiare, e soprattutto con un mandato, quello sottoscritto oggi a Bruxelles alla riunione del Consiglio dei ministri dell'ambiente dei 28. Un mandato che mette nero su bianco la volontà degli Stati membri di contenere entro i 2 °C l’innalzamento della temperatura globale, l’impegno a ridurre entro il 2030 le emissioni di gas serra del 40% rispetto ai livelli del 1990, e portare almeno al 27% la quota delle energie rinnovabili nel consumo totale di energia sempre entro il 2030.
«L’Europa va a Parigi as a deal maker, not as deal taker» (come propositore di un accordo, non per subire gli accordi degli altri) ha detto Miguel Arias Cañete, Commissario europeo per l'azione per il clima e l'energia in conferenza stampa. «La riduzione dei gas serra deve essere trattata a livello politico come le altre crisi. Ci tengo a sottolineare che non risolveremo mai la crisi dei rifugiati e non saremo efficaci nella lotto contro la povertà se non affrontiamo seriamente la questione del climate change. L’Unione europea vuole un accordo ambizioso, globale e giuridicamente vincolante» ha concluso il Commissario.

Da sinistra: Il commissario Miguel Arias Cañete e Carole Dieschbourg, ministro dell'ambiente del Lussemburgo

Per questo accordo si è attivato anche il Santo Padre. «Papa Francesco ci ha dato messaggi forti, un grande incoraggiamento»aveva detto il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, di ritorno da una udienza con il Pontefice il 16 settembre. «Ha detto che sarà in campo per Parigi 2015. Ci sarà la Santa Sede, ma ci sarà anche lui personalmente». Una presenza morale, non fisica, ha precisato il ministro. «L’incontro con il Papa» ha invece detto il Commissario Miguel Arias Cañete, anche lui in udienza due giorni fa con il Santo Padre, «è stato spronante».

I cambiamenti climatici sono un problema globale con gravi implicazioni ambientali, sociali, economiche, distributive e politiche, e costituiscono una delle principali sfide attuali per l’umanità

Papa Francesco

Tante belle parole ma....
«I ministri dell'UE non sono riusciti a fornire dettagli su come raggiungere gli obiettivi prefissi e il modo in cui si gestirà la transizione verso un’economia libera dai combustibili fossili» ha detto Wendel Trio, direttore del Climate Action Network Europe.
«Essi non hanno specificato quali misure supplementari l'UE implementerà prima del 2020, quando l'accordo di Parigi entra in vigore. I ministri non sono neppure riusciti a fare chiarezza su ciò che l'Unione europea abbia da offrire ai paesi in via di sviluppo in termini di assistenza economica per sostenere e affrontare i loro sforzi per ridurre le emissioni».

L'accoglienza degli ambientalisti ai ministri davanti alla sede del Consiglio europeo

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