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Povertà

Unitevi a noi. L’appello della società civile per lo sviluppo sostenibile

24 Settembre Set 2015 1320 24 settembre 2015
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CIDSE, insieme a FOCSIV e oltre 50 leader di organismi internazionali della società civile e intellettuali di fama mondiale si sono rivolti ai leader politici riuniti al vertice ONU perché adottino impegni concreti per una riforma del sistema economico e finanziario

CIDSE, insieme a FOCSIV e oltre 50 leader di organismi internazionali della società civile e intellettuali di fama mondiale, lanciano oggi un appello ai leader politici riuniti al vertice ONU sugli obiettivi per lo sviluppo sostenibile. L’obiettivo dell’appello è quello di spingere affinché adottino impegni concreti per una riforma del sistema economico e finanziario, condizione essenziale per eliminare la povertà e la fame, modificando i modelli di produzione e consumo insostenibili. Le alternative esistono, molti movimenti popolari le stanno realizzando. La politica deve cambiare a partire dal riconoscimento dei diritti dell’uomo e delle comunità popolari. Uniamoci per una reale trasformazione.

Il testo dell'appello

Noi, cittadini del mondo ci uniamo in un appello comune rivolto ai governi di tutto il pianeta che si riuniranno a New York dal 25 al 27 settembre in occasione del vertice delle Nazioni Unite per adottare i nuovi obiettivi universali per lo sviluppo sostenibile, 70 giorni prima della cruciale Conferenza delle Parti 21 (COP21) di Parigi, nel quadro della Convenzione delle Nazione Unite sui Cambiamenti Climatici.

Conveniamo tutti affinché:

Si possa colmare l’evidente divario tra i pochi che possiedono metà delle ricchezze globali e il resto del mondo.
Si possa assicurare una totale uguaglianza tra uomini e donne.
Si possa garantire il diritto al cibo per miliardi di persone, in particolare ai piccoli produttori che forniscono la maggior parte delle derrate alimentari nel mondo, il cui diritto al cibo, tuttavia, viene violato diffusamente.
Si possa mantenere l’aumento della temperatura mondiale al di sotto di 1,5°C.
Si possa garantire protezione e sostegno ai più poveri e vulnerabili nella lotta per l’adattamento al cambiamento climatico e costruire una società mondiale più giusta.
Si possa mettere fine alla nostra relazione di sfruttamento della Terra e all’inarrestabile estrazione di risorse naturali.
Si possa trasformare la cultura della dominazione, del consumismo e dell’estrattivismo in una coltura di sufficienza, cura e solidarietà.
Si possa assicurare un’equa transizione delle economie dal modello energifero a un modello de-carbonizzato, dove venga garantito a tutti un lavoro dignitoso e un’ampia tutela.
Si possa creare un mondo in cui donne e uomini possano vivere, pensare, esprimersi e spostarsi in pace e libertà.

Nel corso della storia molte volte la Comunità Internazionale ha dimostrato la sua capacità di saper superare divisioni mediante uno sforzo condiviso per rispondere a grandi minacce e ricercare un mondo di pace e di giustizia ambientale, climatica, economica, sociale e di genere. Oggi dovrà ripetersi.

Negli ultimi 4 anni, durante la preparazione dei nuovi obiettivi universali, abbiamo assistito a discussioni, consultazioni e mobilitazioni senza precedenti. I dibattiti sono stati affrontati con l’evidente speranza che la Comunità Internazionale sappia fronteggiare questa sfida prendendo la scelta giusta e non perseverando in ciò che si ritiene economicamente vantaggioso e politicamente percorribile. Per lo meno a breve termine.

L’accordo su “Trasformare il nostro mondo: Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile” tenta di rispondere a molte delle sfide più urgenti di oggi. Stabilisce una visione in cui ogni forma di vita possa prosperare. Propone un’agenda universale che riconosce la correlazione tra obiettivi economici, sociali e ambientali. Si basa sul riconoscimento esplicito dei diritti umani e contiene obiettivi preziosi per porre fine alla povertà e alla fame, raggiungere l’uguaglianza di genere, ridurre le disuguaglianze, avviare un consumo e una produzione sostenibile e per combattere il cambiamento climatico. L’effettiva attuazione di questi obiettivi e la responsabilità verso le popolazioni del mondo determineranno il valore finale dell’Agenda nel reagire alle crisi attuali.

Tuttavia, reagire alle crisi implica il riconoscere ed affrontare i limiti, le omissioni e le incongruenze presenti negli obiettivi mondiali. In particolare questi obiettivi non risolvono le contraddizioni tra la ricerca dell’armonia con la natura e allo stesso tempo il conferire priorità alla crescita sostenibile per tutte le nazioni. Il perseguimento dell’obbiettivo della crescita, ancorché sostenibile, comporta una continua competizione per accaparrarsi le poche risorse naturali esistenti provocando quindi ulteriori emissioni di gas a effetto serra. Gli obiettivi non affrontano le norme ingiuste che regolano la finanza, la tassazione, il commercio e gli investimenti, il cui cambiamento è essenziale per concretizzare la trasformazione strutturale, necessaria ad affrontare le cause all’origine della povertà e della disuguaglianza. Abbiamo bisogno di maggior ambizione in questi settori così cruciali affinché si verifichi una vera trasformazione del nostro mondo!

Ci uniamo nella solidarietà con le persone e le comunità che stanno mettendo a punto soluzioni e alternative di vita che si basano sulle nozioni di benessere, di cultura della cura e della prosperità condivisa. Stanno modellando il mondo a cui tutti dovremmo aspirare! Dai produttori su piccola scala che impiegano l’agroecologia e che costruiscono sistemi alimentari radicati nei territori locali, alle comunità organizzate in economie di solidarietà sociale; dalle donne emancipate che hanno cambiato le proprie comunità, alle comunità che hanno una produzione energetica rinnovabile comune e decentralizzata. Siamo ispirati dall’innovazione e dalla visione delle popolazioni di tutto il mondo.

Siamo ispirati dal crescente numero di leader religiosi che da tutto il mondo continuano a levare la loro voce sul tema del cambiamento climatico. Nell’Enciclica “Laudato Si’ sulla cura della casa comune”, Papa Francesco rivolge un appello a tutti per una “conversione ecologica”. Fornisce un’ampia e profonda riflessione per un’accurata trasformazione dei valori, del nostro rapporto con l’ambiente e del modo con cui stabiliamo la nostra vita sociale, economica e politica. Questi appelli a favore di un cambiamento nello stile di vita sono stati accolti e le persone stanno dimostrando il loro entusiasmo di fronte a questa sfida. Stanno fiorendo in tutto il mondo iniziative guidate da persone, tra cui la campagna “Cambiamo per il Pianeta, prendiamoci cura delle persone” che si prefigge un consumo sostenibile e di agire da un punto di vista politico. Ciò dimostra che le persone sono disposte a cambiare.

Pertanto ci rivolgiamo a coloro che si riuniranno al Vertice dell’Onu per lo Sviluppo Sostenibile affinché si spingano oltre per avallare la missione comune di proteggere il nostro pianeta e l’umanità. Vi chiediamo di:

  • Porre limiti all’estrazione di risorse naturali e convenire su una condivisione equa delle risorse naturali. Consolidare gli sforzi delle popolazioni per salvaguardare la biodiversità. Porre fine agli investimenti nell’agricoltura industriale. Appoggiare ed intensificare i sistemi alimentari locali e l’agro-ecologia.
  • Opporsi all’influenza di interessi radicati il cui scopo di lucro impedisce la trasformazione delle nostre società. Porre dei limiti all’influenza delle grandi imprese internazionali sulle politiche pubbliche. Adottare un trattato mondiale vincolante sulle responsabilità delle imprese nei confronti dei diritti umani.
  • Rimuovere e reindirizzare le risorse economiche dall’energia inquinante verso una produzione energetica rinnovabile, decentralizzata per le comunità locali. Riconoscere che esiste un debito ecologico dei paesi più ricchi verso i paesi più poveri, da risanare.
  • Modificare il sistema finanziario per sostenere lo sviluppo di alternative veramente sostenibili. Riformare le politiche fiscali per ridistribuire la ricchezza.
  • Riformare i sistemi politici che escludono la maggior parte delle popolazioni dalle decisioni sulle leggi mondiali sulla tassazione, sul mercato e su altre questioni che hanno importanti ripercussioni sulla vita delle persone. Fornire i mezzi e sostenere le capacità dei produttori alimentari, dei lavoratori, delle popolazioni indigene, dei migranti e dei leader delle comunità locali per pianificare ed esprimere la propria voce al tavolo dei negoziati. Emancipare le donne che soffrono la discriminazione e che sono soggette a numerose barriere alla partecipazione.

I popoli sono pronti ad avviarsi verso un futuro dove uguaglianza, giustizia, diritti e una vita in armonia con la natura sono le cose che contano. Noi, i sottoscritti di questa dichiarazione ci impegniamo ad accompagnare i popoli in questo sforzo intraprendendo grandi e piccole opere di nostra iniziativa. Vi chiediamo di camminare al nostro fianco e al fianco di tutti coloro che si avviano lungo questo viaggio! Assumete la guida che questo momento storico esige!

In allegato l'appello in versione integrale, con l'elenco firmatari

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