Verifiche fiscali

5 per mille, Costalli (Mcl): «Da nostri Caf nessuna irregolarità»

29 Settembre Set 2015 1354 29 settembre 2015

Il presidente del Movimento Cristiano Lavoratori risponde alle accuse di presunte difformità tra l'intento dei contribuenti e la destinazione del 5 per mille che le Entrate avrebbero riscontrato su una piccola percentuale di dichiarazioni compilate dai Caf

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Carlo Costalli
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Il presidente del Movimento Cristiano Lavoratori risponde alle accuse di presunte difformità tra l'intento dei contribuenti e la destinazione del 5 per mille che le Entrate avrebbero riscontrato su una piccola percentuale di dichiarazioni compilate dai Caf

È assolutamente tranquillo e certo della correttezza di tutte le operazioni che si svolgono nei CAF del Movimento Cristiano Lavoratori. Di più: era a conoscenza dell'indagine dell'Agenzia delle Entrate sulla regolarità delle destinazioni del 5 per mille, e aveva quindi varato una verifica interna, da cui non era emerso nulla di strano. E' quanto dichiara a vita.it il presidente del Movimento Cristiano Lavoratori Carlo Costalli dopo le notizie relative alle presunte anomalie riscontrate sul 9 per cento delle dichiarazioni dei redditi 2014, per le quali sarebbero stati trasmessi alle Entrate dati diversi rispetto a quelli decisi dal contribuente proprio riguardo alla destinazione del 5 per mille. Nel mirino delle verifiche sono finiti, sempre secondo fonti giornalistiche, i Caf strettamente e direttamente collegati a realtà potenzialmente beneficiarie del 5 per mille: ovvero Caf Mcl, Caf Acai (collegato all’Associazione cristiana artigiani italiani), Caf Servizi di base (collegato a Rete Iside Onlus), Caf Anmil (dell’Associazione nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro), Caf Acli.

«Di una cosa sono certo, nei nostri Caf non è avvenuto nulla di irregolare», dice Carlo Costalli. «Siamo a conoscenza di questa indagine da febbraio, e proprio per maggiore sicurezza ho fatto paritire una verifica interna che accertasse eventuali anomalie, che però non ci risultano Il motivo per cui circa 80mila su 336mila iscritti a Mcl ci premiano con il 5 per mille è uno solo: il loro senso di appartenenza al movimento. Non certo presunte pressioni o, peggio, irregolarità da parte nostra». A riprova di ciò, il presidente cita il calo di circa il 20 per cento nelle preferenze riscontrate nell'ultima edizione disponibile del 5 per mille, quella del 2013.

«La mia preoccupazione è che si faccia di ogni erba un fascio», continua, «e che si getti un'ombra su questo straordinario strumento di sussidiarietà fiscale e partecipazione dei cittadini, oltre che sul lavoro di sensibilizzazione svolto sui territori dai nostri operatori. Evidentemente», conclude Costalli, «i nemici dei corpi intermedi si sono messi ancora una volta al lavoro e tentano di screditarci, ma non ci riusciranno».

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