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Il caso

Pesante il Telegraph su ‪Volkswagen‬: la Csr è ormai un racket

29 Settembre Set 2015 1506 29 settembre 2015
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Sono tanti i riconoscimenti nel campo della responsabilità di impresa che si sono aggiudicati i costruttori di Wolfsburg. E allora qualche dubbio sul valore di questi indici viene…

La Csr è diventata un racket e di quelli pericolosi. Non usa mezze misure il quotidiano inglese Telegraph nel commentare il dieselgate targato Volkswagen.

La testata ricorda infatti come il marchio VW fosse un «nella responsabilità sociale d’impresa leader globale riconosciuto», riferendosi alla classifica del Reputation Institute. Per i più curiosi i primi tre in graduatoria sono: Google, Bmw e Disney. Non solo. Lo scorso anno la Volkswagen si è aggiudicata anche il Gold Medal Award for Sustainable Development assegnato dalla non profit World Environment Center per la sua «concezione della sostenibilità come obiettivo strategico e la sua attuazione esemplare». I costruttori tedeschi nel 2014 hanno anche vinto il Corporate Social Responsibility grazie alla sua partnership strategica con the Nature e Biodiversity Conservation Union. E non è finita qui. Indovinate la settimana scorsa a quale casa automobilistica il Dow Jones Sustainability Index ha attribuito l’encomio per l’impegno ambientale? La risposta giusta, manco a dirlo, la trovate dalle parti di Wolfsburg. Lo stesso Index ha poi deciso di fare marcia indientro: dal 6 ottore la VW sarà esclusa dal listino (insomma si chiude il recinto quando ormai i buoi sono scappati, ma tant'è)...

Naturalmente poi la VW redige il suo bravo bilancio di sostenibilità: 156 pagine fitte fitte in cui si dà conto dell’impegno mondiale per la sostenibilità della casa automobilistica. L’introduzione, firmata dall’ex ceo Martin Winterkorn si intitola: «Come possiamo plasmare il mondo che cambia?». Forse la risposta giusta non era taroccando le emissioni inquinanti. O forse sì?

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