Sanità

Crollo di bambini vaccinati, urgente un nuovo Piano Vaccinale

5 Ottobre Ott 2015 1148 05 ottobre 2015

Scendono sotto il 95% le vaccinazioni per poliomielite, tetano, difterite ed epatite B e e sotto l'86% le vaccinazioni contro il morbillo, la parotite e la rosolia. L'Italia è sotto alle soglie minime previste dai piani di prevenzione. L'ISS lancia l'allarme

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V Accini KAY NIETFELD:AFP:Getty Images
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Scendono sotto il 95% le vaccinazioni per poliomielite, tetano, difterite ed epatite B e e sotto l'86% le vaccinazioni contro il morbillo, la parotite e la rosolia. L'Italia è sotto alle soglie minime previste dai piani di prevenzione. L'ISS lancia l'allarme

L’OMS ci ha pubblicamente bacchettati. La copertura vaccinale nel nostro Paese è al limite della soglia di sicurezza. Significa che a furia di non vaccinare bambini siamo diventati un Paese a rischio. I dati dell’Istituto Superiore di Sanità indicano un tasso di vaccinazioni al di sotto degli obiettivi minimi previsti dal precedente piano: scendono al di sotto del 95% le vaccinazioni per poliomielite, tetano, difterite ed epatite B e la percentuale scende ulteriormente per le vaccinazioni contro il morbillo, la parotite e la rosolia, che raggiunge una copertura del 86%, diminuendo di oltre 4 punti percentuali.

«Diventa ormai improcrastinabile l’approvazione del nuovo Piano Nazionale per la Prevenzione Vaccinale», dice Walter Ricciardi, presidente dell’ISS. «Questa situazione, che tende progressivamente a peggiorare, rischia di avere gravi conseguenze sia sul piano individuale che collettivo poiché scendere sotto le soglie minime significa perdere via via la protezione della popolazione nel suo complesso e aumentare contemporaneamente il rischio che bambini non vaccinati si ammalino, che si verifichino epidemie importanti, che malattie per anni cancellate dalla protezione dei vaccini non siano riconosciute e trattate in tempo».

La causa principale del calo sono, come è ovvio, i dubbi dei genitori sulla sicurezza dei vaccini: «Se oggi è possibile avanzare dubbi sull’opportunità di una campagna vaccinale è perché si è persa la memoria storica delle epidemie e della mortalità infantile che prima che fossero scoperti vaccini e antibiotici falcidiavano letteralmente intere generazioni. Spetta agli operatori del Servizio Sanitario Nazionale per primi ristabilire questa memoria e difenderla dalle campagne denigratorie che mettono a rischio la salute di tutti. È necessario che gli operatori siano in grado di far comprendere che la mancata vaccinazione crea un rischio enormemente più alto rispetto a quello temuto di eventuali effetti collaterali».

foto KAY NIETFELD/AFP/Getty Images

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