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Furti d’identità on line, un fenomeno ancora sottovalutato

8 Ottobre Ott 2015 1443 08 ottobre 2015
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La frode creditizia in Italia sta assumendo dimensioni rilevanti, con significativi impatti economici e sociali, tanto che le perdite relative all’anno 2014 sono state stimate in più di 170 milioni di euro. La ricerca di Mister Credit

Agli occhi di un economista, l’atteggiamento di chi consapevole dei rischi di frode creditizia non adotta adeguate contromisure di tutela è improprio, cioè non corrisponde con il modello idealizzato che si trova al centro di tante teorie economiche. Parliamo di un fenomeno che in Italia sta assumendo dimensioni rilevanti, con significativi impatti economici e sociali, tanto che le perdite relative all’anno 2014 sono state stimate in più di 170 milioni di euro. Non stupisce pertanto quanto emerso dalla ricerca commissionata da Mister Credit - la divisione di CRIF specializzata nelle soluzioni a tutela dell’identità personale e a supporto del benessere finanziario dei consumatori - e condotta nel mese di luglio 2015 su un campione rappresentativo della popolazione italiana.

Secondo lo studio, la maggioranza degli italiani, pari al 72% degli intervistati, ha dichiarato di essere a conoscenza di questa pratica criminale che si realizza mediante furto di identità e successivo utilizzo illecito dei dati personali e finanziari per ottenere credito con l’intenzione non rimborsare il finanziamento e non pagare il bene. Gli italiani dimostrano di avere ben chiari i problemi concreti che questo tipo di frode comporta, tra cui la perdita di denaro e la possibilità di avere problemi con la Giustizia, ma di fare ben poco per proteggersi.

Le informazioni utilizzate per scopi illeciti possono essere recuperate nel mondo fisico, ad esempio dalla corrispondenza sottratta dalla cassetta delle lettere, ma in genere è Internet il contesto dove i criminali informatici riescono con estrema facilità a reperire i dati. Al sondaggio il 75% degli intervistati di età compresa tra i 35 e i 44 ha dichiarato di fare ampio utilizzo di internet, mentre il 60% ha ammesso di effettuare più accessi al giorno. Eppure quasi un quinto degli intervistati (il 17,8% per la precisione) quando naviga sul web non adotta alcun comportamento preventivo. E se poco più della metà degli intervistati, assicura di aver installato un antivirus gratuito o a pagamento, principalmente sul proprio PC, solo il 9,9% del campione confessa di non utilizzare nella vita quotidiana alcuna precauzione per proteggere informazioni e dati personali contenuti su documenti, PC e smartphone.

Ma perché le frodi creditizie non sono in crisi? Molto dipende dall’enorme diffusione dei profili scaricabili dai social network. A questo riguardo non passa inosservato il fatto che i giovani al di sotto dei 34 anni seppur abbiano maggiore familiarità con la Rete e la consapevolezza dei possibili rischi cui potrebbero esporsi, non sentano l’esigenza di adottare comportamenti virtuosi e sistematici per limitare il rischio di subire un furto di identità. Al punto da dichiarare, nell’8,3% dei casi, di non essersi mai posti il problema di come proteggere i propri dati personali e, nel 15,9% dei casi, di non prevedere nessuna modalità per tutelarsi. Mentre gli over 65 che vorrebbero ricevere maggiori informazioni su come evitare l’utilizzo fraudolento dei propri dati personali e finanziari, ammettono di fare il minimo indispensabile per proteggersi. Nel complesso, è la classe di età compresa tra i 35 e i 44 anni a essere quella che adotta comportamenti più virtuosi.

Se poi si chiede quali sono i rischi a cui gli intervistati si sentono più esposti quando navigano in rete, il pericolo più temuto, dal 52,8% del campione, è che estranei possano avere accesso a informazioni personali e riservate che potrebbero essere utilizzate per compiere un furto d’identità. Questo perché chi diventa vittima di tale tipologia di crimine deve confrontarsi con seri problemi legati alla propria reputazione creditizia, oltre a possibili ripercussioni giuridiche e psicologiche. Particolarmente sensibili su questo tema sono i giovani al di sotto dei 34 anni e gli adulti di età compresa tra i 45 e i 64 anni. Mentre Il rischio di violazione della propria privacy interessa il 48% degli intervistati.

Come proteggersi? Secondo Beatrice Rubini, direttore della linea MisterCredit di CRIF, quando si parla di frodi creditizie non sembra quindi valere il detto “se le conosci le eviti”. “C’è molto da fare in tema di education su quali contromisure adottare per evitare che i propri dati personali cadano in mani sbagliate. Ma in una quotidianità fatta sempre più di interconnessione, è la consapevolezza l’elemento fondamentale per difendersi da questo tipo di frodi”.