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Senato, sull'azzardo c'è chi gioca sporco

14 Ottobre Ott 2015 1214 14 ottobre 2015
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Hanno tentato in tutti i modi di boicottare prima e di far saltare poi la calendarizzazione d'urgenza della proposta di legge contro la pubblicità del gioco d'azzardo. C'è chi, come il senatore Franco Mirabelli (PD), ha cercato fino all'ultimo di far abbinare il suo ddl che nulla c'entrava col tema, ai 4 articoli presentati dal M5S. Ma il fronte no slot non ha ceduto e ora si andrà al voto in tempi brevi

Dinanzi all'immobilismo generale, ieri sera il Movimento 5 Stelle a norma dell'articolo 77 del regolamento del Senato ieri ha presentato la richiesta di discussione urgente del disegno di legge per l'abolizione della pubblicità sul gioco d'azzardo.

Un disegno di legge chiaro e breve abbinato a quello analogo trasversale della collega Albano. Un disegno di legge appoggiato da tutte le associazioni no-slot che hanno chiesto l'approvazione urgente di questo singolo provvedimento da parte del Parlamento.

Questa mattina il senatore Franco Mirabelli (Pd) con l'aiuto della vice presidente del Senato Valeria Fedeli, ex sindacalista di Treviglio, contro i regolamenti del Senato (la proposta andava discussa nella seduta successiva senza possibilità alcuna di abbinamento) ha tentato di far abbinare e discutere questo disegno di legge per l'abolizione della pubblicità sull'azzardo che consta di 2articoli molto chiari e netti con il suo disegno di legge sul settore giochi che è nato per mano da Italo Volpe, dirigente dei Monopoli, e di fatto la riproposta della "Riforma Baretta", scaduta per decorrenza dei termini nella primavera scorsa, oltre a trattare in un centinaio di articoli di tutto e del contrario di tutto - dalle scommesse ippiche in su, o in giù.

LEGGI QUI LE NOSTRE INCHIESTE SUL DDL-MIRABELLI:

Il ddl Mirabelli firmato da Italo Volpe-Monopoli (denuncia Vita.it)

Azzardo: Mirabelli vara ddl su slot ma è firmato da Agenzia Monopoli

"Un gioco sporco", lo definisce il combattivo senatore Giovanni Endrizzi e il gruppo parlamentare del M5S, "per cercare di inquinare un disegno di legge sano e nato dal basso con un disegno di legge contraddittorio e a favore delle lobby e che non c'entra nulla con quello del M5S e del fronte anti-slot".

Alla fine, però, dopo una lunga battaglia e assurde affermazioni, negli annali ricorderanno questa giornata come la giornata della comicità involontaria.

Dobbiamo proporre più offerta di gioco altrimenti la mafia prospererà

ha dichiarato, chiamando a testimone anche l'incolpevole Shakespeare, Emilia De Biasi, PD, presidentessa della 12a Commissione permanente Igiene e Sanità.

Sia come sia, alla fine

La calendarizzazione d'urgenza del DDL contro la pubblicità del gioco d'azzardo è passata. Ed è passata senza accorpamento con il famigerato DDL Mirabelli.

vicepresidente del Senato Roberto Calderoli

Bisogna a questo punto evitare colpi di coda - anche da parte della "lobby dell'informazione", come è stato ricordato in Aula, facendo notare che su questo tema della pubblicità ballano circa 400milioni di euro - e arrivando alla meta. Vietare ogni forma di pubblicità diretta o indiretta e di sponsorizzazione dell'azzardo. Il fronte comune c'è, nonostante diversivi e diversori.

Disegno di legge contro la pubblicità del gioco d'azzardo

Art. 1.

(Divieto di pubblicità per i giochi con vincite in denaro)

1. È vietata qualsiasi forma, diretta o indiretta, di propaganda pubblicitaria, di ogni comunicazione

commerciale, di sponsorizzazione o di promozione di marchi o prodotti di giochi con vincite in

denaro, offerti in reti di raccolta, sia fisiche sia on line.

2. La violazione del divieto di cui al comma 1 è punita con la sanzione amministrativa da euro 50.000

ad euro 500.000. La sanzione è irrogata al soggetto che commissiona la comunicazione commerciale,

la pubblicità, la sponsorizzazione o la promozione, al soggetto che le effettua, nonché al proprietario

del mezzo con il quale esse sono diffuse.

3. I proventi derivanti dall'applicazione delle sanzioni di cui al comma 2 sono destinati alla

prevenzione, alla cura e alla riabilitazione delle patologie connesse alla dipendenza da gioco d'azzardo,

ai sensi dell'articolo 1, comma 133, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.

Art. 2.

(Clausola di salvaguardia)

1. Dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza