Povertà

La "social card" caricata con il crowdfunding

16 Ottobre Ott 2015 0849 16 ottobre 2015

Si chiama Net2Share il nuovo progetto di Enzo B, finanziato dal bando Fatto per Bene della Compagnia di San Paolo. L'idea è quella di sfruttare le nuove tecnologie digitali per creare delle reti virtuose e trasversali all’interno delle comunità locali, andando ad aiutare i "nuovi poveri"

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Povertà TIZIANA FABI:AFP:Getty Images)
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Si chiama Net2Share il nuovo progetto di Enzo B, finanziato dal bando Fatto per Bene della Compagnia di San Paolo. L'idea è quella di sfruttare le nuove tecnologie digitali per creare delle reti virtuose e trasversali all’interno delle comunità locali, andando ad aiutare i "nuovi poveri"

Si chiama Net2Share, dove “Net” sta per la rete di soggetti locali che diventa protagonista di relazioni di aiuto e di prossimità, “2” perché connette due sistemi, quello del riuso di beni privati e quello delle donazioni mediate da un circuito commerciale, “Share” indica il risultato finale del progetto, che è la redistribuzione e la condivisione. In parole più semplici, si tratta di sfruttare le nuove tecnologie digitali per creare delle reti virtuose e trasversali all’interno delle comunità locali, andando ad aiutare quanti si trovano in situazioni di nuove povertà con la distribuzione di beni usati.

Net2Share è l’innovativo progetto di Enzo B che ha vinto 35mila euro dal bando Fatto per Bene della Compagnia di San Paolo. I partner di Net2Share sono Social Fare ® - Centro per l’innovazione Sociale, Associazione Arcipelago, Associazione Miravolante, Social Street di Corso Traiano e dintorni, le Scuole Collodi-Rodari e Cairoli, La Pasticceria del Borgo e l’Associazione ComART.

«Uno degli strumenti più diffusi per affrontare il problema delle nuove povertà sono le “tessere” spendibili in un determinato circuito commerciale, che si auspica il più ampio possibile. La card aumenta la capacità di spesa delle famiglie, che spesso sono “nuovi poveri”, garantendone la privacy», spiega Stefano Bernardi. L’idea del progetto è quella di creare una infrastruttura snella che consenta anche alle piccole associazioni di avere e gestire una loro card, con in più alcune innovazioni. «Chi “carica” la card? Tradizionalmente una istituzione o un soggetto erogatore, noi invece vogliamo creare una rete di prossimità che alimenti il fondo che sta a monte della card tramite dei comportamenti di comunità», spiega Bernardi.

In particolare si vorrebbe promuovere la nascita di un circuito commerciale che pratichi sconti al cliente, sconto che verrebbe girato sul Fondo che alimenta le card. Il cliente cosa ci gaudagna? «Il reward per il cliente è una raccolta punti con dei premi, che ci piacerebbe fossero ad esempio un abbonamento ai mezzi pubblici, mentre il commerciante ha il vantaggio di fidelizzare il cliente», continua Bernardi. Il vantaggio ulteriore è «la tracciabilità dell’utilizzo della card».

L’ispirazione? È HandUp.org, che negli USA usa il crowdfunding per aiutare direttamente persone senza fissa dimora, creando delle gift card da 100 dollari per un homeless. Net2SHARE durerà un anno e la start up prevede un market test con l’Ufficio Pio della Compagnia di San Paolo, per poi puntare a crescere.

Foto Tiziana Fabi, Getty Images

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