Salvataggio in mare

La nuova avventura nel Mediterraneo del capitano Klaus Vogel

20 Ottobre Ott 2015 1133 20 ottobre 2015

Tedesco e capitano della Marina Mercantile. Ha mollato tutto per dar vita a un’ associazione, la SoS Méditerranée, la cui mission è quella di salvare naufraghi con la Markab, un vascello privato che sta acquistando grazie a donazioni e una campagna di crowdfunding.

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Klaus Vogel
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Tedesco e capitano della Marina Mercantile. Ha mollato tutto per dar vita a un’ associazione, la SoS Méditerranée, la cui mission è quella di salvare naufraghi con la Markab, un vascello privato che sta acquistando grazie a donazioni e una campagna di crowdfunding.

E’ lunga 60 metri, è bianca, ha 30 anni ma è tenuta in ottime condizioni. E’ pronta ad uscire in mare. E’ il vascello Markab, una ex nave pilota con la capienza di 400 persone che, in caso di emergenza, può arrivare anche a 600. «E’ ormeggiata in un porto della Croazia e ci sta aspettando» ha detto il capitano Klaus Vogel a Vita.it in durante una sua visita a Bruxelles.
Klaus Vogel, tedesco e capitano della Marina Mercantile, l’anno scorso si è imbarcato in una missione che non si sarebbe mai aspettato: quella del salvataggio dei profughi in mare «E’ la mia mission e la Markab sarà il mezzo con il quale navigherò per il Mediterraneo alla ricerca di uomini e donne in pericolo di vita. Spero di salpare il prossimo gennaio 2016. Io conosco il mare ed anche i sui pericoli. Sono consapevole del fatto che la maggioranza dei barconi che partano dalla Libia e paesi limitrofi lascia le coste senza controlli sullo stato di sicurezza. Il 90% delle barche non è in grado di superare i 30 metri dalla riva. E se lo fanno sono destinate ad affondare. La gente che è sulla nave ne è ignara. A quelli che si rendono conto dei potenziali rischi gli viene detto che la traversata durerà meno di due ore. Ai più scettici viene addirittura detto che il tratto che attraverseranno è quello di un fiume. E qualcuno ci crede pure. Io non posso più stare a guardare che la gente muore perché è alla ricerca di una vita migliore. E soprattutto non posso più aspettare che la politica continui a parlare senza arrivare a delle soluzioni soddisfacenti. Bisogna agire, punto e basta. Ognuno deve fare la sua parte. L’anno mi sono messo in aspettativa, ho fondato l’associazione umanitaria SoS Méditerranée ( con sedi a Berlino, Parigi, Marsiglia e presto anche in Italia) e mi sono messo alla ricerca di una barca, di fondi e di volontari. In questi mesi sono stato anche a Lampedusa ed ho incontrato il sindaco Giusy Nicoloni. Un grande personaggio. Le ho raccontato quello che volevo fare. Lei mi da detto che ero un pazzo ma stava dalla mia parte».

Il capitano presenta la Markab

Prima di issare l’ancora della Markab, la barca deve essere acquistata. Il costo? Un milione e 200 mila euro, più 220 mila euro di costi operativi al mese. Per ora, grazie a una campagna di crowdfunding ( qui il link) e donazioni di privati SoS Méditerranée ha raccolto 550 mila euro. «La prima donazione che abbiamo ricevuto è stata fatta da una ragazza di 17 anni. Ha donato 100 euro dei sui risparmi. Il suo gesto mi ha mi ha incoraggiato a proseguire in questa avventura sapendo che la raccolta fondi non finirà mai. Oggi abbiamo in programma di comprare una nave, ma in futuro cercheremo di prenderne altre. Oggi, tutte le persone che hanno sposato questo progetto sono volontari. In futuro vorrei che queste risorse diventassero dei veri professionisti nel campo del salvataggio in mare con relativa retribuzione. Più professionali diventiamo e più credibili saremo agli occhi dei sostenitori».

Quella del Capitano Vogel è una visone a lungo termine. «Prevedo che saremo impegnati per i prossimi 10 anni. E non siamo soli. Ci sono altre organizzazioni come Medici Senza Frontiere hanno sponsorizzato le attività di salvataggio in mare di due navi. Le autorità competenti e le istituzioni nazionali e regionali non si opporranno e non si metteranno di mezzo. Noi ci stiamo integrando in un sistema, quello del salvataggio volontaristico civile, che sta già funzionando, è già operativo. Il mare è libero; ti scontri con le onde ma non con la burocrazia».

Foto getty

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