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In Siria con le Nazioni Unite per dare supporto psicologico ai bambini

21 Ottobre Ott 2015 1003 21 ottobre 2015

AiBi formerà oltre 100 operatori per aiutare 3mila bambini attraverso laboratori e attività socio-ricreative: un progetto finanziato dalle Nazioni Unite. Nascerà un banca dati di professionisti competenti a disposizione delle comunità del Nord della Siria

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Bambini Siria SAMEER AL DOUMY:AFP:Getty Images)
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AiBi formerà oltre 100 operatori per aiutare 3mila bambini attraverso laboratori e attività socio-ricreative: un progetto finanziato dalle Nazioni Unite. Nascerà un banca dati di professionisti competenti a disposizione delle comunità del Nord della Siria

Nei prossimi mesi, 3.140 bambini siriani che ora vivono in condizioni di grande stress psicosociale, minacciati da insidie di ogni tipo, potranno ricevere il supporto professionale di cui hanno bisogno. A finanziare il nuovo intervento di emergenza di Amici dei Bambini nel nord della Siria, sarà UNOCHA, l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari Umanitari.

Una crisi senza precedenti richiedeva necessariamente un sodalizio straordinario. Così, dopo quasi due anni di intenso lavoro, Ai.Bi. è riuscita a centrare un importante obiettivo: entrare in partnership con l’ONU, per dare maggior profondità e impatto ai propri interventi di tutela dei minori all’interno della Siria.

Il progetto durerà nove mesi e si prefigge di «potenziare le competenze professionali in ambito psicosociale degli operatori siriani, a supporto dei bambini e delle bambine più vulnerabili delle province di Idlib e Aleppo»: la prima fase del programma prevede l’organizzazione di un corso di formazione in Turchia, con l’ausilio di un esperto internazionale in materia, allo scopo di creare una “task force” di quattro specialisti che successivamente formeranno a loro volta 100 persone – fra insegnanti, educatori e volontari – nel nord della Siria che già lavorano in 16 strutture di accoglienza per minori dislocate tra le province di Idlib e Aleppo: scuole, orfanotrofi e spazi sicuri tra cui la stessa ludoteca sotterranea allestita da Ai.Bi. a Binnish, dove 200 bambini hanno la libertà di giocare e stare insieme, mentre fuori la guerra continua.

La seconda fase prevede lo sviluppo e la realizzazione di adeguati percorsi di accompagnamento con i bambini, per aiutarli a superare i traumi causati dal conflitto, attraverso l’organizzazione e il monitoraggio di laboratori e attività socio-ricreative. La banca dati degli operatori verrà condivisi con gli altri attori della comunità umanitaria internazionale attiva in Siria, allo scopo di agevolare la creazione di una vera e propria rete di supporto psicosociale nel nord del paese.

Per l’implementazione del progetto, Ai.Bi. si avvarrà della preziosa collaborazione di un nuovo partner operativo, Shafak Organization, una ong siriana di comprovata esperienza e professionalità, con sede in Turchia e uffici ad Aleppo e Idlib.
Fra le aree interessate dal progetto, ce ne sono alcune nei dintorni di Aleppo considerate da OCHA di difficile accesso e quindi prioritarie (le cosiddette “hard-to-reach areas”): Ai.Bi. e Shafak cercheranno di giungere anche lì, con l’obiettivo di strappare un sorriso anche a quei bambini.

Ai.Bi. ha lanciato la campagna di Sostegno a Distanza “IO NON VOGLIO ANDARE VIA”, il primo intervento di cooperazione internazionale per aiutare le famiglie siriane a restare nel proprio Paese e continuare a crescere i propri figli in condizioni dignitose, nonostante la guerra e la crisi. Cibo, salute, scuola, casa, gioco sono le cinque aree d’intervento individuate.

Foto by SAMEER AL-DOUMY/AFP/Getty Images

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