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Raccolta differenziata dei rifiuti: la maglia nera va al Molise

29 Ottobre Ott 2015 1145 29 ottobre 2015
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Secondo gli ultimi dati Anci-Conai cresce il divario tra il Nord, con impianti di smaltimento rifiuti all'avanguardia, e il Sud, in netto ritardo. Nell’ultimo anno la raccolta differenziata è aumentata del 3,6%, mentre sale del 40% il dato sui Comuni che hanno già superato la soglia richiesta dall’Europa per il 2020

La buona notizia è che «otto Regioni italiane, una in più rispetto al 2013, hanno già raggiunto, con ben 6 anni di anticipo, l’obiettivo UE fissato per il 2020 del 50% di avvio a riciclo dei rifiuti, mentre oltre 3000 Comuni hanno centrato l’obiettivo con un aumento percentuale a doppia cifra». Lo ha spiegato il delegato Anci ad Energia e Rifiuti, Filippo Bernocchi, che a Roma ha presentato i dati del V Rapporto Banca Dati Anci-Conai su raccolta differenziata e riciclo dei rifiuti.

Lo studio evidenzia un lieve aumento (+2,03%) della produzione dei rifiuti nel 2014, termometro inequivocabile di una ripresa dei consumi e, al contempo, un aumento della raccolta differenziata (+3,67%) che ha contribuito al raggiungimento degli obiettivi di riciclo in moltissime realtà.

Ma l’Italia rimane un Paese a due velocità, con un Nord dotato sia di impianti più adeguati che di una maggiore sensibilità rispetto alla tematica. Se le regioni del Centro-Nord raggiungono in media quasi il 50% di effettivo riciclo la gran parte del Mezzogiorno, in assenza di provvedimenti straordinari, difficilmente riuscirà a centrare l’obiettivo entro il 2020.

In particolare il Molise risulta una delle regioni italiane più arretrate per quanto riguarda il riciclo dei rifiuti, smaltiti soltanto per il 28,6% da quando è stata ufficialmente avviata la raccolta differenziata e si contenderebbe con la Campania il titolo poco gratificante di regione meno "riciclata" d'Italia.

Le Regioni che hanno superato nel 2014 la percentuale del 50% di materiali avviati a riciclo sono Piemonte, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Sardegna e la “new entry” Emilia-Romagna. Valle D’Aosta, Toscana, Umbria, Abruzzo e Campania sono invece vicine al raggiungimento dell’obiettivo.

I comuni che hanno raggiunto l’obiettivo del 50% di avvio a riciclo sono stati 3.141 (40% in più rispetto al 2013); 9 comuni e due città metropolitane – San Giovanni in Persiceto, Bacoli, Mantova, Fano, Pozzuoli, Guidonia, Parma, Modena, Ravenna, Torino e Milano – hanno ricevuto un riconoscimento per aver centrato l’obiettivo “2020” della direttiva europea del 1998.

«Tutti indicatori», ha spiegato Bernocchi, «che mettono in luce come l’Italia sia un sistema virtuoso che non solo non ha niente da invidiare agli altri paesi ritenuti a torto migliori, ma che oggi costituisce, all’interno dello stesso contesto europeo, un modello da imitare. E questo è vero anche in una situazione di crisi strutturale delle regioni del Sud, dove però iniziano a vedersi dei timidi segnali di miglioramento. E’ quindi un’Italia pronta a cogliere la sfida del passaggio da un’economia lineare a un’economia circolare, un Paese nel quale molti Comuni hanno già sviluppato un’industria del riciclo efficiente che ha trasformato i rifiuti in una reale opportunità di sviluppo per i territori».

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