Mafia Capitale 2
Roma

Mafia Capitale, quattro associazioni si costituiscono parte civile al processo

30 Ottobre Ott 2015 1657 30 ottobre 2015
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Dopo Cittadinanzattiva anche A.S.G.I., Lunaria, Yo Migro e Laboratorio 53 saranno presenti alla prima udienza il 5 novembre per chiedere al magistrato l'autorizzazione insieme ad alcuni singoli richiedenti asilo e giovani cittadini stranieri

Il 5 novembre 2015 avrà inizio a Roma il processo penale che nasce dall'indagine denominata “Mondo di mezzo” e conosciuta come “Mafia capitale”, che vede come principali imputati i sig.ri Buzzi, Carminati e Odevaine.

Un'indagine che ha messo sotto accusa un'importante parte del sistema di accoglienza dei richiedenti asilo, dei cittadini Rom e dei minori stranieri non accompagnati. Le associazioni A.S.G.I., Lunaria, Laboratorio 53 e Yo Migro saranno presenti alla prima udienza e chiederanno di essere autorizzate a costituirsi parte civile insieme ad alcuni singoli richiedenti asilo e giovani cittadini stranieri.

La memoria presentata dalle quattro associazioni offre alcuni elementi di approfondimento sul sistema di rendicontazione dei costi sostenuti dalle cooperative che gestiscono l’accoglienza dei migranti, sulla tipologia e sulla qualità dei servizi resi nelle strutture di accoglienza per migranti; sullo svolgimento degli accertamenti dell’età dei minori stranieri non accompagnati e dei richiedenti asilo nel Comune di Roma e sulla predisposizione – sempre in via emergenziale – dei c.d. “campi nomadi” nella capitale.

La costituzione di parte civile mira a dimostrare come una gestione illecita del sistema di accoglienza causi un danno non solo ai singoli cittadini stranieri, destinatari di servizi di bassissima qualità, ma anche a quelle associazioni che da sempre tutelano i diritti dei migranti, dei cittadini Rom e dei richiedenti asilo e all'intera comunità.

Con la costituzione di parte civile si chiede inoltre di valutare se la responsabilità economica dei danni causati ai singoli e alla collettività sia riportabile esclusivamente ai singoli responsabili delle condotte penalmente rilevanti oppure sia anche riconducibile a quella parte della pubblica amministrazione che, seppure non penalmente responsabile, ha dimostrato di non essere in grado di gestire il bene pubblico in maniera adeguata.

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