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Focus sui servizi per le demenze a Milano

5 Novembre Nov 2015 1657 05 novembre 2015
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Il 6 e 7 novembre al Pio Albergo Trivulzio un convegno farà il punto sull'attuale offerta di servizi dedicati a questa patologia. Nel capoluogo lombardo il numero di 20mila persone affette da demenza appare in base alle più recenti proiezioni epidemiologiche sottostimato

Il 6 e 7 novembre a Milano si svolgerà un convegno per puntare l’obiettivo sui servizi per le demenze nel capoluogo lombardo (in allegato il programma). Si stima che nella sola Milano siano oltre 20mila le persone affette da demenza senile, ma in base alle proiezioni epidemiologiche internazionali potrebbero essere molte di più. Secondo le stime del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute, nei Paesi industrializzati circa l’8% della popolazione sopra i 65 anni di età e oltre il 40% di quella di 80 anni è colpita, a diversi livelli di gravità, da una forma di demenze senili, malattia cronico-degenerativa ad elevato impatto sociale e sanitario che rappresenta una delle cause principali di disabilità e perdita di autonomia nelle persone anziane.

Dai dati Istat all’1 gennaio di quest’anno, i residenti a Milano over 65 risultavano essere 302.707, di cui 182.593 donne e 120.114 uomini. Gli over 80 erano 91.238 di cui 61.114 donne (40.930 vedove) e 30.124 uomini (6.995 vedovi). Gli ultra centenari invece erano 658 (579 donne).
A fronte di questi dati e della stima epidemiologica il numero di circa 20.000 persone affette da demenze senili a Milano a cui si fa normalmente riferimento appare sottostimato. Il numero effettivo potrebbe oscillare tra le 25.000 e 40.000.

Ma cosa si intende per demenza? Nella definizione generica di “demenza” rientrano diverse malattie, alcune classificabili come demenze “primarie”, come la malattia di Alzheimer (60% di tutti i casi), la demenza con i corpi di Lewy, la demenza frontotemporale, e altre invece definite “secondarie”, in quanto conseguenza di altre condizioni, come ad esempio la demenza da Aids.

«Ad oggi, mancano ancora dei farmaci realmente efficaci nel curare queste patologie, questi malati vanno incontro ad esigenze terapeutiche ed assistenziali sempre maggiori man mano che la malattia progredisce», spiega Cinzia Negri Chinaglia, direttore III Unità Operativa Complessa di Riabilitazione Alzheimer del Pio Albergo Trivulzio e organizzatrice del convegno. «L’assistenza di un malato di Alzheimer comporta quindi un impegno gravoso per i familiari e per chi lo assiste, i cosiddetti caregiver. Senza dimenticare che, per i cambiamenti intervenuti nella composizione del nucleo familiare, sono sempre più numerosi gli anziani, soprattutto donne, che vivono da soli».
Al solo Pio Albergo Trivulzio (Pat), sono 276, su 580, gli ospiti in Residenza Sanitaria Assistenziale affetti da demenza grave (in analogia con i dati della letteratura). Nel contesto dei reparti Riabilitativi, su 884 pazienti trattati dall’1 aprile al 31 ottobre la prevalenza di demenza è risultata del 23%, di cui una quota ricoverata nel Nucleo Alzheimer Riabilitativo.

Al convegno interverranno tra gli altri, con esperti e operatori delle più importanti istituzioni milanesi e lombarde impegnate nella ricerca e nell’assistenza sulle demenze, Nicola Vanacore, del Centro nazionale di Epidemiologia Sorveglianza e Promozione della Salute - Istituto Superiore Sanità, e Marco Trabucchi, Ordinario Neuropsicofarmacologia dell’Università Tor Vergata Roma, presidente Aip Associazione Italiana Psicogeriatria.

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