Legge di Stabilità 2016

Luigi Bobba al Comitato Editoriale: «Un cambio di passo reale»

6 Novembre Nov 2015 1234 06 novembre 2015

Luigi Bobba, il sottosegretario del ministero al Lavoro e alle Politiche Sociali, ha incontrato questa mattina il Comitato Editoriale di VITA. Moltissime le presenze all’incontro, ovviamente centrato sulla Legge di Stabilità all’esame del Parlamento.

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Luigi Bobba, il sottosegretario del ministero al Lavoro e alle Politiche Sociali, ha incontrato questa mattina il Comitato Editoriale di VITA. Moltissime le presenze all’incontro, ovviamente centrato sulla Legge di Stabilità all’esame del Parlamento.

Luigi Bobba, il sottosegretario del ministero al Lavoro e alle Politiche Sociali, ha incontrato questa mattina il Comitato Editoriale di VITA. Moltissime le presenze di presidenti e direttori delle principali realtà del non profit italiano all’incontro, ovviamente centrato sulla Legge di Stabilità all’esame del Parlamento.

Unanime il giudizio positivo sull’attenzione del Governo per la povertà, con priorità a combattere la povertà infantile e le povertà educative. Dal Comitato sono emerse sottolineature e preoccupazioni: la necessità di una maggiore attenzione alla fiscalità familiare (Moige), ad esempio, e il capire se nella delega assistenziale, fra le misure di riordino, saranno toccate anche le aree del fine vita (Ant). SOS Villaggi dei Bambini, anche a nome del Gruppo 5 buone ragioni, ha chiesto che vada a buon fine la richiesta di avere misure oggettive che possano promuovere l’inserimento lavorativo dei neomaggiorenni: sono 3.200 ogni anno che escono dalle comunità, 2mila non rientrano nella famiglie di origine, potrebbero essere vittime di marginalizzazione. Il Ciai è soddisfatto per i 15 milioni del Fondo adozioni, «però con la cautela che non siano usati solo e tutti per i rimborsi alle famiglie, è urgente ristrutturare la CAI con risorse sia umane che economiche, se non funziona bene la CAI non funzionano le adozioni internazionali», ha detto Paola Crestani. AISM ha sottolineato come collegato alla Legge di Stabilità ci sia anche il pacchetto di revisione dei LEA.

Legge di Stabilità 2016, il quadro d’insieme

Gigi Bobba ha replicato facendo innanzitutto un quadro d’insieme. «Chiuderemo con un rapporto deficit-Pil previsto al 2,2%, un tasso che solo nel primo anno del secondo Governo Prodi è stato raggiunto. Secondo, è la legge di stabilità più espansiva dal 2001 ad oggi, con circa 11 miliardi e mezzo di manovra espansiva, con immissione di risorse aggiuntive che consentono di sviluppare investimenti e possibilità di cambiamento. Terzo, sterilizza almeno per il 2016, 16,7 miliardi di clausole di salvaguarda, messe da Tremonti e Monti. È una scommessa sulla crescita: la crescita del PIL è prevista all’1,6% (1,5 per le istituzioni internazionali), sta avvenendo, avevamo previsto 0,5-0,6% probabilmente ci avvicineremo allo 0,9%». Questa è la scommessa di fondo, «altrimenti ci si riproporrà il tema delle clausole di salvaguardia. Solo se siamo in grado di rimettere in moto il ciclo di crescita avremo risorse aggiuntive che derivano dalla tassazione. È una legge di fiducia, non una legge di stabilità», ha detto Bobba. «La decrescita felice piace nei salotti buoni, nei quartieri popolari la decrescita non è affatto felice».

Legge di Stabilità 2016, nel dettaglio

Il riepilogo del sottosegretario è questo: «Avremo un finanziamento del SIA pari a 800 milioni, indirizzato a famiglie con minori prioritariamente: la direzione di marcia è avere un fondo strutturale che colpisce prioritariamente gli elementi che hanno una proiezione futura. Poi 600 milioni sull’ASDI, 200 milioni per la carta acquisti che nel 2017 sarà tutta incorporata in un’unica misura. A ciò si aggiunge il fondo con le fondazioni bancarie, 100 milioni dal Governo in minore tassazione, per ora è un’intuizione. Aggiungerei anche la misura - collegata al Jobs Act – che facilita l’utilizzo di una parte dei premi di produttività non come salario monetario ma attraverso servizi – per i minori e anziani - ad esempio. È lo sviluppo di quel secondo welfare, a fiscalità di vantaggio per il lavoratore e azienda». Per la prima volta «nei FSE c’è il capitolo inclusione sociale, 200 milioni all’anno che possono essere spesi integrando quelle misure e utilizzandoli per far sì che si integri la risorsa monetaria con dei servizi. Anche questo è una novità».

La delega assistenziale

Sulla delega assistenziale, Bobba ha evidenziato come «sia Fondazione Zancan sia Istat rilevano come le diverse prestazioni assistenziali si siano stratificate e per il 30% siano oggi destinate alle fasce medio alte del reddito: c’è qualcosa che non va. L’idea è riordinarle in funzione del fatto che queste risorse vadano a coprire i bisogni effettivamente più urgenti. Per ora c’è solo un intendimento», ma anche «quel corposo blocco di risorse destinate alle prestazioni sociali (e il sottosegretario cita anche assegno di accompagnamento, ndr) vanno riviste in ottica di maggiore equità».

Riforma del Terzo Settore e tre novità

Ovviamente la discussione si è allargata alla riforma del Terzo settore, dove c’è «conferma di 500 milioni per 5 per mille, 160 milioni per la Riforma e poi 190 nei due anni successivi, il servizio civile (vuol forse dire che la dotazione 2015, siccome la riforma non si è fatta, andrà sul Servizio Civile?, ndr), è vero che il Governo ha fatto promesse che per ora non vediamo ancora scritte ma stiamo lavorando per cercare di recuperare», ha detto il sottosegretario. «Vi dò anche due notizie, sarà questione di una settimana e faremo partire i Corpi civili di pace e inoltre il Governo ha finanziato l’ingaggio di mille giovani per il Giubileo, il termine per presentare i progetti è posticipato a lunedì, è un esperimento interessante il cammino fatto con prosegue. Se si mette insieme tutto questo vengono 3,3-3,4 miliardi che hanno un respiro che ha a che fare con il sociale inteso in senso proprio. Non saranno risolti tutti i problemi, ma è un buon cambio di passo». Il sottosegretario ha svelato anche l’intenzione del Governo di produrre qualcosa di simile a «un Consiglio Nazionale del Terzo settore, così come c’è quello dei Consumatori: non più tanti Osservatori ma uno strumento unitario che intervenga sulla globalità delle materie, non su singoli segmenti».

«C’è una visione diversa nella Legge di Stabilità, ci è chiesto di uscire dai recinti, di attivarci noi stessi. È un costo anche per noi? Sì, altrimenti la generatività resta solo argomento di convegni», dice Stefano Granata, di CGM. «Abbiamo un Governo che ci lancia la palla, prendiamola», ribadisce con un’immagine Cristina Nespoli, presidente di Enzo B. Arianna Saulini, di Save The Children ha ribadito la necessità di fare monitoraggio, di avere una regia che verifichi l’impatto dei fondi.

Servizio civile

Sul servizio civile e sui 100 milioni promessi e mancanti, «non dico niente, parlerò quando ci saranno cose certe», ha detto il sottosegretario. Ragionando di servizio civile però Bobba ha parlato dell’importanza di confrontarsi con le imprese: «devo vedere la cosa non solo dal punto di vista delle istituzioni pubbliche. Se nelle cooperative il 30% di chi fa servizio civile diventa poi anche attore, dobbiamo trovare connessioni. E poi, abbiamo 4mila enti accreditati, forse è tempo di guardare chi sono e come lavorano, quanto le organizzazioni investono su questa risorse? I progetti fatti, ce n’è qualcuno che vale 100 e altri che valgono 10? Diciamocelo, per trovare criteri per orientare e selezionare le esperienze di maggior valore. Non sottovaluto il tema dei soldi, ma mi sto concentrando su cosa succede ai ragazzi (abbiamo avviato una ricerca con Isfol e Censis) e su enti e progetti, altrimenti si riperpetuano finanziamenti senza che nulla sappiamo della loro efficacia».

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