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Azzardo, emendamento porcata in Legge di Stabilità

11 Novembre Nov 2015 1407 11 novembre 2015

All'articolo 48 l’ex sindacalista Cisl Santini propone una modifica che imponendo a Regioni e Comuni l’obbligo di conformarsi «alle disposizioni della presente legge che costituiscono disposizioni di coordinamento nazionale in materia di gioco» di fatto mira a disinnescare tutte le leggi e i regolamenti no slot degli enti locali

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All'articolo 48 l’ex sindacalista Cisl Santini propone una modifica che imponendo a Regioni e Comuni l’obbligo di conformarsi «alle disposizioni della presente legge che costituiscono disposizioni di coordinamento nazionale in materia di gioco» di fatto mira a disinnescare tutte le leggi e i regolamenti no slot degli enti locali

Porte che si chiudono, finestre e finestrelle che si aprono. Ora ci prova un emendamento aggiuntivo (gli "aggiuntivi" sono contrassegnati dallo "0") all'articolo 48 della Legge di Stabilità 2016. L'articolo 48, per capirci, è quello che tratta di giochi d'azzardo.

A firmare questo emendamento è il senatore Pd Giorgio Santini (nella foto di apertura). Un veneto, ex sindacalista Cisl, come il sottosegretario Baretta. E ci siamo anche sul resto. L'emendamento-Santini è un'autostrada aperta ai ricorsi dei concessionari nei confronti delle regioni NoSlot. Nel comma 2 dell'emendamento è scritto chiaramente: «le Regioni e i Comuni conformano i rispettivi ordinamenti alle disposizioni della presente legge che costituiscono disposizioni di coordinamento nazionale in materia di gioco, astenendosi dall'introdurre misure o assumere azioni idonee a vanificare l'unitarietà del quadro regolatorio nazionale di fonte primaria in materia di giochi pubblici».

A denunciarlo è Endrizzi del M5S citando direttamente il comma dell'emendamento Santini (Pd). Il trucco? Semplice, al comma 2 si dice che le Regioni si devono astenere «dall'introdurre misure o assumere azioni idonee a vanificare l'unitarietà del quadro regolatorio nazionale». In pratica, tutto nelle mani dello Stato, e dei suoi "soci" occulti o palesi che siano.

«Una vergogna», commenta il senatore Endrizzi (M5S), «che significherebbe l'addio ai Comuni e le Regioni virtuose che vogliono limitare il fenomeno dell'azzardo diffuso e di massa. C'è anche chi, sottobanco, lascia trapelare l'idea che si potrebbe "barattare", come se fossimo al mercato si Porta Palazzo, il divieto totale di pubblicità con l'emendamento stoppa-regioni di Santini».

«Se verrà approvato questo emendamento in pratica metterà la museruola non solo ai Comuni e Regioni già virtuose ma impedirà che nuovi Comuni e Regioni potranno diventarlo nella lotta all'azzardo», continua il senatore del Movimento 5 Stelle.

Ma non è finita. A pagina 68 della relazione tecnica sulla legge di stabilità viene smontato il 'mito' della riduzione del gioco...

Ne fa prova il testo: «L'importo ridotto previsto per i “corner” deriva dalla considerazione che i “negozi del gioco” possono ospitare rispetto alla precedente tipologia di esercizi un numero maggiore di terminali di accesso al gioco, nonchè l'esercizio di altri giochi come ad esempio quello mediante apparecchi da intrattenimento della tipologia VLT» .

«Tutto questo mentre le associazioni - conclude il rappresentante del Movimento 5 Stelle - chiedono di sostenere senza se e senza gli emendamenti per vietare il gioco d'azzardo e migliaia di cittadini stanno inviando mail ai senatori della Commissione Bilancio».

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