Ciai

Ciai presenta la sua "policy per la protezione dei bambini"

20 Novembre Nov 2015 1139 20 novembre 2015

Nella Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, Ciai definisce le procedure alle quali si attiene per aumentare la sua capacità di prevenire, ridurre e i gestire rischi di maltrattamento o abuso nella realizzazione delle proprie attività.

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Nella Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, Ciai definisce le procedure alle quali si attiene per aumentare la sua capacità di prevenire, ridurre e i gestire rischi di maltrattamento o abuso nella realizzazione delle proprie attività.

In tutto il mondo il 20 novembre è la Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. In questo giorno, nel 1989, fu approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Uniti la Convenzione ONU sui Diritti dell’infanzia. Per l’Ong CIAI, dal 1968 impegnata nella tutela dei diritti dei bambini in tanti paesi del mondo, è l’occasione di presentare un documento molto importante, uno strumento di protezione ma anche di crescita e sensibilizzazione: la CHILD PROTECTION POLICY (CPP).

Scopo generale della Policy è di promuovere e garantire il diritto dei bambini, delle bambine e degli adolescenti alla protezione da ogni forma di maltrattamento, trascuratezza, sfruttamento e violenza. La Policy definisce le procedure alle quali CIAI si attiene per aumentare la sua capacità di prevenire, ridurre e i gestire rischi di maltrattamento o abuso nella realizzazione delle proprie attività.

Il documento è stato realizzato tenendo in gran conto uno dei criteri che guidano l’operato di CIAI nel mondo: la partecipazione. La stesura finale - realizzata grazie al prezioso contributo e coordinamento di Paloma Martin, country representative di CIAI in Cambogia - ha tenuto conto dei pareri di tutti gli stakeholder dell’associazione, in particolare dei bambini. «La definizione della CPP è stata così un’occasione per coinvolgere i bambini stessi, sensibilizzandoli e rendendoli veramente partecipi», dice Veronica Lattuada responsabile cooperazione allo sviluppo di CIAI. «La CPP è quindi non solo una misura di protezione ma anche uno strumento di crescita, di rafforzamento dei bambini beneficiari delle nostra attività. Grazie all'applicazione della CPP, i bambini prendono coscienza dei loro diritti e apprendono quali siano i comportamenti abusanti che non possono e non devono essere accettati e che devono essere denunciati».

E qui emerge un altro aspetto sempre tenuto in gran conto da CIAI nella definizione delle proprie attività: la prevenzione. «La piena applicazione della CPP avviene con e per i bambini, offrendo loro spazi concreti di partecipazione e di ascolto. Pensiamo ad esempio alle denunce dei matrimoni precoci: grazie alla CPP le vittime o gli amici che ne vengono a conoscenza possono denunciare il caso agli adulti che poi intervengono contro questa grave violazione dei loro diritti. In alcuni nostri progetti questo è avvenuto e avviene tutt'ora grazie alla creazione di spazi a misura dei bambini che favoriscono la loro consapevolezza, l'espressione delle loro opinioni e la loro partecipazione attiva alla denuncia delle violazioni dei loro diritti inalienabili e universali» sottolinea Paolo Palmerini, direttore di CIAI.

Nonostante la Convenzione e gli altri strumenti internazionali continuino ad esercitare un’influenza profonda sulle legislazioni degli Stati, la maggior parte dei paesi in cui CIAI opera presenta serie difficoltà nel darne applicazione e nel garantire un’effettiva tutela dei diritti. «Siamo molto preoccupati per l’elevato numero di violazioni dei diritti dei bambini e degli adolescenti, spesso vittime di maltrattamenti fisici e psicologici, punizioni corporali, abusi sessuali e sfruttamento sessuale ed economico nonché per l’assenza, in alcuni dei paesi in cui operiamo, di misure alternative alla famiglia per la cura dei bambini», afferma Paola Crestani, presidente CIAI.

Il personale CIAI di ogni sede, in Italia e all’estero, e le organizzazioni Partner sono consapevoli dello status giuridico e della tutela effettiva dei diritti protetti e promossi. Al personale è inoltre richiesto di monitorare periodicamente il quadro normativo, l’effettivo stato dei diritti e l’operatività degli organi incaricati della loro protezione.

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