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Dopo Parigi

Francesco: «Basta armi». Intanto nel 2015 la Francia ne ha vendute per la cifra record di 15 miliardi

20 Novembre Nov 2015 1154 20 novembre 2015
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Mentre il Pontefice continua a puntare il dito sul mercato delle armi secondo le cifre pubblicate nel rapporto parlamentare sulle esportazioni di armamenti francesi, annunciate dal ministro delle difesa Jean-Yves Le Drian in persona, siamo nell’anno record e il comparto ha salvato migliaia di posti di lavoro e ridotto il deficit di budget. Il 21% dell'export transalpino raggiunge il continente nero

«Facciamo armi, così l’economia si bilancia un po’, e andiamo avanti con il nostro interesse. C’è una parola brutta del Signore: “Maledetti!”. Perché lui ha detto: “Benedetti gli operatori di pace!”. Questi che operano la guerra, che fanno le guerre, sono maledetti, sono delinquenti». Così, durissimo, Papa Francesco durante l'omelia della consueta messa mattutina nella cappella della sua residenza di Casa Santa Marta di qualche giorno fa. Con particolare attenzione agli armamenti: «C’è chi si consola dicendo: sono morti “solo” venti bambini. Siamo diventati pazzi! Milioni di morti e tanti soldi nelle tasche dei trafficanti di armi. Si producono armi per bilanciare le economie. Sarà un Natale truccato».

In molti hanno interpretato le parole del Papa come un attacco ai trafficanti d’armi, dimenticando, o facendo finta di dimenticare, il passaggio in cui il Santo Padre si riferise chiaramente alla produzione di armamenti.

A ribadire la pesantezza delle parole di Francesco ci sono le cifre pubblicate nel rapporto parlamentare sulle esportazioni di armi della Francia e annunciate dal ministro delle difesa in persona, Jean-Yves Le Drian con un’intervista a Journal du Dimanche.

Nel 2014 Dassault Aviation, fiore all’occhiello dell’industria bellica francese, che produce i caccia Mirage 2000 e i caccia Rafale che proprio in queste ore bombardano intensamente Raqqa in Siria, ha totalizzato 8,21 miliardi di euro di guadagni, miglior risultato degli ultimi 20 anni, anche migliore dei risultati del 2009 (8,16 miliardi) e del 1998 (8,18 miliardi). Ma i record si sa sono fatti per essere battuti. Il ministro della difesa infatti ha spiegato come nel 2015 abbiano già totalizzato 15 miliardi di euro. La semplice conclusione la dà Laurent Collet-Billon, delegato generale sugli armamenti presso la Commissione Difesa francese, «l’anno 2015 sarà un anno record per le esportazioni di armi francesi».

Francois Hollande in Mali nel 2013

A chi vanno queste armi?
Soprattutto in quei paesi come Qatar, Arabia Saudita, Egitto
, paesi in prima linea nella guerra globale provocata dal Daesh.

E si tratta di un mercato molto utile alle casse francesi: nel 2014 questo mercato ha ridotto il deficit di budget francese del 5-8% grazie alla creazione o alla preservazione di circa 27.000 impieghi nel settore armamenti.

Altro cliente di spicco l'Africa
E mentre in queste ore a Bomako in Mali sono stati sequestrate 170 persone in un hotel da estremisti islamici anche i dati sul commercio di armi in Africa diventano interessanti.

Secondo il dossier AfricaArmata di Nigrizia il principale fornitore di armi del Nord Africa dal 2009 al 2013 è la Francia con il 13% delle vendite totali. Il 42% delle importazioni globali africane però è nell'area subsahariana a cui la Francia destina il 21% proprio export armiero.

Negli ultimi 5 anni gli acquisti nel continente sono cresciuti del 45% con Algeria, Marocco e Sudan tra i principali compratori.

Di certo alla luce di questi dati le parole del Papa assumono un senso pieno e drammatico.

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