Sports for Peace

Fondazione Milan e Unhcr insieme per i profughi in Libano

26 Novembre Nov 2015 1555 26 novembre 2015

La solidarietà dell'ente legato alla società calcistica rossonera, che ha collaborato in un campo profughi libanese con l'Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati, ha permesso di raggiungere 2mila bambini e i loro genitori con attività educative, oltre alla ristrutturazione di 12 edifici sportivi. Testimonial del progetto è Franco Baresi, che si è recato in prima persona sul campo

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Bambini Siriani Pallone Calcio
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La solidarietà dell'ente legato alla società calcistica rossonera, che ha collaborato in un campo profughi libanese con l'Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati, ha permesso di raggiungere 2mila bambini e i loro genitori con attività educative, oltre alla ristrutturazione di 12 edifici sportivi. Testimonial del progetto è Franco Baresi, che si è recato in prima persona sul campo

Coinvolti almeno 2mila tra bambine e bambini siriani e libanesi di età compresa tra i 6 e i 17 anni. Ben 12 le strutture sportive ristrutturate e utilizzate in differenti aree del Libano, 84 gli allenatori formati e 200 i genitori che hanno partecipato a corsi sull’importanza della comunicazione non violenta e del dialogo, oltre che sulla protezione dei minori: questi i numeri che ha fatto registrare il progetto Sports for Peace promosso in Libano da Unhcr, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati e sostenuto da Fondazione Milan dal 2014.

Il Libano, un Paese di 4 milioni di abitanti, ospita oltre 1,1 milione di rifugiati siriani scappati dalla violenza, dalla persecuzione e dall’insicurezza. Oltre la metà dei rifugiati sono minori, ma solo 100mila hanno accesso alla scuola e frequentano i turni pomeridiani a causa di un sistema scolastico già poverissimo e sovraccarico. Lo sport, in questo contesto, assume un ruolo straordinario nella promozione del benessere individuale e collettivo, oltre che della coesione sociale tra le diverse comunità presenti sul territorio libanese. "Proprio per aiutare i rifugiati a vivere la quotidianità in un contesto che sia il più sereno possibile Fondazione Milan e Unhcr dal 2014 hanno puntato proprio sulla forza dello sport, linguaggio universale capace di creare punti di incontro, per promuovere il rispetto verso l’altro e sviluppare il lavoro di squadra, per rompere ogni barriera che separa i bambini profughi della Siria dalle comunità libanesi che li accolgono. Il divertimento sano dello sport, infatti, e i valori che diffonde sono elementi chiave che possono contribuire al superamento di un trauma così grave come quello della guerra, delle violenze, dell’essere costretti a lasciare la propria casa e la propria terra, arrivando in un luogo sconosciuto", fa sapere Rocco Giorgianni, segretario generale di Fondazione Milan onlus.

Testimonial dell'iniziativa è lo storico capitano del MIlan Franco Baresi, che si è recato recentemente nell'area con Antonello Bolis, docente allenatore di Milan academy. A questi link, video significativi dell'iniziativa: le parole di una giovanissima profuga siriana e nel canale Youtube della Fondazione, altre storie degne di nota

Sports For Peace si è concretizzato attraverso diversi piani di intervento:
- Costruzione e riabilitazione e di centri sportivi in Libano partendo dagli insediamenti urbani più complicati e sovraffollati. La presenza di impianti adeguati garantisce così ai bambini e ai ragazzi la possibilità di giocare e divertirsi in tranquillità.
- Formazione di istruttori e tecnici sia sugli elementi tattici delle diverse discipline sportive sia sui valori educativi dello sport: il gioco di squadra, la solidarietà e l’aiuto reciproco tra compagni, così come il rispetto dell’avversario e il fair play.
- Coinvolgimento di 200 famiglie siriane e libanesi in attività inclusive e di formazione sulla risoluzione non violenta dei conflitti.
- Coinvolgimento di oltre 2mila bambini siriani e dei coetanei libanesi nello svolgimento di attività educative e sportive. Gli allenamenti si fondano sul metodo del “peace deal” volto a migliorare le capacità di comunicazione, cooperazione e dialogo tra pari.

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