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Il caso

Linarello: «L’unica risposta alla mafia è la speranza»

16 Dicembre Dic 2015 1637 16 dicembre 2015
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Il presidente del Gruppo Cooperativo lo spiega lanciando la festa della Ripartenza, con cui i soci rilanciano l'agriturismo biologico "A Lanterna" colpito poco più di un mese fa da un attentato della ‘ndrangheta. «Loro giocano con i simboli? Lo facciamo anche noi».

Vincenzo Linarello

Circa un mese e mezzo fa un incendio doloso aveva distrutto l'agriturismo biologico "A Lanterna" legato al Gruppo Cooperativo Goel. Non un caso ma un attentato mafioso, l’ennesimo, ai danni di chi sul territorio si batte ogni giorno contro la ‘ndrangheta. Sabato prossimo, dopo una raccolta fondi chiamata “Ripartenza” e ultimati i lavori di ristrutturazione, ci sarà la festa che segnerà la ripresa delle attività. Uno dei tanti piccoli miracoli che chi si batte contro le cosche in questo territorio è ormai abituato a fare. Ne abbiamo parlato con l’anima di questo guerra della speranza, Vincenzo Linarello, presidente del Consorzio Goel.

Come si esce da un attentato mafioso?
Abbiamo dovuto gridare forte per questo ennesimo attentato. Facendo i lavori siamo arrivati a 100 mila euro di danni. Il fuoco è stato così violento che ha anche intaccato le strutture portanti. La nostra razione è stata forte, perché non se ne può più. Siamo al settimo attentato in sette anni. Un grido, il nostro, non tanto a livello nazionale ma territoriale. In Calabria più gridi forte più sollevi indignazione e mobilitazione. Però sapevamo che non sarebbe bastato. Gridare solamente è come se ammettere che non c’è speranza, che comunque i mafiosi l’hanno sempre vinta. Per questo abbiamo pensato alla festa della Ripartenza. Dietro alla strategia dei mafiosi c’è l’idea della depressione. Il territorio e le vittime si devono deprimere. Noi non vogliamo sottostare a questa legge non scritta. Il danno è riparato, abbiamo fatto salti mortali per ricostruire tutto in un mese e mezzo. Ma ce l’abbiamo fatta, e vogliamo dimostrarlo. Per questo, alla faccia della loro depressione, facciamo festa. Loro giocano sui simboli e sulla comunicazione e noi abbiamo deciso di giocare allo stesso modo.

Com’è andata la raccolta fondi?
Non so dire con esattezza ma siamo intorno ai 70mila euro raccolti. Aveva fortunatamente un’assicurazione ma non ripaga il 100% dei danni. E poi i tempi della liquidazione sono lunghi. Per questo come Goel abbiamo dato un prestito all’azienda a tasso zero. Quando arriverà il risarcimento rientreremo del prestito. Per quello che non verrà coperto dall’assicurazione useremo le donazioni. Il denaro donato restante invece andrà a costituire un fondo che servirà per coprire i danni di eventuali altri attentati.

Come si può reggere ad un ritmo di un attentato all’anno?
Subire uno stillicidio del genere ti butta a terra. Teniamo conto che nella galassia Goel non è l’unico caso. Quando succedono queste cose ti senti svilito e vuoi mollare. La reazione che siamo riusciti a innescare li ha tirati su e ora sono carichi e vogliono andare avanti.

Quindi la risposta è la speranza?
Sembra una romanticheria ma è così. Il nodo è la speranza. La mafia uccide la speranza. Sul territorio c’è una minoranza da una parte, loro, e un’altra minoranza, noi, dall’altro lato. In mezzo c’è la gente comune. Loro sono portatori di disperazione, che è un buon modo per gestire il territorio. Noi siamo portatori di speranza. Che è l’unico motore per il cambiamento.

Questo duello come sta andando?
Ce la stiamo giocando bene. La loro ostinazione nel volerci colpire è un segno di debolezza. Hanno bisogno di dimostrare, vuol dire che stiamo mettendo in moto qualcosa di serio. Non sottovalutiamo la valenza simbolica di Goel Bio. I nostri soci, proprio coloro che erano vittime della ndrangheta, oggi sono i produttori che vengono pagati meglio in Calabria. Semplificando: se ti metti contro la ‘ndrangheta guadagni di più.

Alla festa, che si terrà a Monasterace Marina (RC), ci saranno anche il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti e il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio. Porteranno anche il proprio saluto il Viceministro all'Interno Filippo Bubbico, il Procuratore Aggiunto presso la Procura di Reggio Calabria Nicola Gratteri, il Presidente della Regione Calabria Mario Oliverio, il Vescovo di Locri-Gerace Monsignor Francesco Oliva,l'europarlamentare Laura Ferrara, il presidente della Fondazione con il Sud Carlo Borgomeo, il presidente nazionale di Confcooperative Federsolidarietà Giuseppe Guerini, il presidente di Slow Food Italia Gaetano Pascale. Saranno presenti ancheil presidente del Consiglio regionale della Calabria Nicola Irto,il capo segreteria del Dipartimento di Pubblica Sicurezza Vincenzo Panico,il senatore Doris Lo Moro,il presidente della Commissione consiliare antimafia Arturo Bova, il presidente associazione sindaci della Locride Giorgio Imperitura, il presidente dell'Unione dei comuni del versante tirrenico Pino Ussia insieme a numerosi sindaci dei comuni calabresi, i deputati Federica Dieni e Paolo Parentela,il presidente Slow Food Calabria Nicola Fioritae il presidente di Slow Food Campania e Basilicata Giuseppe Orefice, il direttore ConfCooperative Calabria Vincenzo Canè, per AICARE Angela Galasso, AIAB Calabria, delegazione ANPA Calabria, per Libera CZ Donatella Monteverdi, la dirigente MIPAAF Teresa De Matthaeis,e tante altri che stanno confermando la propria presenza.

Nell'immagine di apertura un sopralluogo delle forse dell'ordine dopo l'attentato

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