La replica

Isee e Stabilità, ci scrivono i 5 Stelle

24 Dicembre Dic 2015 1500 24 dicembre 2015

La lettera firmata da Giulia di Vita, deputata M5S in commissione Affari Sociali: " l’M5S ha sottoscritto l’emendamento Rampelli-Meloni, pur essendo questo “tecnicamente debole”, per una ragione fondante: dopo oltre due anni di indifferenza sulla questo tema e rispetto alle nostre denunce, la sua approvazione avrebbe potuto comunque rappresentare un piccolo passo avanti"

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Grillo
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La lettera firmata da Giulia di Vita, deputata M5S in commissione Affari Sociali: " l’M5S ha sottoscritto l’emendamento Rampelli-Meloni, pur essendo questo “tecnicamente debole”, per una ragione fondante: dopo oltre due anni di indifferenza sulla questo tema e rispetto alle nostre denunce, la sua approvazione avrebbe potuto comunque rappresentare un piccolo passo avanti"

L’accesa discussione che sui è svolta lo scorso sabato alla Camera dei Deputati in occasione dell’emendamento segnalato Rampelli-Meloni ha avuto, al di là degli aspetti contenutistici (vd articolo correlato, ndr), un pregio: finalmente i media generalisti hanno puntato la loro attenzione su un tema che normalmente coinvolge e appassiona noi che ci occupiamo quotidianamente di queste tematiche, ma non il cosiddetto grande pubblico.

Tengo subito a precisare a precisare che l’M5S ha sottoscritto l’emendamento Rampelli-Meloni, pur essendo questo “tecnicamente debole”, per una ragione fondante: dopo oltre due anni di indifferenza sulla questo tema e rispetto alle nostre denunce, la sua approvazione avrebbe potuto comunque rappresentare un piccolo passo avanti nella risoluzione dell'ingiustizia attualmente perpetrata. Per quanto riguarda la questione delle coperture, avevamo proposto l'accantonamento dell'emendamento per trovare una nuova riformulazione,sostituendo quelle presentate da Fratelli d’Italia con altre. Noi, ad esempio, abbiamo suggerito l'aumento della tassazione nei confronti delle transazioni finanziarie. Il Pd e la maggioranzasi sono opposti anche a questa ipotesi.

Ad ogni modo, quello avvenuto durante la Stabilità è stato solo l’ultimo atto di una battaglia che conduciamo a livello istituzionale fin dall’ingresso in Parlamento, due anni fa.

La prima azione compiuta in tal senso risale all’agosto 2013, quando abbiamo presentato un parere alternativo allo Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sul regolamento per la revisione delle modalità di determinazione e dei campi di applicazione dell’ISEE. La nostra richiesta in quell’occasione era, ed è ancora oggi, una sola: escludere dal calcolo del reddito le provvidenze assistenziali.

Successivamente ho depositato un’apposita proposta di legge, una risoluzione presentata in commissione Affari sociali, oltre a diverse interrogazioni che toccavano diversi aspetti della vicenda ISEE. Da parte nostra l’impegno per trovare una soluzione a questa vicenda non è dunque mai mancato. Per questa ragione, quando ho letto l’articolo da voi pubblicato dal titolo “Isee e disabilità, il pressapochismo dei parlamentari”, non posso nascondere di aver provato dispiacere e disappunto per il fatto che del MoVimento 5 Stelle venissero messi in evidenza soltanto alcuni aspetti, legati in particolare al presunto pressapochismo degli interventi in Aula.

In quell’articolo veniva anche citata la collega del Pd Donata Lenzi, la quale ha ritenuto di dover fare chiarezza su quanto avvenuto in legge di Stabilità sul tema dell’ISEE. Ho ascoltato con attenzione le sue parole e ci sonoalcuni passaggi del suo intervento che non posso condividere.

Le franchigie, in primis: secondo il Partito Democratico quelle previste andrebbero a compensare il fatto che il reddito viene aumentato dall'aggiunta delle provvidenze assistenziali. In realtà tali franchigie sono suddivise in 3scaglioni e la quota più volte citata dei 9.500 euro è prevista solo nei casi più gravi di disabilità. Nel caso in cui però la persona disabile non rientri in uno dei tre scaglioni (che hanno carattere generico, mentre ciascun caso dovrebbe essere valutato nella sua specificità) il suo Isee risulterà più alto del dovuto.

Quanto appena riportato non lo diciamo noi, ma le tre sentenze del Tar del Lazio pronunciate a gennaio 2015. Tra l’altro, tali sentenze dovrebbero essere immediatamenteesecutive - il governo ha chiesto al Consiglio di Stato la sospensiva delle sentenze ma il Cds ha risposto negativamente - per cui, già oggi, dal calcolo ISEE non andrebbero conteggiate le provvidenze assistenziali. Conseguentemente le franchigie non dovrebbero essere applicate.

Per quanto riguarda invece il Report ministeriale, nel quale si afferma che la condizione di vita dei cittadinidisabili sarebbe nettamente migliorata da quando è stato introdotto il nuovo ISEE, ci permettiamo di ricordare che lo stesso report specifica come i dati elaborati esprimano un campione non rappresentativo, perché pari soltanto 2%della “popolazione ISEE”.

Infine, non è vero che il nuovo ISEE sarebbe ancora in via di sperimentazione, come invece afferma la collega Lenzi, dal momento che è ufficialmente in vigore dal primo gennaio di quest'anno,. Non vi è stata alcuna fasedi sperimentazione e le simulazioni applicative, che chiediamo di vagliare da luglio 2014, non sono state mai fornite.

Adesso non ci rimane che aspettare che il Consiglio di Stato si pronunci su questa controversia. Certamente auspichiamo che venga confermato quanto già contenuto nelle sentenze del Tar del Lazio. Se così dovesse essere, avremo assistito a una grave sconfitta della politica che, invece di assumersi le proprie responsabilità, avrà lasciato decidere ad altri. Una sconfitta dettata da ragioni meramente economiche, come spiegato dal sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti nel rispondere a una nostra interrogazione all'indomani delle sentenze del Tar. In questa vicenda dunque è stato dunque tralasciato completamente l’aspetto in termini sociali, costituzionali e di rispetto per la condizione umana.

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