Diario di bordo

Nel Mar Mediterraneo in aiuto ai migranti

30 Dicembre Dic 2015 2251 30 dicembre 2015

La Nave Comandante Bettica è salpata dal porto di Augusta, in Sicilia, il 28 dicembre. E' una delle cinque unità coinvolte nell'Operazione Mare Sicuro, che si occupa anche di soccorrere chi fugge dall'Africa in cerca di un futuro migliore. Con Fondazione Francesca Rava e Marina Militare per l’operazione Mare Sicuro

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Marina Militare
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La Nave Comandante Bettica è salpata dal porto di Augusta, in Sicilia, il 28 dicembre. E' una delle cinque unità coinvolte nell'Operazione Mare Sicuro, che si occupa anche di soccorrere chi fugge dall'Africa in cerca di un futuro migliore. Con Fondazione Francesca Rava e Marina Militare per l’operazione Mare Sicuro

Siamo salpati lunedì 28 dicembre 2015, alle ore 16.30 circa. Il comandante Francesco Iavazzo ha dato l’ordine “Poppa, molla e rientra! Prora, spara” e Nave Bettica ha preso il largo, lasciando il porto di Augusta (Siracusa) in Sicilia.

L’equipaggio è composto da circa 80 militari e il termine della missione è previsto per il 10 gennaio.

Bettica è una delle cinque navi che la Marina Militare impiega regolarmente per l’operazione Mare Sicuro e che negli ultimi mesi hanno portato in salvo migliaia di migranti che lasciano la Libia su imbarcazioni di fortuna, per raggiungere l’Europa.

Da qualche anno, con la Marina Militare collabora la Fondazione Francesca Rava, che invia i suoi medici volontari per prestare soccorso sanitario a migliaia di uomini, donne e bambini, in cerca di salvezza nel Canale di Sicilia. Su Bettica questa volta c’è il dott. Gian Piero Del Bono, 63 anni, pediatra di famiglia a Monza. “Era da tempo che volevo partecipare ad una missione umanitaria. Cercavo una realtà in cui essere integrato per esperienze di breve durata, che fossero però anche ripetibili negli anni. Conoscevo già bene gli interventi della Fondazione ad Haiti e recentemente, poi, ho saputo della sua collaborazione con la Marina Militare Italiana. Il mio desiderio è quello di mettere al servizio di persone in difficoltà le mie competenze mediche. Anche quelle competenze che nel mio lavoro quotidiano non ho la possibilità di valorizzare, ma che in una condizione di emergenza potrebbero essere utili”.

Il team sanitario a bordo del Bettica, oltre che dal dott. Del Bono, è composto dal dott. Flavio Sicurella, medico otorinolaringoiatra del corpo militare della Croce Rossa Italiana; da Giovanna Quintavilla, sottufficiale infermiera e da Giuseppe Siminelli, operatore tecnico sanitario.

Tra gli avvenimenti della prima giornata di navigazione c’è stata la visita dell’ammiraglio Pierpaolo Ribuffo, comandante dell’Operazione Mare Sicuro, che ha lasciato il Margottini su cui è imbarcato, per raggiungere il Bettica a bordo di un’idrobarca.

“L’Operazione Mare Sicuro consiste in un’attività di sicurezza marittima che la Marina Militare sta incrementando nel Mediterraneo Centrale, in un’area strategicamente vitale per il nostro Paese. Siamo molto attivi anche nel controllo del flusso migratorio di persone che lasciano l’Africa. Dall’inizio dell’Operazione, cioè dal 12 marzo 2015, ci sono stati 820 eventi Sar (“search and rescue”, cioè “ricerca e soccorso”), che hanno portato al recupero di oltre 130mila persone. Abbiamo una flotta di navi dotate di elicotteri imbarcati e di una strumentazione tecnologica sofisticata, che ci consentono di scoprire anche a notevole distanza la presenza di migranti in mare”.

L’ammiraglio ha tenuto a sottolineare l’importanza del ruolo svolto dai medici volontari della Fondazione Francesca Rava: “Ormai li consideriamo marinai a tutti gli effetti. Siamo felici di ospitarli a bordo e ne ammiriamo la professionalità e la generosità. Abbiamo condiviso con loro momenti tristi, come quando non siamo riusciti a salvare tutte le vite umane, ma anche momenti bellissimi, come quando sulle nostre navi sono nati alcuni bimbi”.

Proprio sul Bettica, lo scorso maggio, è nata una bimba, grazie al prezioso aiuto dell’ostetrica Giuseppina Poppa, della Fondazione Rava. I marinai hanno proposto di chiamarla “Francesca Marina”. La madre ha accettato con gioia, aggiungendo solo un terzo nome: “Gift”, che in inglese significa dono. Un dono, come lei stessa ha sottolineato, “arrivato, tra mille difficoltà, grazie alla generosità di Dio e all’equipaggio del Bettica”.