Cina Adozioni Kevin Frayer:Getty Images
Adozioni internazionali

Adozioni, nelle statistiche tornano dei segni "più"

7 Gennaio Gen 2016 1211 07 gennaio 2016
  • ...

Come è andato il 2015? Per capirlo siamo andati a cercare i dati statistici relativi al 2015 degli enti che nel report ufficiale della Cai del 2013 contavano il maggior numero di ingressi. Mentre il 2014 era tutto con il segno meno, nel 2015 qualche segnale positivo c'è. Anche se si stima complessivamente un calo ulteriore del 20-30%

Come sono andate le adozioni internazionali nel 2015? Gli enti stanno iniziando a pubblicare le statistiche relative all’anno appena concluso e per farci un’idea del trend numerico siamo andati a cercare i dati relativi agli enti autorizzati che secondo il rapporto statistico della Commissione adozioni internazionali avevano concluso più adozioni nel 2013. I dati del 2014 e del 2015 sono pubblicati sui siti web dei singoli enti, visto che la Cai non ha mai pubblicato il Report statistico relativo al 2014. Ricordiamo che nel corso dell’anno 2013 le famiglie italiane avevano realizzato l’adozione internazionale di 2.825 bambini, provenienti da 56 diversi Paesi. Gli enti qui monitorati, per quanto esigui in numeri assoluti (sono ben 62 gli enti autorizzati), rappresentano un campione di tutto rilievo: nel 2013 attraverso questi enti sono entrati in Italia 1.317 minori sui 2.825 adottati, cioè il 46,6%.

I dati del 2015 (elaborazione dati VITA)

Il Cifa – che dovrebbe essere ancora una volta il primo ente italiano per numero di ingressi - ha portato a termine 225 adozioni, per un totale di 247 bambini: 102 bambini vengono dalla Cina, 61 dalla Federazione Russa, 27 dalla Bulgaria. «Anche i conferimenti di mandato, vale a dire il numero di famiglie che si sono rivolte a Cifa per adottare un bambino, sono in numero confortante: 283, nel 2015. E non sono semplici numeri: dietro ciascuno di loro c’è un bambino, con tutti i suoi diritti da rispettare», spiega Gianfranco Arnoletti, presidente Cifa. «Non dimentichiamo che, oltre alle adozioni concluse nel 2015, a oggi sono già stati abbinati 70 bambini, che nelle prossime settimane potranno incontrare i loro genitori per andare a creare 62 nuove famiglie. Resta però una certa preoccupazione per lo stesso futuro delle adozioni, che verosimilmente potrebbero diminuire ulteriormente nonostante i tanti bambini che ancora non vedono rispettato il loro diritto più importante, quello di avere una mamma e un papà. L’anno appena concluso ha visto una riduzione del numero delle adozioni su tutto il territorio italiano che, in attesa di dati ufficiali dalla Commissione Adozioni Internazionali si assesta verosimilmente tra il 20 e il 30 per cento».

«La crisi dell’adozione internazionale in Italia non si ferma, ma il crollo dell’accoglienza dei bambini abbandonati frena grazie al sistema dei grandi enti», afferma invece AiBi. La redazione di Aibinews ha raccolto i dati pubblicati da alcuni enti e stilato delle proiezioni: le stime parlano di poco meno di 2.100 minori stranieri adottati da meno di 1.800 coppie, con un calo del 5% rispetto al 2014.

Anche Maria Teresa Maccanti parla di un «evidente calo delle adozioni che persiste da alcuni anni e lo rileviamo dalle dichiarazioni degli altri enti, ma per il NAAA non è così evidente. Anche il numero dei mandati, infatti, è aumentato rispetto al passato». Numeri con il segno più anche per il Ciai, che nel 2015 ha visto un aumento del 13,6% rispetto al 2014 nel numero di adozioni portate a termine da Ciai: sono 54 i bambini che hanno trovato una famiglia in Italia, 22 femmine e 32 maschi. «Siamo soddisfatti di questo risultato», dice Graziella Teti, responsabile adozioni internazionali di CIAI, «ma non possiamo non pensare a quei bambini, e sono ancora tanti, per i quali non siamo ancora riusciti a trovare una mamma e un papà. Speriamo di riuscire a farlo nel nuovo anno appena cominciato». Al momento attuale, infatti, le segnalazioni di bambini ci sono, ma mancano le famiglie disposte ad accoglierli: «Si tratta di bambini con bisogni speciali e quindi c’è bisogno di coppie disponibili a mettersi in gioco e a confrontarsi con noi per valutare insieme quali possibilità di accoglienza possono mettere in campo».

Ginabattista Graziani, presidente di I fiori semplici, parla invece di un calo importante, con un numero di ingressi vicino alla metà rispetto all'anno scorso: «il 2013 e 2014 però erano stati anni molto sopra le nostre aspettative».

Foto Kevin Frayer/Getty Images

Contenuti correlati