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Beni del Demanio

Gaudioso: «Valore-Paese è il modello della politica del futuro»

15 Gennaio Gen 2016 1111 15 gennaio 2016
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Il presidente di Cittadinanzattiva commenta il progetto dell'Agenzia del Demanio per il riuso di 47mila beni . «Un progetto che va oltre la buona pratica. Siamo di fronte ad un Governo 2.0 in cui finalmente la partecipazione diventa fondamentale»

Nei giorni scorsi è arrivato un accordo siglato tra Anas, Demanio e ministeri della Cultura e dei Trasporti che dava il via ad un bando per la gestione da parte di singoli e associazioni delle Case Cantoniere. Nel frattempo si è concluso un altro bando che riguardava il riuso di 11 fari. Tutte iniziative nella cronice del progetto di Valore-Paese del Agenzia del Demanio il cui scopo e funzionamento è stato spiegato a Vita.it dal direttore Roberto Reggi in un’intervista.

Su Twitter tra i più entusiasti c’era Antonio Gaudioso, presidente di Cittadinanzattiva che si è complimentato via social network direttamente con il direttore dell’Agenzia. Vita.it lo ha intervistato per capire come per i cittadini attivi questa dei beni pubblici sia una rivoluzione.

Qual è stato il ruolo di Cittadinzattiva all’interno del progetto?
Abbiamo collaborato nel senso che abbiamo lavorato sulla parte di promozione di consultazione pubblica. Attraverso i contributi del territorio abbiamo cercato di capire quale fosse la vocazione migliore per ogni edificio di ogni specifico territori. È questa la cosa bella di Valore-Paese: per la prima volta si è partiti dal coinvolgimento dei cittadini. Questo ci permette di fare una riflessione ulteriore: il coinvolgimento non è solo un modo per evitare problemi successivi e polemiche, ma anche per centrare gli interventi sui bisogni reali delle comunità. Questo è un paradigma molto importante che è stato affermato con forza da questo percorso. Ma il nostro contributo non si è limitato a questo.

In che altro modo avete partecipato?
Una volta finita la consultazione, abbiamo lavorato su un altro aspetto molto importante. Dal momento che è stato pubblicato il bando e sono state presentate le proposte, per la prima volta all’interno della Pa, è passato il principio che il valore dei progetto è più importante della mera offerta economica. Un modello cui teniamo molto.

In che senso?
Nei punteggi, se si va a leggere i bandi, ha più peso il carattere qualitativo delle proposte rispetto a quello quantitativo. Per capirci, se c’è una bella idea da parte di una realtà sociale con poche risorse, con le vecchie regole non c’erano possibilità. Se invece il criterio diventa qualitativo le belle idee cominciano ad avere chance. E di solito sono quelle idee che creano valore economico, sociale e innovazione.

È per questo che si è espresso in termini così lusinghieri su Twitter nei confronti del direttore Reggi?
Il mio apprezzamento nei confronti di Roberto Reggi è legato al fatto che ha avuto un’idea strategica e molto poco burocratica. E questo ci piace molto. Non si è infatti limitato al mero adempimento amministrativo. Il fatto che non sia un burocrate ma un uomo che viene dalla politica credo abbia fatto la differenza.

Cosa succede da domani?
Bisognerà selezionare questi progetti e assegnare i beni. Anche se per ora gli immobili disponibili sono ancora una percentuale molto bassa rispetto al totale dei beni disponibili è il momento decisivo. È il momento di dimostrare che il sistema funziona. Se andrà tutto come penso Valore-Paese passerà dall’essere una buona pratica ad una vera e propria politica. Diventerà la strada maestra per il futuro. Una grande opportunità per cambiare verso, per usare un’espressione molto cara a Renzi.

Ritiene che nel futuro sempre più la partecipazione sarà al centro del processo amministrativo pubblico?
Un Governo moderno si gioca non solo attraverso amministratori illuminati ma anche con alleanze tra vari soggetti. La bellezza di questo progetto è che ha messo insieme diversi attori. Responsabilizzando ciascuno. Penso sia il governo 2.0, come piace a noi. È come pensiamo dovrebbe essere la politica del futuro.

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