Economia

I millennials in azienda? Per valorizzarli bisogna cooperare

18 Gennaio Gen 2016 1204 18 gennaio 2016

La presenza in azienda delle nuove generazioni pone nuove sfide all'organizzazione del lavoro, a cominciare dalla valorizzazione dei generi e dalla capacità di cooperare. A Milano una call to action per la Human Cooperation

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Lavoro Giovani JOSEPH EID:AFP:Getty Images
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La presenza in azienda delle nuove generazioni pone nuove sfide all'organizzazione del lavoro, a cominciare dalla valorizzazione dei generi e dalla capacità di cooperare. A Milano una call to action per la Human Cooperation

La Human Cooperation è una nuova sfida per le aziende: far dialogare generazioni e generi, arrivando alla piena valorizzazione di donne e giovani come talenti. Accanto a questo c’è la necessità di promuovere una cultura organizzativa aziendale legata al ben-essere delle persone, ispirato anche alle esperienze del terzo settore.

Se ne parlerà il 25 gennaio 2016, alle ore 10.30, presso l’Auditorium San Fedele (Via Hoepli 3/a a Milano) nell’engagement meeting “Human Cooperation nella vita dell’azienda - Prospettive convergenti tra generazioni, imprese e terzo settore”. A promuovere l’evento sono Valore D, la prima associazione di grandi imprese creata in Italia per sostenere la leadership femminile in azienda e Aggiornamenti Sociali, il mensile dei gesuiti. La Human Cooperation poggia sull’assunto della maggiore freschezza e apertura mentale delle nuove generazioni, quindi sulla loro migliore capacità di cooperare.

L’appuntamento vuole essere Linee una vera e propria call to action di Valore D e Aggiornamenti Sociali alla Human Cooperation: la nuova cultura aziendale che può nascere promuovendo un nuovo modello di leadership improntata a perseguire il benessere e la crescita personale e della società andando incontro alle aspirazioni dei millennials; un dialogo intergenerazionale perché la mentorship è essenziale per navigare nella complessità di un posto di lavoro; la maggiore apertura delle imprese al terzo settore per la sua capacità di attivare forme di collaborazione sia all’interno dell’organizzazione che della collettività.

Le donne sono ancora troppo assenti dal mercato del lavoro: faticano ad entrarci, stentano a compiervi un percorso di crescita e spesso ne escono alla nascita del primo figlio. Gli ostacoli principali? Gli stereotipi che influenzano la scelta degli studi, i bias presenti nei processi di promozione e retribuzione e la complessità di conciliare il ruolo professionale con quello personale e sociale di madre. I giovani si affacciano al mondo del lavoro con aspettative e motivazioni diverse da quelle delle generazioni precedenti - aspirazioni, capacità d’azione e possibilità di crescita rivestono per loro un ruolo prioritario - e nel contesto di un’organizzazione tradizionale le loro esigenze non sempre trovano una piena comprensione e delle risposte adeguate. Il ben-essere delle persone dentro l’azienda può crescere di molto nella prospettiva di una convergenza tra generazioni, imprese e terzo settore.

L’incontro sarà aperto da Anna Zattoni, Direttore Generale di Valore D, e darà spazio anche al ruolo del terzo settore, spesso ancora ai margini del welfare sussidiario, che può dare un contributo fondamentale al processo di cambiamento, costruendo insieme ad istituzioni e imprese una di rete di servizi e best practice per un maggiore ben-essere organizzativo. Per Valore D è infatti fondamentale comprendere e favorire la possibilità di collaborazione tra generazioni di donne diverse in azienda e anche tra generi: emerge dalle stesse associate di Valore D che la cultura femminile delle 40/50enni è diversa rispetto a quella delle più giovani, che forse non hanno sperimentato il "soffitto di cristallo" e per questo hanno una maggiore apertura e freschezza.

Ne parleranno, offrendo anche una comparazione internazionale: il professor Alessandro Rosina (Ordinario di Demografia - Università Cattolica di Milano), come studioso di demografia e attento osservatore dei millennials; la professoressa Stefanie Clemen (Docente di Diversity Management presso l’Università di Colonia), per illustrare la prospettiva tedesca su human cooperation e welfare; l’onorevole Edoardo Patriarca (Commissione Affari Sociali - Camera dei Deputati), sulla prospettiva di collaborazione impresa-terzo settore che sarà introdotta dalla riforma del terzo settore. Il dibattito sarà moderato da Giacomo Costa SJ, Direttore di Aggiornamenti Sociali e vedrà il contributo di Mario di Loreto, Group Value Director di Telecom Italia e Nicola Pelà, Group Human Resoruces Director di Luxottica.

Lo scenario che sarà presentato metterà a confronto i dati delle ricerche internazionali (es. Deloitte, EUROSTAT) e italiane (Istat, Censis, Rapporto Giovani Ist. Toniolo) evidenziando le caratteristiche e l’atteggiamento dei millennials con focus anche sulle giovani donne in relazione alla loro presenza in azienda, nel terzo settore e nel mondo delle start up. Punto centrale sarà la comparazione tra le aspirazioni e i comportamenti della nuova generazione, le condizioni del mercato del lavoro italiano (ad esempio diverso rispetto a quello tedesco) e la situazione legislativa.

Foto JOSEPH EID/AFP/Getty Images

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