Diritti civili

Forum Famiglie: «Il ddl Cirinnà smentisce nei fatti la Costituzione»

20 Gennaio Gen 2016 2201 20 gennaio 2016

Il Forum delle Associazioni Familiari esprime la propria contrarietà al ddl Cirinnà: «Il ddl non piace a nessuna delle nostre associazioni e a milioni di famiglie italiane. È scritto male, apre chiaramente alla pratica dell'utero in affitto, smentisce la Costituzione italiana riguardo il matrimonio e non tutela mai la parte più debole», dice De Palo.

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Gigi De Palo Passeggini
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Il Forum delle Associazioni Familiari esprime la propria contrarietà al ddl Cirinnà: «Il ddl non piace a nessuna delle nostre associazioni e a milioni di famiglie italiane. È scritto male, apre chiaramente alla pratica dell'utero in affitto, smentisce la Costituzione italiana riguardo il matrimonio e non tutela mai la parte più debole», dice De Palo.

«Non si spacca il Paese per una legge di questo tipo» queste le parole del presidente del Forum delle Famiglie, Gianluigi De Palo riguardo il dibattito in corso sul ddl Cirinnà. Il Forum - che conta al suo interno circa 400 tra associazioni nazionali e locali e rappresenta circa 4 milioni di famiglie - nel direttivo tenutosi nei giorni scorsi ha manifestato all'unanimità la propria contrarietà al disegno di legge Cirinnà.

«Questo ddl non piace a nessuna delle nostre associazioni e a milioni di famiglie italiane. È scritto male, apre chiaramente alla pratica dell'utero in affitto, smentisce la Costituzione italiana riguardo il matrimonio e non tutela mai la parte più debole», continua De Palo.

«Se tantissime famiglie, anche provenienti da molte delle nostre associazioni, decideranno di scendere in piazza il prossimo 30 gennaio, lo faranno perché sono seriamente preoccupate da quanto potrà accadere nel nostro Paese approvando questa legge. Se gruppi, associazioni e singole persone in questi mesi hanno organizzato eventi e dibattiti facendo sentire la loro voce, lo hanno fatto perché hanno a cuore la famiglia, cellula primaria della società. Quando i bambini da beneficiari di diritti diventano un diritto per chi non riesce a farne e il matrimonio diventa un'istituzione messa in secondo piano, c'è qualcosa che non va e stiamo smentendo nei fatti la Carta costituzionale».

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