Bioetica

Le tre (sorprendenti) priorità di Papa Francesco in bioetica

29 Gennaio Gen 2016 2239 29 gennaio 2016

Papa Francesco ha incontrato ieri il Comitato Nazionale per la Bioetica: dopo aver ricordato che «è noto a tutti quanto la Chiesa sia sensibile alle tematiche etiche, ma forse non a tutti è altrettanto chiaro che la Chiesa non rivendica alcuno spazio privilegiato in questo campo», ecco le tre priorità che ha indicato per il loro lavoro.

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Papafrancesco Getty
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Papa Francesco ha incontrato ieri il Comitato Nazionale per la Bioetica: dopo aver ricordato che «è noto a tutti quanto la Chiesa sia sensibile alle tematiche etiche, ma forse non a tutti è altrettanto chiaro che la Chiesa non rivendica alcuno spazio privilegiato in questo campo», ecco le tre priorità che ha indicato per il loro lavoro.

Poche parole, ma come sempre sorprendenti. Sono quelle che Papa Francesco ha rivolto ieri ai membri del Comitato Nazionale per la Bioetica, incontrati alla Sala del Concistoro. «È noto a tutti quanto la Chiesa sia sensibile alle tematiche etiche, ma forse non a tutti è altrettanto chiaro che la Chiesa non rivendica alcuno spazio privilegiato in questo campo, anzi, è soddisfatta quando la coscienza civile, ai vari livelli, è in grado di riflettere, di discernere e di operare sulla base della libera e aperta razionalità e dei valori costitutivi della persona e della società», ha detto come premessa Papa Francesco.

Occuparsi di bioetica significa «in sostanza, di servire l’uomo, tutto l’uomo, tutti gli uomini e le donne, con particolare attenzione e cura per i soggetti più deboli e svantaggiati, che stentano a far sentire la loro voce, oppure non possono ancora, o non possono più, farla sentire. Su questo terreno la comunità ecclesiale e quella civile si incontrano e sono chiamate a collaborare, secondo le rispettive, distinte competenze».

Particolarmente sorprendenti sono le priorità che Papa Francesco ha consegnato agli esperti del CNB, come temi di riflessione urgente, sui cui «vorrei incoraggiare il vostro lavoro». Sono tre punti, in questo ordine, con tanto di numero progressivo anche nel documento ufficiale della Santa Sede:

  1. L’analisi interdisciplinare delle cause del degrado ambientale.
  2. Il tema della disabilità e della emarginazione dei soggetti vulnerabili, in una società protesa alla competizione, alla accelerazione del progresso.
  3. Lo sforzo sempre maggiore verso un confronto internazionale in vista di una possibile ed auspicabile, anche se complessa, armonizzazione degli standard e delle regole delle attività biologiche e mediche.

Nel dettaglio, sul primo punto, Francesco auspica «linee di indirizzo nei campi che riguardano le scienze biologiche, per stimolare interventi di conservazione, preservazione e cura dell’ambiente [….] anche per aiutare a definire le condizioni irrinunciabili per la protezione delle generazioni future. Uno scienziato un po’ amareggiato e scettico, una volta che dissi questa cosa circa la protezione delle generazioni future, mi rispose cosi: “Mi dica, Padre, ce ne saranno?”».

Il secondo punto lo riportiamo integralmente, tanto è ricca la sintesi di Papa Francesco: «Il tema della disabilità e della emarginazione dei soggetti vulnerabili, in una società protesa alla competizione, alla accelerazione del progresso. E’ la sfida di contrastare la cultura dello scarto, che ha tante espressioni oggi, tra cui vi è il trattare gli embrioni umani come materiale scartabile, e così anche le persone malate e anziane che si avvicinano alla morte».

Il terzo ambito di lavoro indicato dal Santo Padre è uno «sforzo sempre maggiore verso un confronto internazionale in vista di una possibile ed auspicabile, anche se complessa, armonizzazione degli standard e delle regole delle attività biologiche e mediche, regole che sappiano riconoscere i valori e i diritti fondamentali».

Foto Getty Images

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