Sos Villaggi dei Bambini

Minori non accompagnati che scompaiono, quali risposte?

2 Febbraio Feb 2016 1134 02 febbraio 2016

L'agenzia europea Europol lancia l'allarme per 10mila bambini scomparsi. La presa di posizione del direttore internazionale in risposta alle emergenze di Sos Villaggi dei Bambini. In Italia 50 minori accolti nei Villaggi Sos di Mantova, Vicenza e Morosolo

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Bambini Rifugiati Serbia ARMEND NIMANI:AFP:Getty Images
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L'agenzia europea Europol lancia l'allarme per 10mila bambini scomparsi. La presa di posizione del direttore internazionale in risposta alle emergenze di Sos Villaggi dei Bambini. In Italia 50 minori accolti nei Villaggi Sos di Mantova, Vicenza e Morosolo

Riguarda 10mila bambini non accompagnati che sono scomparsi in Europa l’ultimo allarme lanciato dall’agenzia di intelligence europea Europol. Diecimila minori che probabilmente sono finiti, almeno in parte, nelle mani di trafficanti e ora vittime di sfruttamento, soprattutto sessuale.

Su questa emergenza è intervenuto Andreas Papp, il direttore internazionale della risposta alle emergenze di Sos Villaggi dei Bambini. «Tutti gli Stati dell'Unione europea hanno il dovere fondamentale di salvaguardare i bambini e proteggerli dal lavoro forzato, dalle violenze e dagli abusi sessuali. Dobbiamo pensare che migliaia di bambini fuggono dai conflitti, abbandonano le loro case, affrontano l’ulteriore trauma di essere separati dai loro genitori o tutori e sono infine dimenticati e soggetti allo sfruttamento criminale in Europa. I giovani rifugiati e immigrati hanno bisogno, e hanno il diritto di ricevere protezione speciale, come affermato dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo (articolo 22.1) e dalla Carta dei diritti fondamentali UE (articolo 24)» ha detto Papp. «Proteggere i bambini rifugiati, i migranti e, in particolare, i bambini non accompagnati o separati dalle famiglie d’origine deve essere la priorità. Facciamo appello a tutti i Paesi europei per garantire immediatamente la corretta registrazione dei bambini e per assicurarsi che essi abbiano un luogo sicuro, accesso alle cure e all'istruzione e siano protetti contro l'abuso e lo sfruttamento. Non dobbiamo distogliere lo sguardo se un bambino viene sfruttato o trascurato. Noi, come cittadini dobbiamo tenere gli occhi aperti per garantire che nessun bambino cada nelle mani di coloro che li danneggerebbe. Sollecitiamo anche le autorità a rispettare i diritti di ogni bambino e di perseguire i responsabili dei traffici criminali o dello sfruttamento dei bambini».

A sparire nel nulla in Italia sono stimati essere 5mila minorenni. Sos Villaggi dei Bambini nel nostro Paese ta sta accogliendo 50 minorenni stranieri non accompagnati e richiedenti asilo nei Villaggi Sos di Mantova, Vicenza e Morosolo.

«5.000 scomparsi in Italia? Un numero sicuramente sottostimato se il 27% del milione di migranti giunti in Europa, nel 2015, sono bambini. Stiamo quindi parlando di 270mila minorenni» osserva Maria Grazia Rodriguez Y Baena, presidente di Sos Villaggi dei Bambini Italia. «È plausibile pertanto che le stime dei bambini e ragazzi scomparsi nel nostro Paese non siano reali. Anche l’Italia è responsabile e deve necessariamente garantire la protezione e la cura dei bambini e ragazzi non accompagnati. È un dovere morale prima ancora che giuridico. Noi lo stiamo facendo. Stiamo accogliendo e proteggendo 50 minorenni stranieri non accompagnati e richiedenti asilo nei nostri Villaggi Sos. Diamo loro accoglienza, protezione, li integriamo nella comunità occupandoci della loro istruzione e della formazione lavorativa. Questa è l’unica risposta possibile» insiste la presidente Rodriguez Y Baena.

La presidente di Sos Villaggi dei Bambini Italia sottolinea che «mancano a oggi una regia unitaria e un intervento efficace e puntuale quando i bambini e i ragazzi arrivano in Italia. Le strutture di accoglienza, dove vengono parcheggiati, non sono adatte a proteggere e a facilitare l’integrazione. I problemi della registrazione e della difficoltà di identificazione accelerano sicuramente il fenomeno della fuga. Di cosa ci stupiamo? Il numero crescerà di giorno in giorno se non partiamo dall’integrazione. Noi possiamo e dobbiamo farlo.

In apertura foto di Armend Nimani/Afp/Getty Images

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