Migranti Bambini ARIS MESSINIS:AFP:Getty Images
Migranti

Save the children: #Tuttigiuperterra i calciatori di Serie A e B

4 Febbraio Feb 2016 1009 04 febbraio 2016
  • ...

L'ong aderisce all'appello di Unicef rilanciando la proposta ai campionati della massima serie italiana affinché facciano come gli omologhi greci, che si sono seduti in campo prima dell'inizio della partita per porre l'attenzione sul dramma dei profughi. Nel 2016 già 54mila arrivi - un quarto bambini - mentre ben 400 persone sono morte in mare

Save the Children sostiene con forza e rilancia l’appello di Unicef Italia #tuttigiuperterra rivolto ai calciatori della seria A e B italiana per sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale sulle tragedie che ogni giorno si susseguono nel Mar Mediterraneo.

La scorsa settimana, a Larissa in Grecia, i calciatori di due squadre della seconda serie, l’Ael e l’Acharnaikos, hanno messo in scena un sit-in rimanendo seduti in campo qualche minuto dopo il fischio d’inizio. Un gesto simile, ripetuto dai calciatori delle serie maggiori in Italia, sarebbe di grande impatto per attirare l’attenzione sul dramma delle popolazioni migranti e sulla necessità di accoglienza e sostegno, soprattutto dei più vulnerabili come i bambini e le loro famiglie e i minori non accompagnati.

Nel 2016, più di 54mila persone hanno attraversato il mare per raggiungere le coste europee, più di 1 su 4 sono bambini, solo in un mese sono già quasi 400 le persone morte o disperse mentre tentavano la traversata del Mediterraneo. “Chiediamo ai calciatori delle squadre italiane di partecipare a questa iniziativa, e a tutte le persone di mobilitarsi condividendo un selfie che li ritragga seduti per terra insieme all’hashtag #tuttigiuperterra sui propri canali social” ha dichiarato Filippo Ungaro, Direttore Comunicazione, campagne e volontari di Save the Children Italia. “I governi europei dovrebbero fare di più per dare un’accoglienza dignitosa e umana alle persone in fuga dalla guerra e tutti noi, con un semplice gesto simbolico, possiamo ricordare loro l’obbligo morale che hanno”.

Contenuti correlati