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Festival 2016

Frassica a Sanremo, il comico che fa commuovere

11 Febbraio Feb 2016 1041 11 febbraio 2016
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A sorpresa il comico messinese, da cui tutti si aspettavano una parentesi divertente, canta una fiaba musicata sui profughi. “A mare si gioca” scritta da Tony Canto, che è risultata un vero pugno allo stomaco, sosterrà la campagna "Bambini in alto mare" dell'Associazione Ai.Bi. Amici dei Bambini

“A mare si gioca” è la poesia musicata con cui Nino Frassica ha strappato il Festival di Sanremo dal torpore e commosso platea e telespettatori. Un testo che, come raccontano dall’associazione Ai.Bi. Amici dei Bambini, che il pezzo vuole sostenere, nasce da una domanda: Come si spiega a un bambino la tragedia degli esseri umani che ogni giorno perdono la vita nel Mar Mediterraneo?

«Come si può spiegare a un bambino l’immagine del piccolo Aylan in quella famigerata fotografia, una delle più brutte pagine del 2015? Solo una favola potrebbe farlo, usando le parole degli stessi bambini», spiega l’autore del testo, il poeta Tony Canto, «Quando la realtà diventa un incubo, l’adulto ha il dovere nei confronti dei bambini di trovare un lieto fine: non per edulcorare i fatti, ma per dar loro un senso, come ha fatto Roberto Benigni con “La vita è bella”. “A mare si gioca” è una verità altrettanto chiara: questo si fa in spiaggia, quando si è piccoli, costruire castelli di sabbia e fare capriole in acqua mentre gli animali volteggiano e nuotano».

Il brano sostiene la campagna “Bambini in alto mare” di AiBi, che vuole portare un aiuto ai bambini siriani, su entrambe le sponde del Mediterraneo. In Siria, dove AiBi lavora da oltre un anno, si punta a dare un aiuto alle famiglie attraverso ceste alimentari gratuite e forni per la distribuzione del pane. In Italia il progetto vuole rafforzare l’accoglienza per minori non accompagnati, madri sole e famiglie di profughi con bambini piccoli, attraverso la creazione di nuove case di accoglienza (due sono già attive a Milano e Messina). www.aibi.it

Naturalmente sin dall’inzio Canto aveva individuato come interprete Nino Frassica, «ho scritto alla sua profondità evocativa, alla sua voce innocente e unica che può fare da ponte fra generazioni: perché raccontare ai bambini significa raccontare anche a se stessi e a tutti gli adulti. La musica richiama il Mediterraneo e il testo semplice e diretto recita una favola per bambini. Niente retorica, perché i bambini della retorica non se ne fanno niente, ma piuttosto poesia e invenzione che trasfigurano la tragedia dandole un valore universale».

Così, ad esempio, le 366 vittime del naufragio di un solo barcone a Lampedusa nel 2013 si trasformano in altrettanti delfini, liberati dalle reti dalla Guardia Costiera siciliana. La Sicilia, porta dell’Europa e nuova Terra Promessa, è dopotutto il teatro di questa favola amara, scritta da un autore siciliano e interpretata da un artista siciliano, ma pensata per parlare a tutti i popoli del Mediterraneo e del mondo. Nell’immane tragedia il messaggio di “A mare si gioca” è quindi di gioia e di speranza, uno sforzo della fantasia che accomuna i bambini e gli esseri umani in generale.

«È partito tutto da una proposta di un mio conterraneo, un artista interessante, e questo ha reso tutto più semplice», ha spiegato Frassica, «Quando Tony mi disse di avere un pezzo per me io pensavo a qualcosa in dialetto siciliano o qualcosa da ridere. Invece mi sono trovato di fonte a una cosa molto seria. Quando ho letto bene il testo ho capito che lo stava chiedendo a me come persona, non come maschera o comico. l testo mi ha commosso e ho sentito la canzone subito nelle mie corde: per questo ho voluto interpretarla, perché si racconta e si spiega un dramma con il grande potere della fantasia e del sorriso».

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La canzone è accompagnata da un videoclip (in alto lo potete vedere) realizzato dal regista e videomaker Tiziano Russo con la produzione Passo Uno, dal quale emergono altri temi: Nino Frassica idealmente diventa padre di tutti i bambini, dimostrando come nella tragedia ciascuno può avvertire un legame quasi genitoriale con le piccole vittime. L’elemento dominante del video è l’acqua, intesa come elemento di vita e di gioco così da contraddire l’abominevole realtà della cronaca, perlomeno nella magia della favola.

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