Finanza sostenibile

Il Social Impact Investing approda in Sardegna

11 Febbraio Feb 2016 1914 11 febbraio 2016

La Regione ha appena istituito un Fondo di Social Impact Investing, come strumento innovativo di ingegneria finanziaria attraverso cui verranno sostenuti interventi pilota di attività imprenditoriali che abbiano ricadute positive di impatto sociale ed occupazionale misurabili.

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La Regione ha appena istituito un Fondo di Social Impact Investing, come strumento innovativo di ingegneria finanziaria attraverso cui verranno sostenuti interventi pilota di attività imprenditoriali che abbiano ricadute positive di impatto sociale ed occupazionale misurabili.

Il Mezzogiorno finalmente festeggia un dato positivo dopo un anno passato a raccontare del ritardo economico del Sud rispetto al Nord. In tempi in cui gli investimenti in progetti di utilità pubblica sono i primi ad essere 'affossati' dai tagli del governo su e giù per lo Stivale, la Regione Sardegna diventa la prima amministrazione pubblica a voler passare dal sistema dei sussidi a fondo perduto verso un maggior coinvolgimento nell’utilizzo appropriato dei fondi e nei risultati da conseguire

La Regione ha appena istituito un Fondo di Social Impact Investing, come strumento innovativo di ingegneria finanziaria attraverso cui verranno sostenuti interventi pilota di attività imprenditoriali che abbiano ricadute positive di impatto sociale ed occupazionale misurabili. Il Fondo avrà una dotazione iniziale di otto milioni di euro a favore di progetti tesi alla creazione di impatti sociali positivi che come precisa il comunicato stampa dell’iniziativa, saranno infatti sottoposti a verifica, al fine di assicurare trasparenza e accountability nella gestione dello strumento finanziario.

In questo modo la Regione Sardegna intende sostenere progetti riguardanti l’integrazione e l’inclusione di lavoratori espulsi da settori in crisi come il tessile, il chimico e l’alluminio. Ma anche interventi di politica attiva destinati ai giovani tra i 15 e i 20 anni con difficoltà a inserirsi nel mondo del lavoro e a rischio di l’esclusione sociale. Tra le priorità del fondo SII, anche attività di formazione e orientamento per favorire il reinserimento nel mercato del lavoro di detenuti ed ex detenuti. Potranno inoltre essere sostenuti interventi a favore dell’ambiente e della valorizzazione del patrimonio culturale.

A gestire il Fondo Social Impact Investing sarà Sfirs Spa, la finanziaria della Regione Sardegna che opererà sulla base di un Accordo, che dovrebbe diventare operativo entro la prossima settimana, in cui saranno disciplinati le modalità di funzionamento dello strumento finanziario.

Come noto gli investimenti ad impatto operano con l’obiettivo di migliorare aspetti afferenti alla sfera sociale e ambientale e quindi pianificati in riferimento a modelli di misurazione di tale impatto. Gli investitori privati disponibili ad investire risorse per finanziare progetti a contenuto sociale vengono remunerati in base all’impatto sociale generato e accuratamente misurato. “In sostanza, il risparmio di spesa pubblica ottenuto dall’amministrazione viene condiviso con l’investitore privato, che, da tale risparmio, consegue il suo rendimento”.

Un’iniziativa che, come sottolineato dalla Giunta regionale, risponde alle sollecitazioni giunte dalla Commissione Europea ad investire in strumenti orientati a generare intenzionalmente ritorno economico e affrontare problemi come l'inclusione attiva delle persone escluse dal mercato del lavoro, la carenza di servizi sociali, le persone senza fissa dimora, la salute e il degrado ambientale. Il social business è infatti ormai parte integrante nei regolamenti del Fondo Sociale Europeo nel periodo 2014-2020.

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