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The Detox Catwalk conquista il distretto di Prato

11 Febbraio Feb 2016 1650 11 febbraio 2016
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Venti aziende del più grande distretto della moda italiana hanno sottoscritto l'impegno Detox di Greenpeace impegnandosi ad eliminare le sostanze tossiche dalla loro produzione

Ci sono aziende produttrici di filato, di tessuto e di materie prime, aziende di tintoria e rifinizione filati o tessuti, produttori di chemicals per l’industria tessile tra le venti che hanno annunciato la sottoscrizione contemporanea dell’impegno Detox di Greenpeace. Tutte e venti (qui l'elenco) appartengono al distretto di Prato, il più grande distretto tessile d’Europa e hanno sottoscritto lo standard più elevato per una produzione senza sostanze tossiche nel settore della moda. In una nota l’organizzazione ambientalista sottolinea come quello pratese sia un distretto con una tradizione centenaria e rappresenti «circa il 3% della produzione tessile europea, esportando ogni anno più di 2,5 miliardi di euro di prodotti di abbigliamento realizzati per alcuni dei marchi internazionali più famosi tra cui Burberry, Prada, Valentino, Armani e Gucci».

È la prima volta che lo standard Detox viene adottato collettivamente da intere filiere produttive, segno del fatto che una produzione senza l’uso di sostanze tossiche è possibile e alla portata anche di piccole realtà industriali come quelle pratesi. L’accordo – ricorda ancora Greenpeace - interessa più di 13mila tonnellate di filati e materie prime e oltre 13 milioni di tessuto prodotti ogni anno.

Una delle lavorazioni del distretto di Prato, la cernita degli stracci. In apertura fiocchi di filato colorati

«La scelta delle aziende pratesi ha ricadute sull’intero settore tessile mondiale e speriamo incoraggi sempre più marchi del settore a sottoscrivere Detox», dichiara Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia. «Queste aziende hanno scelto uno standard d’eccellenza per la gestione delle sostanze chimiche, su cui si baserà la valutazione di tutte le altre iniziative sulle sostanze chimiche pericolose prese da singoli marchi o da gruppi di aziende. Ora che i loro fornitori si sono impegnati a eliminare le sostanze tossiche, Gucci, Prada e Armani non hanno più alcuna scusa per non seguire l’esempio».

Le aziende di Prato del resto hanno già rinunciato all’utilizzo di numerosi gruppi di sostanze chimiche come richiesto dalla campagna: per esempio, molti gruppi di sostanze nocive come i ritardanti di fiamma bromurati e clorurati, composti organostannici e ammine associate a coloranti azoici, dannosi per il sistema riproduttivo e causa di tumori, sono già stati eliminati.

Come richiesto da ogni impegno Detox, le aziende hanno pubblicato una chiara e ambiziosa lista di sostanze da eliminare completamente entro il 2020, fissando delle tappe intermedie per l’eliminazione di alcuni gruppi di sostanze. Ad esempio i PFC, i composti poli- e per- fluorurati utilizzati abitualmente nella produzione di abbigliamento ed equipaggiamento outdoor, non saranno più utilizzati dall'estate 2016.

«Per la nostra associazione e le aziende di Prato è importante mostrare al mondo che siamo impegnati fisicamente e finanziariamente a mettere in pratica le richieste della campagna Detox», dichiara Andrea Cavicchi, presidente di Confindustria Toscana Nord. «Nei mesi a seguire continueremo a eliminare le sostanze tossiche e a rendere più ecologica la filiera produttiva che è fiera di rifornire i più grandi marchi globali secondo gli standard più elevati del settore tessile».

La campagna Detox di Greenpeace chiede ai marchi della moda di impegnarsi nell’eliminare l’utilizzo di tutte le sostanze chimiche pericolose entro il 2020 e chiede a tutti i loro fornitori di rendere pubblici, su una piattaforma online indipendente, i dati relativi allo scarico di inquinanti dalle loro strutture nell’ottica della massima trasparenza.
L’impegno di Prato si aggiunge alla sempre più ampia lista di aziende che hanno scelto di sottoscrivere l’impegno Detox, tra cui 35 gruppi della moda e dell’abbigliamento che rappresentano più di 100 marchi, che da soli costituiscono il 15% della produzione tessile mondiale in termini di fatturato. Tra gli aderenti alla campagna ci sono i gruppi Miroglio e Inditex insieme a grandi marchi internazionali come Valentino, Adidas, H&M e Burberry.

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