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Tanti, stabili e produttivi: l'identikit degli stranieri a Roma

22 Febbraio Feb 2016 0700 22 febbraio 2016

Nella capitale la percentuale di residenti stranieri supera di 4 punti il dato nazionale, ma in alcuni comuni della provincia si arriva al 20%. Aumentate del 50% le richieste di asilo, mentre crescono anche i nuovi cittadini italiani. Il tasso di occupati tra gli immigrati supera di 20 punti quello degli italiani

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Tunisini Termini
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Nella capitale la percentuale di residenti stranieri supera di 4 punti il dato nazionale, ma in alcuni comuni della provincia si arriva al 20%. Aumentate del 50% le richieste di asilo, mentre crescono anche i nuovi cittadini italiani. Il tasso di occupati tra gli immigrati supera di 20 punti quello degli italiani

Sempre più immigrati a Roma. Continua infatti a crescere, in misura contenuta ma costante, la presenza immigrata in tutto il Lazio e in particolare nella capitale, come certifica l’undicesima edizione dell’Osservatorio Romano sulle Migrazioni, curata dal Centro Studi e Ricerche IDOS con il sostegno e la collaborazione dell’Istituto di Studi Politici S. Pio V. La popolazione straniera nell'Urbe ha toccato nel 2015 quota 523.957 residenti, ovvero il 12,7% del totale contro una media italiana dell’8,2%. In diversi comuni della provincia romana, spesso di piccola dimensione, la loro incidenza supera però anche il 20%. Il Lazio nel suo complesso al 1° gennaio 2015 è la seconda regione, dopo la Lombardia, per numero di residenti stranieri (636.524) a seguito delle nuove iscrizioni dall’estero (33.054, il 13,3% delle nuove iscrizioni del 2014 in Italia), ma anche delle nascite di bambini con cittadinanza straniera (7.702). Più di un terzo dei 363.563 stranieri residenti a Roma Capitale si concentra in soli tre municipi (I, VI e V).

Anche il Lazio e Roma, inoltre, sono stati coinvolti dalla accresciuta domanda di accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati, come dimostra l’incremento del 50,4% di permessi di soggiorno rilasciati nel 2014 per asilo e protezione internazionale nella provincia di Roma. Lo Sprar e il sistema di accoglienza di Roma Capitale hanno rafforzato la propria rete, aumentando i posti complessivamente disponibili a fine 2014: 4.790 nel Lazio, il 68% dei quali nella Capitale. A questi numeri, si aggiungono i circa 2.000 posti per l’accoglienza straordinaria (Cas) attivati dalle Prefetture a Roma e provincia. Cresce il numero di minori non accompagnati: 2.142 nel Comune di Roma, per il 44,0% egiziani e per il 26,2% bangladesi.

Continua anche il processo di stabilizzazione nel Lazio, attestato dalla presenza di 117.396 minori stranieri e dalle 8.777 nuove acquisizioni di cittadinanza italiana (con un aumento di circa il 30% rispetto al 2013 nella sola città di Roma). Dopo Roma, l’unico comune con più di 10.000 residenti stranieri è Guidonia Montecelio (10.954), cui seguono Fiumicino (8.994) e, con presenze tra i 7.600 e i 5.900 residenti, Ladispoli, Pomezia, Tivoli, Anzio, Ardea e Fonte Nuova. Si conferma molto contenuta (meno di 9.000 persone) la presenza di rom e sinti in città, appena lo 0,25% sulla popolazione complessiva: un’emergenza che non c’è.

Pur nelle difficoltà economiche del paese, resta forte il contributo degli immigrati al mercato del lavoro e all’economia: nel Lazio gli occupati stranieri superano le 320.000 unità e rappresentano il 14,1% dei lavoratori totali; più in generale, il tasso di occupazione degli stranieri (64,2%) supera di venti punti percentuali quello degli italiani. Nella provincia di Roma i lavoratori stranieri sono 274.000 e operano per il 42,3% nei servizi collettivi e personali (116.000 occupati, 130.000 nel Lazio). Nel lavoro autonomo, si registrano 67.000 imprese immigrate in tutta la regione, 57.000 nella Città Metropolitana di Roma, dove è a responsabilità straniera 1 impresa ogni 8 (12,1%). Nel triennio 2011-2014 il ritmo di crescita nel Lazio (+32,6%) e nella Città Metropolitana di Roma (+35,5%) è stato doppio rispetto al resto d’Italia (+15,6%).

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