Socetà benefit

Bonomi: Le B-Corp più che un timbro, sono l'impresa che si rimette in rapporto con la società

27 Febbraio Feb 2016 1629 27 febbraio 2016

Il sociologo Aldo Bonomi commenta la recente introduzione delle Società benefit nella legislazione italiana. Novità messa a tema in un seminario alla Fondazione Eni Enrico Mattei

  • ...
B Corporation
  • ...

Il sociologo Aldo Bonomi commenta la recente introduzione delle Società benefit nella legislazione italiana. Novità messa a tema in un seminario alla Fondazione Eni Enrico Mattei

Con l’approvazione della Legge di stabilità 2016 (commi 376-384) è stata introdotta in Italia la Società benefit, aziende che, oltre a generare profitto, hanno l’obiettivo, inserito nero su bianco nel proprio Statuto, di generare benessere per le persone e l’ambiente in cui operano. Le Società benefit escono per la prima volta dagli Stati Uniti (sono regolate in 32 Stati) e approdano in Europa, cominciando proprio dall’Italia.

Una novità freschissima che sta suscitando notevolissimo interesse, ne è una prova l’affollatissimo seminario di studio e approfondimento promosso da Fondazione Eni Enrico Mattei a Milano, appuntamento overbooking con gente rispedita a casa nonostante le due sale collegate in video con l'aula principale.

Aldo Bonomi

Aldo Bonomi

Tanti gli intervenuti, dal senatore Del Barba, promotore dell’introduzione delle Società benefit in Italia, a studiosi come Paolo Venturi, da operatori dell’economia a fondatori di B Corp come Eric Ezechieli. Tra gli interventi più interessanti quello di Aldo Bonomi, sociologo e osservatore attento dei fenomeni economico e sociali.

Bonomi, quella delle Società benefit sembra la scoperta dell’uovo di Colombo, una sorta di Csr 2.0 con la responsabilità sociale non più come attività sussidiaria ma dentro i geni stessi dell’azienda.

Mi sembra che questa legge, che ha il pregio di essere semplice, abbia l’ambizione di mettersi in mezzo tra impresa e società cercando di rimettere in rapporto questi due poli. Attenzione però alla fascinazione delle forme anglosassoni, il tema del rapporto tra impresa e società è tema su cui si dibatte da quasi 100 anni e nella nostra tradizione tutta italiana abbiamo l’esempio di Adriano Olivetti che non distribuiva un po’ di profitto eccedente al Canavese, ma incorporava il Canavese dentro l’impresa. E attenzione anche all’ambivalenza della stesso parola “società” che nomina sia l’impresa che la società in quanto tale. Ricordandoci, infine che i sacri testi dell’economia, prima delle teorie di Milton Friedman, parlavano dell’impresa come di “un’organizzazione economico sociale”, è stato negli ultimi quarant’anni che i due termini si sono sciaguratamente scissi. Ecco se le Società benefit sapranno riconiugare il rapporto tra impresa e società, evviva.

Le Società benefit e le B Corporation sono anche l’ennesimo tentativo di riforma del capitalismo?

Parlerei intanto di capitalismi, perché il capitalismo renano non è lo stesso del capitalismo molecolare italiano. In ogni caso il capitalismo ha capito che dentro l’economia e la società circolare deve incorporare il concetto di limite (la sostenibilità) e incorporare gli interessi del cliente-utente. Da questo punto di vista le Società benefit sono un segno dei tempi di questa evoluzione del capitalismo perché parlano dell’unica possibilità di sopravvivenza del capitalismo stesso. Ed è per questo che sarebbe sbagliato ridurre le Società benefit o la certificazione B-Corp ad una tecnicalità o un timbro.