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Pubblica amministrazione

Parte a Milano il "Baratto amministrativo"

3 Marzo Mar 2016 1055 03 marzo 2016
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Aperto il bando del Comune. Pulizie, tinteggiature e opere di manutenzione per chi non è riuscito a pagare multe, tributi o canoni. Il capoluogo lombardo è la prima grande città a usare questa pratica collaborativa, uno strumento previsto dallo "Sblocca Italia"

Baratto amministrativo al via a Milano. È stato pubblicato, infatti, dal Comune l’avviso pubblico per presentare le domande. A poter usufruire di questa pratica collaborativa - prevista dal decreto “Sblocca Italia” che coniuga il rispetto delle regole nel pagamento dei tributi con la tutela sociale - cittadini che si trovano in condizioni di morosità incolpevole, per accedere al baratto ed estinguere così i debiti con l’amministrazione, prestando un’attività lavorativa temporanea come la manutenzione e l’abbellimento di beni comunali. Gli interessati hanno tempo fino al 30 aprile per presentare domanda.

Già identificati i primi progetti per il “Baratto amministrativo”. In particolare - si legge in una nota di Palazzo Marino -, la pulizia e lo sgombero di cantine, la tinteggiatura di locali e scale, la verniciatura della recinzione e un intervento straordinario di pulizia dei pavimenti in pietra nella sede della Zona 4, la tinteggiatura dei locali di ingresso della Zona 6, il rifacimento dei servizi igienici del Cam Jacopino in Zona 8, nonché vari interventi di tinteggiatura in diversi Cam (Pecetta, Lampugnano, Lessona e Jacopino) della stessa zona. Ulteriori progetti saranno identificati e inseriti nei prossimi avvisi pubblici.

I debiti estinguibili con il baratto sono quelli maturati fino al 2013 e per un valore minimo di 1.500 euro, riferiti a tributi comunali quali Ici, Imu, Tarsu, Tares e Tari, violazioni al Codice della strada o a entrate patrimoniali quali canoni e proventi per l'uso dei beni comunali, corrispettivi e tariffe per la fornitura di beni e la prestazione di servizi.
Come spiegato dalla vicesindaco, nonché assessore al Bilancio Francesca Balzani «Milano è la prima grande città italiana che avvia questa modalità di collaborazione con i cittadini capace di coniugare solidarietà con equità. Il rispetto delle regole nel pagamento di sanzioni o tributi è fondamentale, dal momento che tali risorse sostengono la capacità del Comune di erogare i servizi ai cittadini. Ci sono però situazioni particolari in cui possono trovarsi i contribuenti e il baratto rappresenta un’opportunità importante per chi è in difficoltà economica».

Per accedere al baratto, infatti, è necessario dimostrare che l’impossibilità di pagare è legata alla perdita o alla riduzione della capacità reddituale del nucleo familiare a causa di licenziamento, riduzione di reddito consistente (oltre il 30%) per cassa integrazione o riduzione di orario di lavoro, mancato rinnovo del contratto, cessazione di attività libero professionale, problemi di salute o variazioni nella composizione del nucleo familiare che provocano la riduzione del reddito.
I requisiti di base richiesti sono la residenza nel Comune di Milano o la titolarità di una ditta individuale con sede a Milano, la cittadinanza europea o, per i cittadini stranieri, il possesso di permesso di soggiorno valido, avere almeno 18 anni, non essere destinatario di sentenza passata in giudicato, decreto penale di condanna per alcuni reati o delitti, avere un Isee non superiore a 21mila euro ed essere in condizioni psico-fisiche adeguate per svolgere l’attività del baratto.
Il modulo può essere scaricato dal sito del Comune o ritirato negli uffici dell’anagrafe e nei consigli di zona. Per ciascuna ora di lavoro prestata viene riconosciuto il valore di 10 euro in analogia alla prestazione netta riconosciuta dal voucher Inps. È prevista la copertura assicurativa per la responsabilità civile verso terzi connessa all’attività e per gli infortuni.
L’Amministrazione ha anche pubblicato un avviso pubblico per individuare operatori, associazioni o imprese che potranno svolgere l’importante ruolo di tutor o di sponsor nella gestione dei progetti del “Baratto amministrativo”.

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