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Non c'è muro che tenga

4 Marzo Mar 2016 1100 04 marzo 2016
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Oggi in edicola il nuovo numero di VITA magazine. Un approfondimento su tutto quello che l'Europa potrebbe fare ma non fa di fronte alla tragedia dei migranti. Tre i capitoli che scandiscono la Cover Story: confini, costi e pratiche

Nei giorni scorsi abbiamo anticipato sul nostro sito i contenuti del nuovo numero del magazine che trovate oggi in edicola. Un viaggio nell'Europa delle migrazioni. I numeri, i costi, i ritardi della politica, le soluzioni praticabili. E anche il ruolo dell'arte. Una guida per capire il più grande fonomeno del nostro tempo. Ricostruita anche grazie a due hashtag: #noborders e #nobordersEurope

Il numero si apre con l’editoriale di Riccardo Bonacina. «Di fronte a 60 milioni di migranti forzati in fuga da guerre e fame l’Europa reinstalla confini 
e innalza muri», scrive, «La storia non sarà tenera e presenterà il conto se non proveremo a guardare, innanzitutto a guardare, il fenomeno delle migrazioni forzate come la più grande sfida che la nostra epoca pone a noi stessi e a chi ci governa. Bisogna cambiare presto prospettiva, bisogna considerare tutti i fattori in gioco».

Confini

Fuggono da qualcosa o si dirigono verso qualcosa? Scappano dalla guerra, nelle sua forma asimmetrica e impura, o cercano l’ennesimo paradiso in terra? Incubo o miraggio? Difficile rispondere senza allargare il quadro e senza capire che le nostre parole – migranti, profughi, immigrati, rifugiati – appartengono a un lessico che non è più in grado di cogliere i profondi processi in atto. Saskia Sassen è tra le interpreti più lucide e autorevoli delle linee di faglia, spesso tortuose, di quel percorso che semplificando chiamiamo con una parola: globalizzazione.

A dividere Zeebrugge (letteralmente la marina di Bruges) e la sede della Commissione europea in Rue La Loi 200 a Bruxelles ci sono 112 chilometri. Ma vista da questa piccola striscia di terra sulla costa belga, la distanza fra l’Europa delle persone e quella della burocrazia appare abbissale. Qui sul mare del nord, la piccola chiesa Stella Maris, da qualche tempo è diventata il rifugio di centinaia di migranti. È solo uno dei tanti limbi dove vengono dimenticati i migranti. Luoghi famosi Calais, in Francia, ma anche meno noti come la stazione di Crotone, in Calabria.

Costi

Un'altro grande tema relativo a migrazioni riguarda i costi, sorpattutto relativi al welfare e quindi all'accoglienza. Il dato è di 1,16 miliardi di euro che il ministero dell’Interno ha speso nel 2015 per la prima e seconda accoglienza dei migranti. In crescita, non esagerata, rispetto al miliardo di euro tondo del 2012. Attenzione, però: il punto di vista, nel considerare le cifre, è fondamentale.

Ma ci sono solo costi? No, infatti Gian Carlo Blangiardo, i fenomeni migratori hanno anche lati positivi. Generano infatti Pil e ringiovanimento della popolazione. E a fare bene i conti, tra costi e benefici, addirittura il saldo sarebbe attivo. Il saldo della popolazione immigrata in italia tra nati e morti è infatti di 75mila persone, mentre quello degli italiani è in negativo per 165mila persone. Gli imprenditori extracomunitari in Italia è di 491.201 mila in aumneto del 24% negli ultimi 5 anni. Il contributo economico degli stranieri nel nostro sistema è di 16miliardci mentre i costi per lo Stato in termini di welfare, scuola, assistenza sociale e contributi abitativi, pagamenti delle imposte, cosumi e contributi previdenziali è di 13 miliardi.

Pratiche

Opere, performance, installazioni. Tutti gli artisti che si sono lasciati affascinare e toccare dalle vicende dei profughi. E così hanno anche cambiato, sulla scia emotiva e iconica dell'immagine del piccolo Aylan, il bambino adagiato sulla spiaggia in Grecia, il modo di percepire le tragedie e queste persone. Da Ai Weiwei, Anish Kapoor, da Vik Muniz ad Adrian Paci fino a Corrado Levi, Khaled Jarrar e Liu Xiadong sono tantissimi gli artisti che si stanno misurando con il tema dei migranti.

Domani

Questo numero, con la monografia sulle migrazioni e l’Europa, ci avvicina anche al grande cambiamento che abbiamo programmato per il prossimo mese: ad aprile, infatti, troverete una rivista completamente rinnovata, nelle sue caratteristiche cartotecniche e nelle sue modalità narrative. Il magazine si trasformerà un bookazine, ovvero un ibrido tra una rivista, con la sua grafica accattivante e curata, con la sua attenzione a ciò che succede, e un libro che offra ogni mese un grande approfondimento capace di durare nel tempo offrendo al lettore non solo un’informazione puntuale e delle opinioni ma anche tutti gli strumenti per capire e giudicare. Nell’epoca del digitale che anche noi attraversiamo con numeri da record per i nostri canali web, abbiamo deciso di investire ancor di più sulla carta, ma una carta che vinca la sfida della qualità e della durata. Una carta che aiuti a pensare e ad agire. Non perdetevi l’appuntamento con il prossimo numero.

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