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Migranti

Minori non accompagnati, Italia terza in Europa per domande di protezione presentate

16 Marzo Mar 2016 1120 16 marzo 2016
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Un’analisi della Fondazione ISMU incrocia dati sulle presenze, nuovi arrivi e novità normative. Nel 2015 sono 12.360 i minori sbarcati sulle nostre coste e sono 11.921 quelli presenti nel Paese. Il 17 marzo un convegno a Roma

Fondazione ISMU, nel solco del XXI Rapporto sulle Migrazioni 2015, ha incrociato tutti i dati sulle presenze, i nuovi arrivi e le novità normative riguardo i minori non accompagnati arrivati in Italia e la loro accoglienza. Un lavoro la cui importanza si è sempre più imposta alla luce del trend degli ultimi anni. In seguito all’instabilità economico-politica che ha interessato i Paesi del Nord Africa e del Medio Oriente infatti, si è intensificato l’arrivo di minori non accompagnati via mare (e non), spesso in condizione di particolare vulnerabilità psicologica e fisica ed esposti a rischio di marginalità sociale.

L'analisi

Nel 2015 sono 12.360 i minori non accompagnati sbarcati sulle nostre coste (Unhcr)
Negli ultimi anni e a partire dalle crisi mediorientali e nordafricane del 2011 il consistente flusso di arrivi non programmati via mare ha accresciuto il numero di bambini e giovani migranti che hanno affrontato il viaggio con i genitori o da soli. In particolare, secondo i dati diffusi dall’Alto Commissariato Onu per i rifugiati, su 154mila migranti sbarcati sulle nostre coste nel 2015 oltre 16mila erano minori, e di questi ben 12.360 risultavano non accompagnati, pari all’8% del totale degli arrivi. Sono soprattutto eritrei, egiziani, gambiani e somali i giovanissimi che hanno attraversato da soli il Mediterraneo per giungere in Italia. Anche nel 2014 (l’anno record per gli sbarchi in Italia) gli arrivi di minori non accompagnati è stato rilevante (13mila) e ha eguagliato quello relativo alla componente dei minori giunti al seguito di genitori o parenti (13.096), che provenivano in particolare da Siria, Afghanistan e Palestina. A seguito del cambio di rotta migratoria verso la Grecia intrapresa dai migranti originari di tali paesi a partire dall’estate nel 2015, l’arrivo di minori in nuclei famigliari in Italia è nettamente diminuito (4mila).

Al 31 dicembre 2015, secondo i dati censiti dal Ministero del Lavoro, i minori non accompagnati presenti in Italia sono 11.921 (13,1% in più rispetto al 2014).
I dati del Ministero del Lavoro evidenziano un’importante crescita dei minori non accompagnati negli ultimi anni: l’Egitto continua a essere il Paese da cui proviene la maggior parte dei minori presenti (23%), seguito da Albania (12%), Eritrea e Gambia (10% entrambi). Rispetto all’età dei minori accolti, in assoluta prevalenza di genere maschile, l’81% ha tra i 16 e i 17 anni; in particolare questi ultimi, giovani quasi-adulti che presentano specifiche esigenze, sono oltre 6.432. Il numero dei minori non accompagnati ospitati nelle diverse regioni italiane vede prevalere le zone interessate dagli sbarchi: poco più di un terzo dei minori, infatti, è ospitato in Sicilia, seguono Calabria e Puglia con oltre 1.100 presenti per ciascuna delle due. Il dato relativo ai minori che risultano irreperibili è diventato particolarmente significativo: per 6.135 minori, infatti, è stato segnalato al Ministero del lavoro un allontanamento dalla struttura di accoglienza. Il fenomeno, in crescita rispetto agli anni precedenti (erano il 23% nel 2014), è riscontrato soprattutto tra i giovani egiziani, eritrei e somali. L’agenzia di intelligence europea Europol ha recentemente denunciato la scomparsa di almeno 10mila minori non accompagnati dopo il loro arrivo in Europa, segnalando in particolare il caso italiano e gli oltre 1.000 irreperibili in Svezia. Molti di loro si teme siano caduti nelle mani di organizzazioni criminali di trafficanti, mentre altri potrebbero aver raggiunto i familiari in altri paesi europei. Spesso si tratta di ragazzi che entrano con specifici progetti migratori, con aspettative familiari nei paesi di origine ben precise e con reti parentali e di riferimento molto forti, che non hanno fiducia nella possibilità di raggiungere le loro mete di destinazione con i canali previsti dalle norme, e pertanto, intraprendono il viaggio in modo illegale.

Domande di protezione internazionale presentate dai minori non accompagnati: l’Italia è al terzo posto in Europa.
Ai minori rilevati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali si aggiungono i minori non accompagnati, in fuga da persecuzioni torture o guerre, che accedono al percorso della protezione internazionale: nel 2015 in Italia sono state presentate 3.790 domande di protezione internazionale da parte di minori stranieri non accompagnati (dati Ministero dell’Interno), oltre il 50% in più rispetto alle 2.505 domande del 2014, anno a partire dal quale si ha avuto un incremento significativo (erano 805 le domande presentate nel 2013). Sono soprattutto i giovani gambiani a richiedere protezione internazionale nel nostro Paese (oltre un terzo delle domande), seguiti dai minori del Senegal (12%), della Nigeria (12%) e del Bangladesh (10%). L’Italia è al terzo posto in Europa per numero di domande presentate da minori non accompagnati: nel 2014 nei 28 Paesi membri tali richieste hanno superato le 23mila unità (l’82% in più rispetto all’anno precedente), di cui la metà in Svezia e Germania (rispettivamente 7mila e 4.400), e il 10% in Italia. Infine, il seminario sarà l’occasione per fare il punto con alcuni soggetti istituzionalmente competenti sulle novità introdotte nel sistema di accoglienza nazionale dall’Intesa raggiunta in sede di Conferenza Unificata il 10 luglio 2014, sostanzialmente trasposta nel dettato normativo dell’art. 19 del decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 142, entrato in vigore il 30 settembre 2015.

Per questo Fondazione Ismu, in collaborazione con l’Università degli Studi Roma Tre e Università Sapienza ha organizzato il seminario “I minori stranieri non accompagnati: accoglienza e inclusione”, con il patrocinio dell’Acri (Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio), che si terrà il prossimo 17 marzo presso il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre alle ore 14.00. L’incontro vuole essere un focus di approfondimento sul tema.

Nel corso degli ultimi anni, soprattutto in seguito all’instabilità economico-politica che ha interessato i Paesi del Nord Africa e del Medio Oriente, si è intensificato l’arrivo di minori non accompagnati via mare (e non), spesso in condizione di particolare vulnerabilità psicologica e fisica ed esposti a rischio di marginalità sociale. Il seminario intende essere un’occasione di confronto tra istituzioni e organismi interessati al fine di mettere in luce le principali criticità che l’Italia, e più in generale i paesi membri dell’UE, incontrano oggi, nella gestione di questo fenomeno.

Inoltre la Fondazione Ismu sta collaborando all'elaborazione di un'importante iniziativa promossa da un gruppo di fondazioni italiane ed europee nell'ambito della seconda accoglienza dei Minori Stranieri Non Accompagnati, che verrà presentata a fine mese.

Al seminario parteciperanno (in ordine di intervento): Mario Panizza, Rettore Università Roma Tre; Mariella Enoc, Presidente Fondazione Ismu; Mario Morcellini, Pro Rettore alle Comunicazioni istituzionali Sapienza Università di Roma, Lucia Chiappetta Caiola, Direttrice Dipartimento Scienze della Formazione - Università Roma Tre; Carmelina C. Canta, Università Roma Tre; Giovanni Giulio Valtolina, Fondazione Ismu. Alla tavola rotonda, coordinata da Andrea Bixio, Sapienza Università di Roma, parteciperanno: Mario Morcone, Ministero dell’Interno; Stefania Congia, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali; Giovanna Boda, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati (è stato invitato); Marina D’Amato, Docente di Sociologia - Università Roma Tre; Vincenzo Cesareo, Fondazione Ismu.

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