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Famiglia

Enrico Costa, ministro contro la denatalità

17 Marzo Mar 2016 1656 17 marzo 2016
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Sono state pubblicate in Gazzetta Ufficiale le deleghe del ministro Costa relative alle politiche famigliari. Esplicito il riferimento alla conciliazione e al superamento della crisi demografica, come pure fortissimo è il rimando all'esigenza di coordinamento, programmazione, monitoraggio. Vincenzo Amendola, sottosegretario agli esteri, ha invece la delega a coadiuvare il ministro negli atti concernenti «le questioni relative alle adozioni internazionali»

C’è anche la delega a «promuovere e coordinare le azioni governative dirette a superare la crisi demografica e a realizzare gli interventi per il sostegno della maternità e della paternità, nonché a favorire le misure di sostegno alla famiglia, alla genitorialità e alla natalità» fra le deleghe del neoministro per la Famiglia, Enrico Costa. Le deleghe sono contenute nel decreto pubblicato in Gazzetta ufficiale l’8 marzo, che all’articolo 5 mette nero su bianco la Delega a Costa delle funzioni in materia di politiche per la famiglia e le va a dettagliare.

Leggere le deleghe e le sottolineature che esse fanno all’interno del vastissimo campo delle politiche famigliari, è anche un modo per cogliere le priorità del Governo in materia. Sette sono le sottolineature, dall’ovvia comunicazione istituzionale in materia di politiche per la famiglia alla meno scontata promozione di azioni governative dirette a superare la crisi demografica.

Citiamo in particolare il compito di promuovere e coordinare le politiche «volte a garantire la tutela dei diritti della famiglia in tutte le sue componenti e le sue problematiche generazionali, nonche' ad assicurare l'attuazione delle politiche in favore della famiglia», perché sappiamo che l’attuazione non è cosa affatto scontata. Ma anche l’«adottare le iniziative necessarie per la programmazione, l'indirizzo, il coordinamento ed il monitoraggio delle misure di sostegno alla famiglia», poiché una delle debolezze più evidenti del nostro Paese è proprio la mancanza di programmazione, indirizzo, coordinamento e monitoraggio. Quantomai attuale il «promuovere e coordinare le politiche per sostenere la conciliazione dei tempi di lavoro e dei tempi di cura della famiglia». Fra le note da evidenziare, il comma 5 dell’articolo 5, che spiega come per l'esercizio di queste funzioni il Ministro si avvale del Dipartimento per le politiche della famiglia, ad eccezione dell'Ufficio di segreteria della Commissione per le adozioni internazionali: le adozioni internazionali quindi non rientrano nelle deleghe del Ministro (era una delle domande aperte). La delega alle adozioni internazionali resta quindi a Renzi. Si occuperà di «questioni relative alle adozioni internazionali», coadiuvando il ministro Gentiloni nella trattazione degli atti in materia, Vincenzo Amendola, sottosegretario del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. La novità è nel decreto di delega pubblicato in Gazzetta Ufficiale l'11 marzo.

Una sola nota: coordinare e coordinamento sono termini che si ripetono ben sei volte nelle poche righe dell’articolo 5 del decreto, il che fa ben sperare nel fatto che questa necessità prioritaria sia ben presente al ministro e al Governo tutto. Ministro, buon lavoro!

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