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Le ong: «L’accordo UE-Turchia è una delusione»

18 Marzo Mar 2016 1823 18 marzo 2016
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Valerio Neri, direttore generale di Save the Children non usa mezzi termini: « Devono essere protette le persone, non le frontiere. Questo accordo creerà solo maggiori incertezze per le migliaia di profughi che sono bloccati nel fango, al freddo e all’umido». E Oxfam: «Un ulteriore passo verso la disumanità»

«Siamo estremamente delusi dalle notizie che emergono finora sull’accordo raggiunto tra Unione Europea e Turchia sulla politica del “uno in cambio di uno”. Devono essere protette le persone, non le frontiere. Questo accordo creerà solo maggiori incertezze per le migliaia di profughi che sono bloccati nel fango, al freddo e all’umido e che aspettano notizie dal vertice di oggi di Bruxelles». Questo il primo commento di Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children, alle indiscrezioni sull’accordo appena raggiunto tra EU e Turchia per la crisi migranti.

L'accordo
Ankara accetta il principio che tutti i migranti (che siano rifugiati o persone in cerca di lavoro non ha alcuna importanza) che vanno in Grecia torneranno in Turchia. Per ogni migrante tornato indietro, il governo turco invierà un migrante siriano nella Ue. È il meccanismo che viene ritenuto unanimemente in grado di scoraggiare i viaggi nell'Egeo. Nel testo si prevede anche un'accelerazione dei primi 3 miliardi di euro ad Ankara e l'apertura del capitolo negoziale 33 (quello che riguarda il budget) per l'adesione della Turchia all'Ue. «È esclusa ogni forma di espulsione collettiva» e saranno «rispettati gli standard internazionali» ed «il principio di non respingimento», si legge nel testo.

Il premier turco, Ahmet Davutoglu con il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker e il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk

Su quest'ultima assicurazione contenuta nell'accordo Neri dice che «si tratta di un segnale positivo, ma non è chiaro come questo potrebbe tradursi nella pratica. Girarci intorno e scaricare il problema sulla Grecia e la Turchia non allontanerà il problema, ma sarebbe necessario condividere le responsabilità», continua «I leader europei devono invece concentrarsi su come aumentare il loro impegno sui ricollocamenti e la creazione di percorsi sicuri e legali per l’ingresso nell’Unione Europea».

Oxfam da parte sua sottolinea che i leader dell’Unione europea oggi hanno trovato un accordo con la Turchia secondo cui tutte le persone che entrano irregolarmente in Grecia attraverso il mar Egeo dovranno essere rimpatriate in Turchia. In cambio l’Ue reinsedierà negli stati membri un siriano rifugiato per ognuno di quelli che sono stati rimandati indietro. Si tratta di un colpo senza precedenti inferto al diritto di asilo e alle persone che richiedono protezione: l’Europa rinnega il suo passato di patria dei diritti umani e mercanteggia con il destino di centinaia di migliaia di persone in fuga, calpestando in un solo colpo la propria legge, la propria storia e il proprio senso etico.
"L’accordo tra Ue e Turchia sulla crisi migratoria viola il diritto internazionale e quello dell’Unione, scambiando vite umane con concessioni politiche - afferma Elisa Bacciotti, direttrice campagne di Oxfam Italia - Dopo il blocco della rotta balcanica, questo nuovo accordo con la Turchia è un ulteriore passo verso l’abisso della disumanità, peraltro mascherato, con raggelante ipocrisia, da strumento per smantellare il business dei trafficanti. Il costo del controllo dei confini europei non può continuare a essere pagato con vite umane”.

La migrazione non si può impedire: si può solo gestire nel migliore dei modi possibili, ma l’Europa che esce da questo ennesimo vertice è drammaticamente lontana da questo approccio.

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