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Diritto allo studio: le famiglie chiedono programmazione

30 Marzo Mar 2016 1005 30 marzo 2016
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LEDHAscuola ha elaborato un documento di richieste a Governo e Regioni per garantire i servizi di assistenza educativa, assistenza alla comunicazione e trasporto. «Occorre elaborare una programmazione “sperimentale” delle attività per l’anno scolastico 2016-2017, nella prospettiva di un Piano triennale di intervento»

«I servizi di assistenza educativa, assistenza alla comunicazione e trasporto sono servizi essenziali per una piena attuazione del diritto allo studio delle persone con disabilità, alla stregua dell’assegnazione dell’insegnante di sostegno, non qualcosa di accessorio od opzionale. Per questo come LEDHA riteniamo cruciale una definizione chiara e definitiva sulle responsabilità e sulle competenze e sui relativi finanziamenti, alla luce degli ultimi atti normativi»: così Donatella Morra, referente per il gruppo LEDHAscuola, torna a chiedere chiarezza per evitare che le famiglie di alunni con disabilità si ritrovino senza certezze anche per l’anno scolastico 2016/17.

L'anno scolastico 2015/16 per alunni e studenti con disabilità è infatti iniziato all’insegna della precarietà in tutta Italia. In Lombardia, dove LEDHA lavora, gli stanziamenti deliberati da Governo e Regione hanno permesso alle Province e alla Città Metropolitana di Milano di avviare i servizi di assistenza alla comunicazione, assistenza educativa e trasporto per gli alunni e studenti con disabilità, ma l'attivazione è avvenuta a macchia di leopardo, in ritardo e in misura spesso inadeguata al bisogno. Ne hanno fatto le spese gli studenti con disabilità e le loro famiglie, disorientate e messe in allarme da informazioni confuse e contraddittorie, chiamate spesso a compensare con proprie risorse i servizi insufficienti. «Chiediamo alla Regione e al Governo di intervenire concretamente per garantire nei fatti il diritto soggettivo all’istruzione nella scuola di tutti di alunni e studenti con disabilità», commenta Alberto Fontana, presidente di LEDHA.

Per questo il gruppo LEDHAscuola ha elaborato un documento che chiede:

al Governo

  • di destinare un finanziamento strutturale, annuale e congruo alle Regioni per finanziare queste funzioni. Nel 2015 erano stati stanziati 70 milioni di euro, una cifra che copre solo il 62% del fabbisogno rilevato. Tale cifra deve essere integrata per soddisfare il fabbisogno rilevato.


a Regione Lombardia

  • di integrare per la Lombardia il finanziamento statale con fondi propri. Secondo LEDHA il Lombardia mancano 15 milioni di euro: una cifra significativa, che però è poca cosa se confrontata con i 23 e più miliardi di spese nel bilancio regionale: si tratta dello 0,065% del bilancio;
  • di enunciare in forma scritta la corretta interpretazione della normativa riaffermando le competenze delle Province lombarde, degli Enti di area vasta e della Città Metropolitana di Milano per l’esercizio delle funzioni relative al diritto allo studio di alunni e studenti con disabilità sensoriali (assistenza alla comunicazione e servizi tiflologici) e studenti con disabilità che frequentano scuole secondarie di II grado e percorsi di istruzione e formazione professionali (assistenza ad personam e trasporto);
  • di definire delle linee guida per tutto il territorio regionale, che stabiliscano modalità comuni di individuazione dei beneficiari degli interventi e standard minimi di erogazione dei servizi sulla base di criteri condivisi.

  • di rilevare in modo uniforme il fabbisogno di assistenza educativa e trasporto degli studenti del secondo ciclo e di assistenza alla comunicazione per alunni e studenti di ogni ordine e grado di scuola sul territorio regionale con modalità di rilevazione omogenee;
  • di elaborare una programmazione “sperimentale” delle attività per l’anno scolastico 2016-2017, nella prospettiva della formulazione di un Piano triennale di intervento 2017-2020, valorizzando le competenze già presenti nel GLIR (Gruppo di Lavoro Interistituzionale Regionale) come gruppo di lavoro permanente.

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