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No Slot

Cresce l'onda dei comuni No Slot: decine i regolamenti approvati e in arrivo

31 Marzo Mar 2016 1252 31 marzo 2016
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Oltre a una giurisprudenza favorevole alle regolamentazioni comunali, crescono le amministrazioni che intervengono su limiti orari e di distanze per arginare il fenomeno dell'azzardo diffuso sui territori. Un esempio di buona pratica e di politica attiva che tratta il problema dal verso giusto: limitare l'offerta.

Napoli, Portici, Mogliano Veneto, Aosta, Varese, le piemontesi Biella, Chieri e Mori in provincia di Torino. Ancora: Cremona, Verona, Savona, Sassari, Livorno. Dalle città alle campagne sono quasi 50 i comuni che nel corso degli ultimi due mesi hanno approvato o avviato l'iter per dotarsi di un regolamento comunale No Slot, spesso associato a specifiche norme del regolamento edilizio, che prevede i due punti più avversati dalla catena del gambling all'italiana: distanze da luoghi sensibili e limitazione di orario per il funzionamento delle macchinette.

Oggi è la volta di Ravenna, dove con tutta probabilità nella seduta di oggi il Consiglio comunale approverà un regolamento di contrasto al gioco d'azzardo che limita gli orari in cui le macchinette potranno essere accese, oltre al nuove norme che definiscono la caratteristica urbanistica dei locali "adatti" all'offerta di gioco.

Sindaci protestano davanti a Montecitorio

(Photo credit: ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

Mentre a livello "macro" si riuniscono osservatori(i) e osservati per discutere dei massimi sistemi, sul territorio il problema è ben chiaro e si agisce. Non tutto fila liscio, ovviamente. Molte le pressioni, non sempre rodata la capacità di fare sistema ad esempio veicolando tra le amministrazioni regolamenti che già hanno passato il vaglio del Consiglio di Stato. Ciò nonostante la sensibilità è alta e il tema della regolamentazione e dei limiti da imporre all'offerta di azzardo legale è entrato a tutti gli effetti nell'agenda degli amministratori locali. A ciò si deve aggiungere una crescente giurisprudenza favorevole ai comuni, giurisprudenza che comincia a essere consistente. Insomma, siamo sulla buona strada.

Immagine in copertina: CHRISTOPHE SIMON/AFP/Getty Images

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