Migranti

Venti università collaborano al riconoscimento delle vittime del naufragio del 18 aprile 2015

5 Aprile Apr 2016 1831 05 aprile 2016

L'accordo è stato siglato tra Miur, Ministero dell'Interno eil Commissario governativo per le persone scomparse: entro la primavera partirà il recupero del relitto dal fondo del mare, dove quasi un anno fa si è consumata la singola strage umanitaria più grave di sempre

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L'accordo è stato siglato tra Miur, Ministero dell'Interno eil Commissario governativo per le persone scomparse: entro la primavera partirà il recupero del relitto dal fondo del mare, dove quasi un anno fa si è consumata la singola strage umanitaria più grave di sempre

Il Ministro dell’Interno Angelino Alfano, il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini e il Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse, Vittorio Piscitelli, hanno sottoscritto un Protocollo d’intesa per estendere all’intero sistema delle Università italiane la collaborazione istituzionale, già iniziata con le Università degli Studi di Milano, Catania, Messina e Palermo, per il riconoscimento e l’identificazione dei corpi senza identità appartenenti a cittadini stranieri vittime del tragico naufragio del 18 aprile 2015 nel Canale di Sicilia, nel quale hanno perso la vita circa 800 persone.

Il recupero del natante dal mare sarà portato a compimento nella prossima primavera a cura della Marina Militare. All’operazione, che si svolgerà presso la base Nato di Melilli (SR), parteciperà anche il Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco (per l’estrazione delle salme), oltreché, per gli aspetti di rispettiva competenza, la Questura di Catania, l’Azienda Sanitaria Provinciale, la Croce Rossa Militare. La Prefettura di Siracusa garantirà l’azione di coordinamento sul posto, mentre il Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione curerà gli adempimenti connessi alla sepoltura delle salme.


Le Università italiane, attraverso la Conferenza dei Rettori, prenderanno parte, su base volontaria, alle attività medico-legali per l’identificazione delle vittime. Specifiche professionalità nel campo della medicina legale e della patologia forense, nonché in quello della genetica forense presteranno la propria opera senza gravare sul bilancio dello Stato. Oltre venti atenei hanno già dato la loro adesione.

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