Welfare

Milano: attivare una comunità per sostenere i suoi giovani

15 Aprile Apr 2016 1000 15 aprile 2016

Nuovi poli a sostegno delle famiglie, innovazione delle scuole, progetti di scuola-bottega per contrastare la dispersione scolastica: Fondazione Mission Bambini insieme ad altri 14 partner tra cui il Comune di Milano e l’Università Cattolica presenta il progetto Nove+, per i giovani della Zona 9 di Milano

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Nuovi poli a sostegno delle famiglie, innovazione delle scuole, progetti di scuola-bottega per contrastare la dispersione scolastica: Fondazione Mission Bambini insieme ad altri 14 partner tra cui il Comune di Milano e l’Università Cattolica presenta il progetto Nove+, per i giovani della Zona 9 di Milano

Tre anni, cinque azioni, quindici partner impegnati e un budget complessivo di 1,7 milioni di euro, quattro istituti scolastici e otto enti non profit: sono questi i numeri del progetto “Nove+”, che prende il nome dalla zona di Milano a cui si rivolge. Il progetto verrà presentato oggi pomeriggio all’Auditorium Ca’ Granda da Francesco Cappelli (assessore all’Educazione e Istruzione del Comune di Milano), Beatrice Uguccioni (presidente del Consiglio di Zona 9), Giovanni Fosti (Commissario Fondazione Cariplo) e Goffredo Modena, Presidente della Fondazione Mission Bambini.
Mission Bambini è stata scelta dai partner come ente capofila del progetto, per le competenze nell’ambito della progettazione e della raccolta fondi, cruciali innanzitutto per aggiudicarsi il fondamentale sostegno messo a disposizione da Fondazione Cariplo attraverso il Bando dedicato al welfare di comunità. Il progetto è tra i vincitori della seconda edizione del Bando “Welfare di Comunità e Innovazione Sociale” di Fondazione Cariplo, che con una dotazione di 950mila euro copre più del 50% del budget del progetto.

La Zona 9 di Milano comprende quartieri come Affori, Bovisa, Bruzzano, Comasina e Niguarda, conta 182mila abitanti di cui 29mila sono bambini e giovani nella fascia d’età 6-24 anni e il 30% sono stranieri. Ci sono tanti studenti che abbandonano la scuola o che hanno alle spalle situazioni familiari difficili, giovani che non trovano lavoro, che cadono nei circuiti della microcriminalità o dell’emarginazione sociale. Come dare loro qualche opportunità in più, di successo scolastico e di riuscita personale? Il progetto “Nove+” nasce dalla convinzione che per educare le giovani generazioni è urgente il contributo consapevole dell’intera comunità e che, allo stesso tempo, l’educazione dei giovani sarà motore di cambiamento dell’intera comunità.

«L’idea di fondo del progetto è quella di un welfare generativo, dove i beneficiari degli interventi - studenti, famiglie, insegnanti, giovani - non sono più “utenti” ma attori protagonisti», spiega Goffredo Modena, Presidente di Fondazione Mission Bambini. «Il progetto Nove+ nasce dal territorio, mettendo in rete scuole, enti non profit, attori economici ed istituzioni. L’obiettivo comune è quello di produrre un reale cambiamento del sistema dei servizi educativi in Zona 9, per renderlo più efficace, inclusivo ed elemento centrale di un benessere sociale diffuso».

Le azioni previste sono cinque, una per ciascuno dei principali “attori” coinvolti: il progetto infatti coinvolge in tutto 15 partner, tra cui il Settore Servizi Scolastici ed Educativi del Comune di Milano, ALTIS - Alta Scuola impresa e società dell’Università Cattolica di Milano, quattro istituti scolastici e otto enti non profit della Zona 9. Beneficeranno del progetto 1.500 famiglie con figli minori, 3.500 minori (6 –18 anni) che frequentano 8 istituti scolastici e 200 giovani (14-23 anni) che saranno inseriti nel sistema lavorativo attraverso le attività produttive e commerciali del territorio.

L’azione 1 mette al centro le famiglie, che troveranno un nuovo punto di riferimento nei cinque poli territoriali in via di costituzione nei quartieri di Affori, Bicocca, Comasina, Dergano e Isola, che offriranno in particolare percorsi di empowerment per le famiglie straniere e sostegno genitoriale. L’azione 2 ha come protagoniste le scuole: i docenti verranno formati su nuove tecnologie, didattica inclusiva e didattica per competenze, gli istituti verranno dotati di nuovi materiali e strumentazioni.

L’azione 3 coinvolge i giovani e le attività produttive e commerciali del territorio, con l’avvio di progetti di scuola bottega per l’ottenimento della terza media per gli studenti a rischio di abbandono scolastico e l’avvio di percorsi che favoriscano l’occupazione giovanile. L’azione 4 ha come protagonisti gli enti non profit del territorio, già coinvolti nel progetto in qualità di partner: l’obiettivo è migliorare la loro capacità di fund raising e ingaggiare volontari, nell’ottica di un coinvolgimento ulteriore di aziende e privati cittadini del territorio.

Infine, l’azione 5 che consiste nel monitoraggio e nella valutazione in itinere degli esiti di progetto, in collaborazione con ALTIS-Alta Scuola Impresa e Società dell’Università Cattolica di Milano.

Per l'assessore all'Educazione del Comune di Milano Francesco Cappelli, si tratta di «un progetto di grande valore per due motivi: perché offre percorsi di integrazione e crescita sociale alle famiglie in difficoltà e perché si occupa in modo innovativo anche della fascia più debole tra i giovani, coloro che hanno concluso il percorso scolastico e non riescono ad inserirsi nel sistema lavorativo. Trovare un impiego nel contesto sano delle attività produttive e commerciali del quartiere di appartenenza è il modo migliore per sviluppare coesione sociale e mettere le radici per un futuro positivo e sereno».

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