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Incontri

Dare parola alla speranza: un incontro all'Istituto Nazionale dei Tumori

19 Aprile Apr 2016 1524 19 aprile 2016
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Speranza e cura sono chiavi per capire il nostro tempo. Se ne parla oggi con il professor Silvano Petrosino, in occasione della presentazione degli atti del convegno organizzato nel novembre scorso in collaborazione con Vita, “Cura della speranza, speranza nella cura”.

Nel mese di novembre 2015, uno studio – condotto dai medici e dal cappellano dell’Istituto Nazionale dei Tumori, Don Tullio Proserpio – presentato durante un convegno in Istituto alla presenza del Cardinale Angelo Scola, ha dimostrato che la speranza è un’alleata insostituibile del malato durante il percorso di cura e che il paziente è favorevolmente influenzato anche dalla qualità del rapporto con le persone che si prendono cura di lui. Ma cura esperanza non sono soltanto utili alleate nella lotta contro la malattia. Sono strumenti per capire e leggere il nostro tempo.

Dall’esperienza, dal confronto e dalla necessità di estendere in chiave interdisciplinare la riflessione scaturisce l’idea di un’Academy itinerante, un percorso di presentazione e condivisione della ricerca in altri ospedali milanesi che prenderà il via nei prossimi mesi. La ricerca verrà inoltre ripetuta al Methodist Hospital Research Institute di Huston, in Texas. Della ricerca su cura e speranza e delle prime tappe dell’Academy si parlerà domani, mercoledì 20 aprile, dalle h 16,30 alle 18,30 presso l'Istituto Tumori (Aula Magna), in occasione della presentazione degli atti del convegno “Cura della speranza, speranza nella cura”, con il professor Silvano Petrosino.

Secondo le stime dell’Associazione italiana registri tumori (Airtum), questa è una circostanza che nel 2015 interesserà circa 365.000 italiani. Nei racconti dei pazienti la comunicazione della diagnosi è descritta come un evento destabilizzante che compromette drammaticamente, oltre all’incolumità fisica, anche l’equilibrio psichico e affettivo. Depressione, paura, rabbia e incertezza sono gli stati d’animo che devono essere tempestivamente riconosciuti e adeguatamente trattati ove necessario, per consentire alle persone ammalate e ai loro familiari di affrontare in modo efficace la malattia e le terapie necessarie. Grazie ai continui progressi della ricerca scientifica e alle nuove cure disponibili, molte patologie tumorali possono essere affrontate oggi con ragionevoli possibilità di successo.

La risposta positiva alla malattia può essere sostenuta grazie anche alla speranza di guarigione, che naturalmente va affiancata alla buona informazione e alla fiducia che deve essere riposta nel rapporto con il medico. C’è poi la speranza che attraverso la malattia ci si possa arricchire da un punto di vista esistenziale. E se la guarigione non è più possibile, la speranza infine può consentire di affrontare l’ultima parte della vita con coraggio e dignità, trovando dei valori nella propria esistenza che siano di esempio per gli altri.

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