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Iniziative

La "Voce" di Arisa canta per i bambini di Haiti

26 Aprile Apr 2016 1637 26 aprile 2016
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Il brano di Arisa "Voce" è stato rieditato con le voci dei bambini haitiani e con un video girato durante il viaggio a Port-au-Prince insieme alla Fondazione Francesca Rava - Nph Italia. I fondi raccolti aiuteranno la scuola “St Ambroise” della baraccopoli di Citè Soleil. Per Arisa: «Tutti dovrebbero fare un giro ad Haiti, per abbattere l'individualismo e incrementare l'amore»

Una voce per Haiti” è quella di Arisa, la poliedrica cantante italiana che lo scorso marzo è stata nell’isola caraibica. Arisa ha visitato l’ospedale San Damien e altri progetti della Fondazione Francesca Rava – Nph Italia onlus. Una visita che ha toccato profondamente l’artista italiana che ha voluto mettere la sua arte a disposizione dei progetti a favore dei bambini e in particolare della scuola “St Ambroise” nella baraccopoli di Citè Soleil – tra le più estese al mondo – che ha bisogno di essere ristrutturata e ampliata, arredata con nuovi banchi e sedie e poter accogliere e dare un pasto al giorno a 500 bambini.

La cover del cd di Arisa in distribuzione dal 27 aprile

Il brano “Voce”, contenuto nel suo ultimo album “Guardando il cielo”, è arricchito dalle voci dei bambini della Casa Nph di Kenscoff, oltre a un video (per la regia di Marco Salom) registrato proprio ad Haiti.
Il progetto (realizzato con Warner) è disponibile in formato digitale da mercoledì 27 aprile su iTunes e dal 29 aprile sugli altri store digitali. Il cd è in edicola in allegato al settimanale Oggi (dal 27 aprile, a 3,90 più il prezzo di copertina della rivista).

Fondazione Francesca Rava in Italia rappresenta Nph – Nuestros Pequeños Hermanos (i nostri piccoli fratelli) che è presente ad Haiti da 28 anni, sotto la guida del medico padre Rick Frechette, con tre ospedali tra cui l’Ospedale pediatrico Nph Saint Damien che assiste 80mila bambini l’anno ed è l’unico specializzato per i bambini ad Haiti. Nph, inoltre gestisce due centri di riabilitazione per bambini disabili, due case orfanotrofio per 800 bambini, 32 scuole di strada per 10mila minori, il centro produttivo e di formazione professionale Francisville - città dei mestieri e molti altri progetti e programmi per la lotta alla malnutrizione.

Qui sotto alcune immagini del viaggio di Arisa ad Haiti con la Fondazione - Immagini di Fabio Izzo

Ed è proprio in questa realtà che si è immersa Arisa, un’immersione che per la cantante è stata come racconta “indimenticabile”.
«È la prima volta che ci vado. È stata per me un'esperienza indimenticabile, ma molto dura da metabolizzare. Ho portato con me la voglia di essere una persona migliore. Tutti dovrebbero fare un giro ad Haiti, per abbattere l'individualismo e incrementare l'amore, la voglia di condividere i doni ricevuti con chi ne ha ricevuti di meno».

Difficile stilare una classifica delle esperienze vissute ma, dice Arisa «una delle cose che mi ha colpito di più è stato lo sguardo delle mamme di Haiti. Ho sentito molto forte il senso di maternità e di sacrificio di queste donne, la loro grande speranza appesa ai lettini dell'ospedale Nph San Damien».

Raccontando la sua esperienza Arisa ha detto che le sarebbe piaciuto conoscere delle canzoni nella lingua di Haiti e tradurre le sue. « Mi sarebbe piaciuto cantare in creolo perché credo nell'effetto benefico delle canzoni che ho la fortuna di cantare, nella forza delle parole che alleviano il dolore e donano speranza» spiega: « Mi sarebbe piaciuto parlare in creolo per chiedere "perdono" a tutti gli haitiani che ho incontrato sul mio cammino, poiché a volte sono ingrata verso i tanti doni che ho ricevuto, non li riconosco. Avrei voluto ascoltare e comprendere il senso profondo del sorriso stampato su ognuno dei loro volti, di quel fare accogliente e amichevole di chi vuole condividere tutto e non ha niente».

Perché, continua, per esempio: «Ad Haiti manca l'acqua, ed è una cosa inconcepibile. Io ne consumo forse solo per me più di cinque litri al giorno. A pensarci mi vergogno molto. I miei punti interrogativi si sono triplicati, ma sento la necessità di amare la vita perché» conclude Arisa «ad Haiti capisci che lei da sola basta per essere felice, che è tutto, il dono per eccellenza».

In apertura foto di Fabio Izzo

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