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Dopo di noi, si sta aprendo un mondo

4 Maggio Mag 2016 1223 04 maggio 2016
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«Si sta aprendo un mondo: un mondo nel quale la famiglia riprende le redini delle proprie scelte e dove finalmente si inizia a de-istituzionalizzare, abbandonando un modello socio-sanitario che in molti casi non risponde più ai bisogni e che in certe sue declinazioni risulta indignitoso»: così scrive il presidente della Fondazione Nazionale Dopo di Noi Anffas - Onlus

La legge sul dopo di noi (ora all’esame della Commissione Lavoro del Senato, qui gli ultimi subemendamenti presentati, ndr) rende giustizia a tanti anni di lavoro, di fatica e di speranze.

Possiamo dire di avere certamente raggiunto un primo obiettivo, che è quello di riportare il problema del durante/dopo di noi al giusto livello di attenzione. In un certo qual modo si è sdoganato un tabù fatto di silenzi, di preoccupazioni, di disperazione in certi casi: non è la legge di per sé che risolverà tutti i problemi, ma è il dibattito e l’interesse che essa ha mosso e continua a muovere a far sì che le famiglie, in primis, si pongano seriamente il problema e si attivino alla ricerca di soluzioni che fino a ieri potevano sembrare impercorribili.

Anche il recente emendamento sulle assicurazioni, nel cui merito tecnico non voglio entrare, va assolutamente nella giusta direzione perché favorisce il risparmio, elemento essenziale per l’attenzione che le famiglie devono porre affinché un futuro - anche economico - sia garantito ai propri figli.
Le varie soluzioni abitative proponibili aiuteranno inoltre a far rinascere quello spirito solidaristico, a volte dimenticato, che si trasformerà in atti di impegno responsabile, che permetteranno di creare dei sostegni anche nelle situazioni maggiormente critiche.

Si sta aprendo un mondo: un mondo nel quale la famiglia riprende le redini delle proprie scelte e dove finalmente si inizia a de-istituzionalizzare, abbandonando un modello socio-sanitario che in molti casi non risponde più ai bisogni e che in certe sue declinazioni risulta indignitoso. Si valorizza la funzione sociale delle associazioni, quale la nostra, che perseguono obiettivi di autodeterminazione ed autorappresentanza per le persone con disabilità. Si ottempera finalmente ai dettati della Convenzione ONU, che all’art. 19 sancisce per le persone con disabilità il diritto di scelta su base egualitaria per dove vivere, e con chi vivere…

È un inizio, che ci permetterà di costruire un futuro migliore: ne sono convinto.

*Emilio Rota, Presidente Fondazione Nazionale Dopo di Noi Anffas - Onlus

Foto Sebastien Bozon /Getty Images

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