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Costume

Donne che portano il velo

10 Maggio Mag 2016 1750 10 maggio 2016
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Sono più di 100mila le donne che portano il velo in Italia. Velo non significa oppressione, ma distinzione. Una storia culturale importante che si intreccia con la questione del corpo delle donne.

Sono sempre meno, ma quelle che ci sono si fanno vedere e sentire. Nel mondo, dove secondo l'Annuario pontificio ci sono 1 miliardo e 272 milioni di cattolici e i sacerdoti sono 415.792, le religiose sono 682.729.

Quelle che fra di loro portano il velo lo fanno con piacere e orgoglio. Circa il 38% delle suore vive in Europa. Poi viene il continente americano, che conta oltre 177mila suore consacrate e seguito dall’Asia, con 170mila.

In Italia sono circa 86mila, ma nel 2002 erano 108.175 segno che le vocazioni sono sempre meno, ma chi sceglie la sua strada la porta fino in fondo. In Italia, dunque, ci sono 86mila donne che scelgono di portare un velo.

L’uso di coprirsi il capo - racconta Giulia Galeotti ne Il velo. Significati di un copricapo femminile, da poco pubblicato per le edizioni EDB di Bologna - "vale da epoca immemorabile per la donna di una vasta area geografica che va dall’India al Mediterraneo".

(Photo credit should read SAUL LOEB/AFP/Getty Images)

Purtroppo la tendenza a non vedere davvero le suore è estremamente diffusa anche dentro la Chiesa cattolica stessa [...] Sarebbe bello se una storia del velo potesse portare almeno un granello in più al loro ascolto e apprezzamento.

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Giulia Galeotti, "Il velo. Significati di un copricapo femminile", Edb 2016

Una prima testimonianza sul velo femminile ci viene da un documento legale assiro del XIII secolo avanti Cristo. Da quanto apprendiamo, il suo uso era allora permesso solo alle nobili, mentre era proibito alle donne comuni.

Nel corso dei millenni, spiega Galeotti, molto è cambiato. Oggi, "per molte e molti di noi, il velo che cinge il capo femminile è simbolo – pur con le dovute differenze a seconda dei contesti sociali e religiosi – di una donna sottomessa e non ancora emancipata".

Si tratta di una lettura riduttiva, avverte l'autrice, che non tiene conto del complesso significato che il velo ha assunto "in relazione alla vita delle credenti, siano esse ebree, cristiane o musulmane".

La differenza che oggi esiste tra velo femminile cristiano e velo femminile islamico sta, forse, nel fatto che nel tempo il velo cristiano si è emancipato sia simbolicamente che normativamente. Il velo per le religiose cattoliche non è più obbligatorio. Ancor meno per le laiche credenti. La storia del velo femminile è infatti insieme una storia di costume, prassi, spiritualità, fede, identità personale e collettiva. Una storia dalle molte tappe e dalle molte cadute.

Ma una storia culturale affascinante. E in fondo, come ha scritto Mona Eltahawy, al di là di religioni, epoche e schieramenti politici, «le battaglie sui corpi delle donne si possono vincere esclusivamente grazie a una rivoluzione mentale». Iniziando a capire.

In copertina: immagine Getty