Sean Gallup:Getty Images) Capsule Nespresso
Sostenibilità

Dalle capsule di caffè usate nasce il riso per il Banco Alimentare

17 Maggio Mag 2016 1647 17 maggio 2016
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Cresce il programma "The positive cup", il programma di raccolta e avvio a riciclo promosso da Nespresso: nel 2015 sono state raccolte 419 tonnelate di capsule in alluminio e donati 268 quintali di riso. Un esempio di economia circolare

Riso per la Fondazione Banco Alimentare grazie alla raccolta, riciclo e recupero delle capsule di caffè usate. Un risultato positivo non solo per l’ambiente ma anche per le tante persone che le associazioni e le mense legate al Banco Alimentare potranno aiutare. Quello che viene realizzato è un progetto di tutela ambientale in grado sia di garantire il recupero di risorse importanti, altrimenti destinate allo smaltimento in discarica, sia di sostenere il Banco Alimentare attraverso un innovativo approccio di economia circolare.

Lo scorso anno il progetto The Positive Cup, inserito nella strategia sostenibile di Nespresso ha visto aumentare del 10% la quota di capsule in alluminio usate e conferite nei centri raccolta dai cittadini che ha raggiunto quota 419 tonnellate.

Un risultato positivo che ha consentito un enorme risparmio di materia ed energia e permesso, grazie alla trasformazione in compost del caffè residuo nelle capsule, la produzione di 268 quintali di riso che sono stati donati da Nespresso a Fondazione Banco Alimentare Onlus, e che l’azienda ha consegnato al magazzino del Banco Alimentare della Lombardia a Muggiò (MB).

«Siamo molto soddisfatti dei risultati raggiunti da The Positive Cup e di poter dare un contributo concreto alla sostenibilità ambientale e sociale nel nostro Paese attraverso la collaborazione con CiAl e Banco Alimentare» afferma Fabio Degli Esposti, direttore generale di Nespresso Italiana. «Il progetto per il recupero e l'avvio al riciclo delle capsule del caffè Nespresso continua a crescere in Italia e siamo molto soddisfatti di aver contribuito a questo successo. Grazie a questo programma si amplia la consapevolezza dei cittadini in merito all’importanza della raccolta differenziata e al riciclo dell'alluminio, evitando gli sprechi e contribuendo alla salvaguardia dell’ambiente» aggiunge Gino Schiona, direttore generale di CiAl.
«Il programma rappresenta una grande occasione per sostenere le persone in difficoltà che si rivolgono in cerca di aiuti alimentari alle strutture caritative convenzionate con la Rete Banco Alimentare», conclude Andrea Giussani, presidente di Fondazione Banco Alimentare Onlus «Ringraziamo Nespresso per il suo coinvolgimento in questa iniziativa dando concreta dimostrazione di cosa significhi avere a cuore il destino di chi è più in difficoltà e perseguire uno sviluppo realmente più sostenibile».

Nella gallery qui sotto la consegna del riso al Banco Alimentare della Lombardia, da sinistra Gino Schiona (CiAl); Marco Marco Magnelli, (Banco Alimentare Lombardia) e Fabio degli (Nespresso Italiana)

Il programma, attivo in Italia dal 2011 e rinnovato nel 2014, grazie a un accordo siglato fra Nespresso, CiAl (Consorzio Nazionale per la Raccolta e il Riciclo degli Imballaggi in Alluminio), Federambiente e il Cic (Consorzio italiano Compostatori), prevede che le capsule riconsegnate dai cittadini in 36 boutique Nespresso e 46 isole ecologiche su tutto il territorio nazionale siano raccolte e trattate per separare l’alluminio e il caffè residuo.

L’alluminio viene riciclato al 100%, consentendo un notevole risparmio di energia e materia fino al 95%, grazie alla collaborazione e il supporto di Cial, mentre il caffè viene avviato a compostaggio e utilizzato come fertilizzante per un appezzamento di terreno individuato insieme all’Unione Agricoltori di Pavia e destinato a risaia: il riso coltivato viene acquistato da Nespresso e successivamente donato a Banco Alimentare, che a sua volta lo distribuisce a persone in difficoltà sul territorio attraverso gli enti caritativi convenzionati, incluse numerose mense dei poveri.

Attualmente sono 48 i Comuni italiani in cui è attivo il progetto, attraverso accordi con le singole pubbliche amministrazioni e/o le società di gestione dei rifiuti urbani che si occupano direttamente del servizio di ritiro delle capsule. Nel 2015 le città che hanno risposto con maggiore partecipazione sono state: Milano, Roma, Firenze e Catania.

In apertura foto di Sean Gallup/Afp/Getty Images

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