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Bambini: in Siria non lasciamoli soli

19 Maggio Mag 2016 1550 19 maggio 2016
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Lanciata la nuova campagna dell'associazione Amici dei Bambini che ha l'obiettivo di un sostegno a 360 gradi ai bambini siriani. Accanto agli interventi ad Aleppo e Idlib, dal prossimo mese di giugno Aibi sarà anche al fianco dei piccoli e delle famiglie di Damasco e Homs. Presentato lo spot

Dobbiamo invertire la piramide degli aiuti. È questo il suggerimento di Marco Griffini, presidente di Aibi, Amici dei Bambini mentre sullo schermo della sala del Gonfalone di Palazzo Pirelli appare una slide che mostra come la maggior parte degli aiuti arrivi ora agli 800mila profughi siriani accolti in Europa, seguiti dai 4,18 milioni di siriani accolti nei Paesi limitrofi e come all’ultimo livello vi siano i 13milioni di siriani sfollati interni. «Occorre dare molti più aiuti a questa maggioranza silenziosa e invisibile ai più» continua Griffini.

L’occasione dell’appello è la presentazione della nuova campagna per l’emergenza in Siria di Aibi “Non lasciamoli soli”. «Prima della guerra ho vissuto in Siria era un paese bellissimo e questo mi ha spinto a impegnarmi sempre di più» racconta Laura Tangherlini, giornalista di RaiNews24 che ha partecipato alla presentazione e che è in procinto di partire per il Libano «Ci sono tanti profughi siriani nei Paesi vicini, solo lo 0,2% arriva in Europa. In Siria sono 18 le città assediate da cui non è possibile scappare e dove è impossibile portare aiuti. Ma è necessario riuscire ad aiutare sul posto le persone che vivono ancora in Siria».

Distribuzione alimentare dello scorso aprile

Ed è proprio ciò a cui punta la cooperazione di Aibi «Siamo una delle pochissime ong italiane presenti in Siria e ci siamo con la nostra filosofia che è quella di portare la dignità di figlio a tanti bambini abbandonati. Il nostro obiettivo è quello di ridare speranza a questi bambini, un’intera generazione che rischia di andare perduta». Griffini ha anche raccontato la genesi dell’intervento di Aibi in Siria che risale al momento in cui «all’inizio della crisi ci siamo proiettati sull’accoglienza. Abbiamo accolto una famiglia siriana e il bambino mi disse che non voleva venire qui, che la Siria è bella. Ecco», continua il presidente «lì abbiamo deciso di andarci».
Qui sotto il video

Nel 2013 Aibi ha iniziato la sua attività di cooperazione in Siria ad Aleppo e Idlib, dai primi di giugno prossimo, ha annunciato Andrea Moroni, responsabile dell’area cooperazione internazionale di Aibi, l’associazione sarà anche in due nuove aree del sud della Siria: Homs e Rural Damsco, sempre con l’obiettivo di contribuire alla sicurezza alimentare e alla protezione dei minori. In Siria quasi 2 milioni e mezzo di bambini sotto i cinque anni sono a rischio malnutrizione. Ad oggi Abi con i partner locali quali l’associazione Syrian Children Relief e l’Associazione Shafak ha fornito aiuti di prima e seconda emergenza nelle due direzioni che caratterizzano l’iniziativa “Non lasciamoli soli”: la sicurezza alimentare e la protezione dei minori per i quali è stata anche realizzata una ludoteca sotterranea. È stata garantita la sussistenza a 3mila profughi di Aleppo con la distribuzione di 17.460 razioni alimentari “readiy to eat”, a Binnish cittadina dell’area sono circa 3mila le famiglie che hanno accesso al pane a prezzi calmierati. «I bambini nella zone assediate hanno comportamenti anomali, sono affetti da stress post traumatico, arrivano all’autolesionismo e ai tentativi di suicidio ed è per questo che formiamo il personale locale e i genitori e abbiamo in campo un’unità mobile di operatori psicosociali».

L’obiettivo della campagna “Non lasciamoli soli” è proprio quello di rafforzare la rete di protezione per i bambini siriani. Tra gli obiettivi realizzare tre spazi sicuri per i bambini e nove unità mobili per l’attenzione psicosociale. Importante anche la formazione: si punta a preparare 91 care givers sulla protezione dei minori, sul recupero da stress post-traumatico e sulla violenza di genere, saranno sensibilizzati quasi 7mila genitori.

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