Analisi

Bilancio di sostenibilità, un terzo delle aziende non sa cosa sia

24 Maggio Mag 2016 1516 24 maggio 2016

Secondo uno studio di EY, il 32% delle aziende non presenta alcuna rendicontazione non finanziaria, ovvero la dichiarazione di carattere non finanziario contenente informazioni ambientali e sociali prevista dalla Direttiva Barnier. Ecco i settori più virtuosi e quelli che non hanno ancora capito l'importanza del documento

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Welfare Aziendale
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Secondo uno studio di EY, il 32% delle aziende non presenta alcuna rendicontazione non finanziaria, ovvero la dichiarazione di carattere non finanziario contenente informazioni ambientali e sociali prevista dalla Direttiva Barnier. Ecco i settori più virtuosi e quelli che non hanno ancora capito l'importanza del documento

È stata presentata oggi nell’ambito del Forum Governance organizzato da EY un’analisi di approfondimento tecnico dedicata al tema della rendicontazione non finanziaria, elaborata da EY Sustanibility.

Lo studio ha preso spunto da quanto previsto della Direttiva Barnier 2014/95/UE che impone alle aziende di grandi dimensioni, costituenti enti di interesse pubblico, di fornire una dichiarazione di carattere non finanziario contenente informazioni ambientali, sociali, attinenti al personale, al rispetto dei diritti umani, alla lotta contro la corruzione attiva e passiva. L’analisi ha approfondito in che misura le aziende quotate hanno sviluppato o meno pratiche di rendicontazione sui temi della sostenibilità attraverso la pubblicazione di report o l’utilizzo di altri strumenti di pubblico accesso.

Analizzando un campione di 100 aziende, su un universo di circa 220, lo studio ha permesso di evidenziare che solo il 21% delle stesse ha già introdotto delle pratiche di rendicontazione di sostenibilità, mentre il 32% non ha ancora avviato alcuna attività. Le aziende dei settori Utilities e Oil & Gas sono le più preparate sull’argomento, al contrario, il posizionamento peggiore è stato riscontrato nei settori Automotive, Alimentare, Moda e Tecnologia.

Tra le categorie di informazioni non finanziarie richieste dalla direttiva, quelle maggiormente trattate sono quelle riguardanti le pratiche di lavoro (100% delle aziende) e quelle relative all’ambiente in una misura compresa, a seconda dei settori, fra il 75% e il 100% dello stesso panel di aziende. Valori molto inferiori, compresi fra il 33% e il 75%, per le tematiche inerenti i diritti umani, la lotta alla corruzione e il sociale.

«Nel complesso lo studio evidenzia un quadro variegato da cui emergono esempi di imprese eccellenti che hanno avviato pratiche di rendicontazione», commenta Riccardo Giovannini, Partner EY Sustainbility Services. «Sussistono però grandi spazi di miglioramento che legittimano la necessità di una più ampia diffusione: EY Sustainability, attraverso questo studio e l’Osservatorio sull’integrazione della sostenibilità nel business, avviato nell’ottobre 2015, intende contribuire all’evoluzione delle pratiche di rendicontazione non finanziaria e allo sviluppo delle strategie aziendali verso percorsi più sostenibili che ne aumentino la competitività».

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